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[A.D. - Dritto al volto]
Artista/Gruppo: A.D.
  Titolo album: Dritto al volto (2002)  
  Etichetta: RedLed Records/Self  
  Web site: http://www.adkombatcore.com/  
Recensore: Lucio Cadeddu

© Lucio Cadeddu per http://www.music-on-tnt.com

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Gli A.D. (A.ntagonismo D.isobbediente) sono un gruppo trevigiano, nato nel 1999 dalla fusione nucleare delle influenze hip-hop e metal dei quattro componenti (Jestd, Putano, Emo L.F, Samut).
La definizione data da loro stessi al genere musicale che propongono è KombatCore Antagonista ovvero una miscela di hardcore crossoverato con l'hip hop più radicale, a fare da contorno a testi estremamente crudi e diretti, votati alla disobbedienza sociale.
Gli A.D. sono così rappresentanti del movimento No Global e la rivolta planetaria verso la globalizzazione è infatti presente in quasi tutti i 13 brani di questo loro lavoro. Non mancano quindi i riferimenti espliciti agli avvenimenti di Genova (G8) ma ci sono brani anche dedicati ad altri argomenti, ad esempio la strage del Cermis (brano "Cermis").
L'impressione che ne ho ricavato è che la Musica faccia da accompagnamento alle parole, nel senso che molto peso è stato dato a queste ultime. Il rischio che si corre - sempre - in questi casi è che le parole sommergano la Musica, e sarebbe un peccato nel caso di questo "Dritto al volto", album ricco di spunti interessanti, campionamenti e loops azzardati, cavalcate chitarristiche tra il nu-metal e l'hardcore.
Le influenze sono tante, ma la miscela è piuttosto originale. Così, in "Raise" ed in "Libertad" affiorano memorie dei grandi Young Gods, in "Chi è l'assassino" atmosfere trip da Tricky e Nearly God, mentre alcuni campionamenti sparsi tra le tredici tracce ricordano l'hip hop italiano più militante, quello degli Assalti Frontali per citare un nome noto a tutti nel panorama nazionale. Gli Assalti Frontali riaffiorano anche come ispirazione per la violenza dei testi.

Al di là della denuncia sociale, questo lavoro degli A.D. è trascinante, cattivo quanto basta per lasciare il segno, corrosivo, lacerante e lacerato, con frequenti cambi di ritmo e di atmosfera. Così, se i testi sono un po' "a senso unico", la Musica mostra una fresca vitalità e le 13 tracce offrono spunti sempre diversi ed originali.
Alcuni brani mi hanno convinto più di altri, mi riferisco in particolare a "Uno vs Uno" e "Per questo non dimentico" ma in generale questa prova degli A.D. sulla lunghezza delle 13 tracce può ritenersi ampiamente superata e ben promettente per il futuro della band.
Infine, mentre è comprensibile e ben evidente la vocazione militante, una maggiore varietà nei temi trattati avrebbe senz'altro reso meno monocorde il messaggio politico della band.
Per essere sicuri di "colpire" nel segno non si può sempre sparare nel mucchio.

Dritto al volto contiene 13 canzoni:

  • Libertad
  • Dritto al volto
  • Unda Ctrl
  • Mothafukka
  • Cermis
  • Chi è l'assassino
  • Diaz
  • Uno vs Uno
  • Ya basta
  • Fukin' Killaz
  • Raise
  • Se trionfa o se muere
  • Per questo non dimentico