Giacomo Puccini, Tosca copertina del DVD. Artista/Gruppo: Giacomo Puccini 
Titolo: Tosca 
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Recensore: Paolo Bramardo
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Le fatiche di Giacomo Puccini (1858-1924) sono ripagate il 14 gennaio del 1900, quando la prima di Tosca va in scena al Teatro Costanzi di Roma. La genesi dell’opera non è priva di difficoltà che esulano dall’aspetto artistico ma che il compositore affronta e supera per coronare un progetto cui tiene in modo particolare.
Il soggetto è tratto da una pièce teatrale di Victorien Sardou (1831-1908) scritta per l’attricce Sarah Bernhardt, andata in scena con un successo strepitoso nel 1887. Puccini, appena visto il dramma a Milano due anni dopo, prega l’editore Ricordi di assicurarsi i diritti musicali dell’opera di Sardou. L’autore rifiuta e nel frattempo si assicura i diritti Alberto Franchetti, che commissiona la stesura del libretto a Luigi Illica. Puccini non demorde e, mettendo in atto anche qualche sotterfugio degno delle scene, riesce a convincere Franchetti, tramite Ricordi, a lasciar perdere Tosca, assicurandosi poi egli stesso i diritti. A questo punto Puccini si getta anima e corpo nella composizione, partecipa direttamente alla nascita del libretto di Illica e di Giuseppe Giacosa, riducendo gli atti da cinque a tre e i personaggi da 23 a 9, rendendo ancor più denso il tessuto connettivo drammatico.
La violenza dell’Opera è evidente fin dai primi accordi dell’orchestra a sipario ancora abbassato. La figura centrale, più ancora di Tosca, diventa Scarpia, essere spregevole e metafora della corruzione e dell’ipocrisia della Roma pontificia e conservatrice. Tale e tanta attenzione viene data da Puccini alla ricostruzione di Roma e della romanità, che si fa aiutare dall’amico sacerdote Pietro Panichelli per conoscere tutti i dettagli del rito romano, necessari per scrivere la scena del Te Deum. Allo stesso modo, per il terzo atto, Puccini vuole vedere con i propri occhi un’alba romana: prende nota di ogni particolare, decifra le intonazioni delle campane che faranno da sfondo al levare del sole a Castel Sant’Angelo e al canto del pastorello.

ATTO PRIMO

Nella chiesa di Sant'Andrea della Valle, entra trafelato Cesare Angelotti, console della Repubblica Romana sconfitta dalle truppe borboniche; Angelotti è appena evaso dalla fortezza di Castel Sant’Angelo e in chiesa rintraccia la chiave che gli ha lasciato la sorella, la marchesa Attavanti. L’evaso si nasconde così nella cappella di famiglia, dove è stato lasciato l’occorrente per la fuga.
Entra in scena il vecchio sagrestano, che porta gli attrezzi del pittore Cavaradossi, impegnato a completare un’immagine di Maria Maddalena. Il sagrestano nota la somiglianza tra il dipinto e una fedele che frequenta assiduamente la chiesa (è la marchesa Attavanti). Cavaradossi si sofferma a contemplare il quadro e lo confronta con un'immagine di Tosca. Il sagrestano manifesta tutta la sua disapprovazione per le parole di Mario (“scherza coi fanti e lascia stare i santi”), che tuttavia lo zittisce regalandogli il paniere che contiene il suo pranzo.
Il sagrestano esce e Cavaradossi rimane solo. Angelotti abbandona il nascondiglio e riconosce nel pittore un amico che condivide le sue idee liberali. Sopraggiunge, però, Tosca, celebre cantante e amante di Cavaradossi; il pittore consiglia ad Angelotti di nascondersi nuovamente. Tosca, però, è insospettita dai sussurri che ha udito mentre entrava nella chiesa, poi, tranquillizzata, invita Mario a trascorrere la sera insieme, nella villa fuori Roma sede dei loro convegni amorosi. Cavaradossi cerca di porre fine in fretta al colloquio, adducendo la scusa del lavoro. Mentre Tosca sta per andarsene, riconosce nel dipinto la figura della marchesa Attavanti e fa una scenata di gelosia. Cavaradossi, comunque, riesce a placarla e ad allontanarla.
Un colpo di cannone segnala l’evasione di Angelotti e Cavaradossi decide di nascondere l’amico nella sua villa e i due escono per recarsi nel rifugio. Torna il sagrestano con la notizia della sconfitta dell'odiato Napoleone: nella chiesa si celebra un solenne Te Deum di ringraziamento. Entra Scarpia, il capo della polizia, accompagnato da alcuni sbirri. Una veloce perquisizione culminata con la scoperta di un ventaglio della marchesa Attavanti convince Scarpia che Angelotti è passato di lì e che Cavaradossi, che ha immortalato la sorella dell'evaso, è implicato nella fuga del rivoluzionario. Tosca torna per annullare l’incontro con Cavaradossi, perché a palazzo Farnese è stata indetta una veglia di gala alla quale Tosca non può assolutamente mancare. E’ sorpresa perché non trova più il pittore e Scarpia le mostra il ventaglio della Attavanti, per accendere la gelosia della donna. Tosca, accecata dal sospetto del tradimento, si precipita alla villa per sorprendere Cavaradossi con la marchesa. Scarpia, che la lanciato l’esca, incarica Spoletta e i suoi sbirri di seguire la donna. Ma l’obiettivo del capo della polizia è duplice: catturare e giustiziare i due cospiratori e fare sua Tosca, che già in passato aveva corteggiato senza risultati.


ATTO SECONDO

Scarpia è nel suo appartamento a palazzo Farnese, la tavola è apparecchiata per il pranzo. In lontananza si sentono i suoni della festa cui prende parte anche Floria Tosca e Scarpia decide di inviarle un messaggio dal contenuto ricattatorio.
Cavaradossi viene portato al cospetto di Scarpia per essere interrogato. Il capo della poliziia è convinto che il pittore conosca il nascondiglio di Angelotti. Arriva Tosca, preoccupata e Cavaradossi riesce a intimare alla donna il silenzio. Il pittore è portato nella stanza vicina per essere torturato mentre Tosca è straziata dalle urla del suo amante. Scarpia propone a Tosca di dire quanto sa, per mettere fine alle sofferenze di Cavaradossi; la donna tenta di resistere, ma alla fine cede. Mario capisce che Tosca ha parlato dagli ordini che Scarpia da ai suoi uomini. Arriva la notizia della vittoria di Napoleone, che ha rovesciato le sorti della battaglia, Cavaradossi alza un inno alla libertà. Scarpia fa portare via Cavaradossi e Tosca implora pietà per l’amato, chiede dunque quale sia il prezzo per salvargli la vita. Non è il denaro che interessa al capo della polizia, Scarpia non vuole soldi, vuole Tosca. La cantante, disperata, si appresta a cedere, ma Cavaradossi deve lessere liberato all’istante. Scarpia spiega che bisogna salvare le apparenze: Cavaradossi non sarà impiccato, ma fucilato, l’esecuzione però sarà finta. Nel frattempo Spoletta annuncia che Angelotti si è ucciso per non essere catturato. Tosca chiede un salvacondotto affinché possa lasciare Roma con Cavaradossi. Scarpia la accontenta e si accinge ad abbracciarla; Tosca afferra un coltello dalla tavola e pugnala, uccidendolo, il barone capo della polizia.

ATTO TERZO

Castel Sant’Angelo, è l’alba, si sentono le campane e il canto di un pastorello che accompagna il gregge al pascolo. Al pittore resta un’ora di vita; Cavaradossi convince il suo carceriere, regalandogli un anello, a permettergli di scrivere un biglietto che sarà recapitato a Tosca. Accingendosi a scrivere, Mario è sopraffatto dal ricordo delle ore d'amore passate con la sua Tosca.
La cantante, però, si presenta all’improvviso alla fortezza: rivela a Cavaradossi di avere ucciso Scarpia e di avere il salvacondotto che permetterà loro di fuggire liberi dopo la finta esecuzione.
Giunge il plotone, Tosca raccomanda a Cavaradossi di essere convincente e di non alzarsi fino a quando non glielo dirà lei. La fucilazione ha luogo, ma quando Tosca invita l’amato ad alzarsi si accorge con orrore che Cavaradossi è morto. La donna non ha nemmeno il tempo di disperarsi per l’ultimo inganno di Scarpia, che giungono gli sbirri guidati da Spoletta per arrestarla dopo aver scoperto l’uccisione del capo della polizia. Tosca, però, non si lascia prendere e si uccide gettandosi dal parapetto di Castel Sant’Angelo.

IL DVD

Il lusinghiero giudizio tecnico espresso nella recensione del Barbiere di Siviglia, trova conferma in questa edizione di Tosca firmata ancora Euroarts TDK. E’ il segno che il dvd è ormai un mezzo maturo per l’Opera e che le registrazioni recenti sono in grado sfruttare al meglio le notevoli potenzialità del supporto. Il disco si presenta con tutte le carte in regola: video in formato 16:9, ampio corredo di sottotitoli a cominciare - come è giusto, anzi doveroso, che sia - dal libretto originale in italiano e tre tracce audio (PCM Stereo, DD e DTS 5.1). La traccia stereo è ariosa, dettagliata, capace di proporre con calore ed eleganza le più delicate sfumature della musica pucciniana e con assoluta nitidezza anche i passaggi più violenti.
La registrazione effettuata nel marzo del 2000 spicca per la direzione di Riccardo Muti. Il Maestro pugliese mette in luce una rara capacità di analisi, di attenzione per il dettaglio, in ciò supportato nel migliore dei modi dalle qualità del complesso scaligero. Licitra, nel ruolo di Cavaradossi, piace per la sua bella voce, conferma di avere talento e si destreggia con naturalezza negli acuti più impegnativi; meno efficace, invece, quando si tratta di rendere le sfumature, quando si impone il passaggio lieve a mezza voce, ma sarebbe probabilmente ingeneroso pretendere da lui tutto e subito. Più o meno lo stesso discorso vale per la Guleghina (Tosca), che a trattati denuncia qualche incertezza e che, soprattutto, appare un po’ in difficoltà nel rendere il clima altamente drammatico della vicenda. Leo Nucci (Scarpia) ha dalla sua il mestiere, tuttavia bisogna rassegnarsi al fatto che ci troviamo di fronte alla conclusione di una gloriosa carriera e la figura del capo della polizia non possiede quella forza che meriterebbe, dal canto non emerge la malvagità nella sua grandezza e spregevolezza.
L’allestimento scenico e la regia di Luca Ronconi si basano si un riuscito mix dei tre luoghi in cui è ambientata l’azione. Le linee spezzate, le forme che si chiudono verso l’alto, il senso di caos, sembrano voler suggerire il clima di oppressione e di degrado morale che caratterizza la Roma papalina di inizio ‘800.
Il bilancio finale è assolutamente positivo: questa Tosca è bella, ben registrata e dunque merita di fare parte della collezione di qualsiasi appassionato

EUROARTS-TDK

Giacomo Puccini
TOSCA
(1 DVD Video)
Direttore Riccardo Muti
Interpreti Salvatore Licitra Mario Cavaradossi
Maria Guleghina Floria Tosca
Leo Nucci Il Barone Scarpia
Giovanni Battista Parodi Cesare Angelotti
Alfredo Mariotti Il sagretsano
Ernesto Gavazzi Spoletta
Silvestro Sammaritano Sciarrone
Ernesto Panariello Un carceriere
Virginia Barchi Un pastore
Regia Luca Ronconi

Formato Video PAL 16:9
Formato Audio Stereo PCM, DD 5.1 e DTS 5.1
Durata 121’
Sottitoli Italiano (lingua originale), Inglese, Tedesco, Francese, Spagnolo
Region Code 0 (Worldwide)

Registrazione Milano, Teatro alla Scala, Marzo 2000