Copertina dell'album Acqua foco e vento do Riccardo Tesi Artista/Gruppo: Riccardo Tesi
Titolo: Acqua foco e vento
Etichetta: Il Manifesto
Web site: -------
Codice: -------
Recensore: Stefano Martini
Pubb. il: 14/11/2004
Copyright: Stefano Marta per Music on Tnt

Sei in: Home > Recensioni > Pop / Rock Italiano

Riccardo Tesi suona l'organetto diatonico e questo CD contiene canti popolari toscani.

A questo punto molti di voi saranno passati oltre :-)).

E avranno fatto male. Perché il disco è bellissimo e tutti i brani sono riarrangiati e suonati con una perizia e una sensibilità rare. Molte opere del genere diciamocelo, sono inascoltabili, vuoi per le alte pretese culturali, vuoi per la difficoltà di mettere su disco una materia viva, che mal si presta ad un ascolto all'interno delle pareti domestiche.

Questo invece è un piccolo capolavoro. I musicisti che vi partecipano non sono semplici professionisti da sala di incisione, hanno tutti un background che consente loro di rendere al massimo i nuovi arrangiamenti che Riccardo Tesi e il chitarrista e cantante Maurizio Geri hanno scritto per l'occasione. I due ben conoscono la materia arrivando a questo lavoro dopo un percorso che li ha visti insieme al fianco di Caterina Bueno, artista imprescindibile per chi si avvicina a questo repertorio. Hanno poi continuato la collaborazione nel piccolo ensemble Banditaliana ma in questa occasione in verità, laddove Geri si trovava a cantare i risultati non erano impeccabili. Qui invece emerge tutta la sua tecnica vocale e Maurizio riesce ad emozionare in maniera estremamente naturale. Splendido come sempre il suo lavoro alla chitarra. Una menzione va fatta anche per l'altro Banditaliana Claudio Carboni al sax e per Damiano Puliti al violoncello che a tratti sorreggono e a tratti contrappuntano l'organetto di Tesi in maniera fluida e perfetta.

I canti popolari avevano un valore istruttivo, (le filastrocche che insegnavano a contare ai bimbi) dettavano le cadenze (i maggi), legavano i pastori con un gioco di rimando da una collina all'altra alleviandone la solitudine (pastorale). E pian piano, ascoltandoli, le tradizioni delle montagne pistoiesi che ci apparivano tanto lontane nel tempo e nello spazio, iniziano a tratteggiare un mondo che ci appartiene, che in qualche modo conosciamo, che fa parte di noi, anche se siamo pugliesi, anche se siamo piemontesi, o se come me, abitiamo da sempre nel profondo nord-est. Ebbene sì, questo disco tra le altre cose mi ha fatto sentire profondamente italiano, affine ai protagonisti del disco: a quelli che lo hanno realizzato e a quelli evocati nelle sue tracce.

Per il gaudio completo si può aggiungere che il CD, oltre ai canti, di popolare ha anche il prezzo. Più di così.