Artista/Gruppo: Vari
Titolo: Discotheque 70 - 76 [1972 - 1978] - 2 ° parte.
Etichetta: Syliphone Conakry (ristampa Syllart - Melodie)
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Recensore: Giulio Mario Rampelli
Pubb. il: 17/04/2005
Copyright: Giulio Mario Rampelli per Music on Tnt

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Orchestre da ballo

Tra le varie istituzioni artistiche statali create dal governo di Sekou Toure si distinguono le Ensamble, le Orchestre e i Ballets. Le Ensamble eseguono la musica classica mandengue con gli strumenti tradizionali, i Ballets sono compagnie di danza e musica tradizionale, mentre le Orchestre suonano musica da ballo, adottando strumenti amplificati di origine europea e latino-americana: trombe e tromboni, sassofoni, chitarra e basso elettrico, batteria, congas, organo hammond..

La Discotheque Series è una selezione musicale rappresentativa delle principali orchestre guineane degli anni ’70, a partire dalle tre più famose: Bembeya Jazz National, Keletigui et ses Tambourinis e Balla et les Balladins. Bembeya Jazz deriva dalla nazionalizzazione, avvenuta nel 1966, dell’orchestra regionale di Beyla, mentre Tambourinis e Balladins discendono rispettivamente dall’Orchestre de la Pailotte e dai Jardin de Guinee, a loro volta nate dalla divisione dalla prima orchestra nazionale di Guinea, la Syli National Orchestre. Keletigui Traore, leader dei Tambourinis, era cantante e direttore dell’Orchestre della Pailotte, mentre Balla Onivogui fu trombettista e animatore dell’orchestra Jardin de Guinee.

Tra gli “eroi” della musica guineiana il chitarrista Sekou Bembeya “Diamond Finger” Diabate e il cantante Aboubacar Demba Camara suonano con i Bembeya Jazz, il mitico sassofonista Momo Wandel, da poco scomparso, suona con i Tambourinis,mentre Sekou “le docteur” Diabate e Pivi Moriba suonano rispettivamente la chitarra solista e il trombone con i Balladins.

A completare l’elenco delle sette grandi orchestre nazionali di Guinea sono l’Orchestre de la Garde Republicaine, che in seguito divenne la Super Boiro Band, presente nella Series, l’Orchestre Feminine de la Gendarmerie, evoluta poi come Les Amazones de Guinée, la Horoja Band National e i Kaloum Star, anch’esse entrambe presenti. Infine, nella Discotheque Series sono rappresentate anche alcune orchestre regionali: i Camayenne Sofa e i Syli Authentique di Conakry, la Tropical Djoli Band di Faranah, la Bafing Jazz di Mamou.

Discotheque ’70 (SLP 23)
  1. Waraba (Bembeya Jazz National)
  2. Tambourinis Cocktail (Keletigui et ses Tambourinis)
  3. Kaira (Balla et les Balldins)
  4. Nadia (Keletigui et ses Tambourinis)
  5. Moi, Je suis Decourage (Balla et les Balladins)
  6. Les Virtuoses Diabate (Papa et Sekou Diabate)
  7. Exhumation Folklorique (Demba Camara et Son Groupe)

Bembeya Jazz National è probabilmente la più straordinaria e famosa orchestra da ballo della Guinea dei tempi moderni. Il disco si apre con Waraba, un brano di Bembeya di chiaro sapore afro-cubano, la cui parte per chitarra è menzionata da Mory Kante come uno dei suoi riferimenti ai tempi del suo esordio come chitarra solista nella Rail Band. Nel ’70 Bembeya comprendeva nel suo organico due artisti a loro modo stupefacenti: il virtuoso della chitarra Sekou “Bembeya” Diabate, detto “diamond fingers” (dita di diamante), e l’animatore e cantante, nonché compositore di molti dei brani più famosi dell’orchestra, Aboubacar Demba Camara, morto nel 1973 per incidente stradale in Senegal.

Les Virtuoses Diabate è un duetto per chitarre acustiche suonato dai fratelli Kerfala “Papa” Diabate, maestro di “Bembeya” nello stile moderno, probabilmente il più grande chitarrista di Guinea dei primi anni ’60, e Sekou “le Docteur” Diabate. La cosa più incredibile è trovare, in una compilation di musica da ballo, un brano acustico solo strumentale della durata di ben 17 minuti, durante i quali potrete scoprire i mattoni di base del guitar style di ispirazione mandengue. Il brano inizia in stile kora, e infatti gli arpeggi di chitarra hanno la stessa armonia e la stessa ritmica della straordinaria arpa malinke a 21 corde. Nel corso del brano è riconoscibile a più riprese lo stile balafon, suonato da entrambe le chitarre, con il quale le classiche figure ritmico-melodiche ricorsive suonate sui tradizionali xilofoni mandengue vengono riproposte come riffs arpeggiati per chitarra.

Exhumation Folklorique, è accreditata qui a Demba Camara et Son Groupe. Il pezzo è una versione di uno dei brani più famosi di Bembeya Jazz, Super Tentemba, qui arrangiata con gli strumenti tradizionali. Gli altri quattro brani sono di Keletigui et ses Tambourinis e di Balla et ses Balladins.


Discotheque 71 (SLP 35)
  1. J.R.D.A. (Keletigui et Ses Tambourinis)
  2. N’Borin (Bembeya Jazz National)
  3. Moi Ca Ma Fout (Balla et les Balladins)
  4. La Bycicletta (Keletigui et Ses Tambourinis)
  5. Sakoudougou (Balla et les Balladins)
  6. Dagna (Bembeya Jazz National)
  7. Sontilla (Bafing Jazz Mamou)
  8. Solo Quintette (Myriam’s Quintette)
  9. Nadiaba (Virtuose Diabate)
  10. Toubaka (Bafing Jazz Mamou)
  11. Sankaranka (Virtuose Diabate)

Accanto a due pezzi di Keletigui et Ses Tambourinis, con l’accompagnamento di Sannah Diabate al balafon il primo e più marcatamente latino il secondo, si possono qui ascoltare due successi mandengue di Balla et Ses Balladins: Moi Ca Ma Fout e Sakoudougou. In particolare il primo brano, dal groove irresistibile, utilizza armonie pentatoniche tipiche dell’area del Wassoulou, al confine tra Guinea e Mali, mentre nel secondo, dalla melodia decisamente malinke, si può ascoltare uno straordinario solo di “Le Docteur”, puro mandengue guitar style in chiave rock.

Due i brani di Bembeya Jazz National: N’Borin e Dagna, mentre i Virtuose Diabate non sono il duetto del disco precedente. Accanto a Sekou “le docteur” Diabate, chitarrista dei Balladins, suonano infatti Abdou Diabate e Siri Diabate.

Due i pezzi dell’orchestra regional Bafing Jazz Mamou: Sontilla e il classico mandengue, Toubaka. Infine, la traccia 8 è un brano strumentale del Myriam’s Quintette, il gruppo che accompagnava Myriam Makeba, in quel periodo rifugiata politica in Guinea per causa del regime di aphartheid vigente in Sud Africa. Il pezzo è decisamente diverso rispetto al sound standard dei CD Discotheque. Il quintetto è formato da batteria, percussioni, chitarra, basso e kora, l’arpa mandengue a 21 corde. Purtroppo, ciò che nel pezzo risalta di più è proprio la mancanza della voce di Myriam Makeba, la quale in quegli anni aveva registrato almeno due dischi per la Syliphone, di cui solo un altro brano è presente nella Discotheque Series. Per chi fosse interessato, recentemente è uscita una bella raccolta delle registrazioni di madame Makeba negli anni guineani, molte delle quali in lingua e stile mandengue, intitolata The Guinea Years (Sterns, 2001), clamorosa testimonianza dell’eclettismo della cantante sudafricana.

Discotheque 72 (SLP 40)

  1. Kogno Koura (Pivi et les Balladins)
  2. Madame Tolberg (Bembeya Jazz National)
  3. Samba (Pivi et les Balladins)
  4. Donsoke (Keletigui et Ses Tambourinis)
  5. Djina Moussi (Pivi et les Balladins)
  6. Kouamanfe (Freres Diabate)
  7. Kaba Mirima (Freres Diabate)
  8. N’Fa (Freres Diabate)

Questo terzo disco della Discotheque Series è caratterizzato soprattutto dai 3 brani dell’orchestra Les Balladins guidata qui dal trombonista e cantante Pivi Moriba. Sotto la guida di Pivi i Balladins hanno pubblicato un solo disco con la Syliphone proprio nel 1972, assieme a due 45 giri. Il mandengue groove dei Balladins è possente e incalzante, in particolare nel celebre brano Samba, in cui l’assolo di chitarra tiratissimo, decisamente a cavallo tra il rock e il funky, mostra come, nonostante la chiusura nei confronti della cultura europea, i giovani musicisti guineiani si stavano allontanando progressivamente dal vecchio sound afro-cubano, caratteristico delle generazioni precedenti, sostituendolo non solo con la musica tradizionale, ma anche con i suoni e le atmosfere che dall’America attraversavano l’Atlantico.

Gli altri brani del disco comprendono un pezzo dei Tambourins oramai virato decisamente al sound tradizionale mandengue, in cui si può ascoltare un bell’intreccio ritmico di balafon e chitarra, e tre brani dei Freres Diabate, Papa e Sekou “le Docteur”, a chiudere la compilation.

Infine, la traccia di Bembeya Jazz National rappresenta una vera e propria curiosità. Il pezzo, cantato in inglese, è un benvenuto dal sapore carioca ad una certa Madame Tolberg (che è anche il titolo del brano), in visita in Guinea. Come al solito c’è da stupirsi, non tanto del fatto che un’orchestra nazionale debba anche lavorare per il governo nelle occasioni ufficiali, quanto che un brano simile sia stato inserito da Syliphone nei grandi successi del 1972. Bah …