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Artista/Gruppo: | Frank Zappa |
| Titolo: | Uncle Meat | |
| Etichetta: | ------------ | |
| Web site: | www.zappa.com | |
| Codice: | ------------ | |
| Recensore: | Francesco Serini | |
| Pubb. il: | ------------ | |
| Copyryght: | Francesco Serin iper www.music-on-tnt.com |
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| Il film,
che partiva con la scritta 'Another cheesy movie of Frank Zappa' ('Un altro
divertente film di Frank Zappa'), venne ultimato nella Primavera del 1987
e uscì nelle sale l'anno stesso. In realtà Zappa cominciò
a girarlo già nel 1968, e lo proseguì nel ventennio successivo
(1970 e 1982), ogni volta che aveva a disposizione dei finanziamenti, il
cui reperimento era stato sempre difficile, perchè 'il copione originale
era così schizzato e fuori dall'orbita', disse il regista. Ispirandosi ai B-movie horror degli anni '50-'60, forse anche a Ed Wood, Zappa si avvalse della collaborazione di Haskell Wexler, che conobbe durante le riprese del suo film di debutto, cioè Medium Cool, in cui furono inserite due canzoni di Zappa nella colonna sonora: Oh No e Who Needs The Peace Corps. Sembra solo apparentemente un esempio di opera autocelebrativa, in realtà l'artista si è posto il consueto obiettivo di raccontare in maniera provocatoria, dissacrante e volgare le conseguenze negative di quei mondi effimeri (e sicuramente più volgari di come li racconta lui), che sono quello borghese e quello dello show-business. Uncle Meat documentava le follie finte o appositamente inscenate, sia del suo gruppo sia del mutante Dom De Wild, impersonato da Don Preston, che dopo aver bevuto il contenuto di un alambicco fumante, trasformatosi nel Duca Gobbo, cerca di rompere la cinepresa e di annunciare un nuovo periodo per l'umanità. Come gli altri film di Zappa, anche questo può essere considerato, ad una prima visione, strano e sconclusionato, anche per un montaggio forsennato. Come le altre sue opere però, anche Uncle Meat può essere ricondotto ad una tradizone folk, al folk-lore per l'esatteza. I fatti e i personaggi raccontati non seguono razionali logiche o comportamenti, e l'insieme potrebbe far pensare a qualcosa di arcano e sinistro. Però, come le canzoni o le leggende folk sono considerate strane dalla gente, non sono ritenute bizzarre dai seri studiosi, che invece le analizzano con grande considerazione. Il discorso vale per Uncle Meat. Il titolo del film scelto da Zappa, già dice molto su quali erano le sue intenzioni. Se Uncle Sam è lo Zio Sam, ovvero la personificazione degli Stati Uniti, Uncle Meat, la carne (in questo caso quella del pollo) era: o la personificazione del simbolo (l'hamburger) di quel consumismo superfluo e di enorme diffusione, che grazie alla pubblicità, impone sul mercato dei beni anche inutili; o il nostro vero ritratto: come dei polli, come degli automi senza cervello, compriamo quello che la pubblicità ci vuole vendere. Alla fine l'obiettivo da colpire è il consumismo imperialistico delle società occidentali, a cominciare dagli U.S.A. 'È l'inizio di una nuova Era. Lo sviluppo interiore di noi stessi: è qualcosa di importante'. Con questa frase Dom De Wild beve la pozione magica, prima di trasformarsi. La Nuova Era auspicata è probabimente quella in cui non si sarà più soggetti e succubi di una civiltà consumistica che vuole vendere in maniera asfissiante qualsiasi cosa senza valore, ma quella in cui, liberi da falsi e banali messagi pubblicitari, ci si guarderà dentro per prendere consapevolezza e sviluppare meglio i nostri veri valori, magari "da vendere" nel senso di metterli al servizo degli altri. E se questo era troppo ambizioso, e probabilmente di difficile realizzazione, Dom De Wild, aveva in progetto di costruire nella Nuova Era un luogo dove preservare la musica e tutte le altre forme artistiche dalla banalità e dalla degenerazione del mondo. I veri protagonisti del film sono alla fine il pollo finto e gli hamburgers. E le locations sono proprio quei luoghi dove, noi polli, compriamo i tipici oggetti della società consumistica: i supermercati. Il linguaggio predominante è quello pubblicitario: protagonisti in primo o primissimo piano che parlano guardando dritto nella telecamera, o una voce fuoricampo che lancia frasi metaforiche. Come i protagonisti (polli e hamburgers), le locations (supermercati), e anche l'utilizzo del linguaggio pubblicitario, servono polemicamente a scagliarsi contro l'Occidente. Le scene girate nel 1968 sono quelle del concerto che Zappa e i Mothers Of Invention tennero a Londra al Royal Festival Hall. Qui il gruppo suonò con l'orchestra della BBC, i cui membri si dipinsero simboli, anche fallici sul viso. Durante l'esibizione i membri del gruppo, come di consueto, si lanciarono in esileranti gags. Ad un certo punto dello show Zappa informò il pubblico che voleva formare una nuova band. Gli altri 4 del gruppo allora, si camuffarono in strani personaggi e inscenarono improbabili e divertentissime audizioni: uno si travestì da Jimi Hendrix; un altro da Mexican (con una tiara sul palco); un altro da strampalato trombettista. Alla fine però Zappa non accetò nessuno. Queste scene possono darci un'idea di come Zappa intendesse le esibizioni dal vivo: delle vere e proprie rappresentazioni teatrali, delle commedie da inscenare. Un altro personaggio originale è quello dell'italiano Massimo Bassoli. 'This is my left hand and this is my right hand. Questa è la mia mano sinistra e questa è quella destra. Look at this. Guarda qui (indicando un bottone). This is half italian and half american. È metà italiano e metà americano.' Parlando prima in inglese, e poi traducendolo in italiano, Bassoli è un alter-ego di Zappa, che è di origini italiane. Sembra proprio che il regista utilizzi Bassoli per dire direttamente ciò che invece nel film assume contorni più surreali. Ad un certo punto infatti Bassoli dice in italiano: 'Ho perso tanti anni della mia vita qui in America, a fabbricare queste cose inutili' (ed ha in mano un hamburger). Zappa vuole essere il rappresentante di quegli emigranti, o di coloro nel mondo che avevano creduto all' american dream, quelli che si erano recati negli U.S.A. per cercare di migliorare la loro situazione. Anche se economicamente possono essere stati fortunati, in realtà cio che hanno prodotto in territorio americano è inutile e banale. Per la stravaganza di alcune scene (i due protagonisti che sotto una doccia si strofinavano degli hamburger addosso), i membri del gruppo si rifiutarono di rilasciare interviste per il film, così quei pochi finanziamenti che Zappa era riuscito a raccimolare, furono ritirati. L'editrice Maurice Wadleigh, coinvolta nel film, viene intervistata e spiega che inizialmente era assolutamente riluttante a recitare. Poi però si ricrebbe e girò le scene più strane, come quella della doccia con Preston. Ma per la 'vergogna' dimostrata dagli altri protagonisti, dopo che giravano le scene, e per la mancanza di fondi, il film, come si è più volte ricordato, fu completato solo negli anni Ottanta. |