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Amoremantico cd cover
Artista/Gruppo: Subsonica
  Titolo album: Amoremantico  
  Etichetta: ------------------  
  Web site: ------------------  
Recensore: Francesco Rossi

© Francesco Rossi per http://www.music-on-tnt.com

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Lo dico subito. I Subsonica non mi fanno impazzire: troppa smania di rappresentare “l’alternativo”, troppe strizzatine d’occhio alla disco-tendenza e una certa monotonia nelle atmosfere e tematiche metropolitan-urban-perifico-tecnologiche. Ma sono quelli che hanno preso l’onda giusta, a quanto sembra, quindi faccio il bravo e mi prefiggo l’ascolto imparziale del nuovo capitolo, 2002.


Nuvole rapide lancia la corsa con un beat disco di facile presa, una istantanea sul delicato presente/prossimo futuro che tanto c’angoscia e che, come tutto, vedrete, “passerà”.
Albascura rallenta la tensione, guarda malinconica e ispirata all’orizzonte, ricordando gli Almamegretta de “il Sole”, tenendosi però sempre il Drum’n Bass nel cuore, mentre con Dentro i miei vuoti arriva una canzoncina-carillon che muove a tenerezza e scopre in Samuele il cantore melodico che c’è in lui.

Due secondi e si torna all’asfalto delle nostre città, alle storie di ragazze, ragazzi, alienazione e incomunicabilità viste alla Bluvertigo in Eva-Eva e Nuova ossessione, che sa già di tormentone estivo. Come dire, la vendetta degli anni ’80 (complici gli “original” del periodo, Krisma, riportati in vita) senza puzza di naftalina.

Il Robotic-sound prosegue aggiungendo un suono/effetto nuovo a pezzo e variando qualche pattern di batteria, ma sempre tenendo la ritmica a dettar legge, tanto che la domanda vien spontanea: ok, i piedi e il bacino si muovono, la testa pure ondeggia, ma, ragazzi, il cuoricino? Sembra mi abbian sentito, Ieri, sognante ballata folk degna di appartenere al New Acoustic Movement (esiste davvero, giuro). La disco chiama e Gente tranquilla risponde, facendo muovere tutto quel che può, fino alla marcia trionfante finale (oltre a 4 ghost track-refusi di studio) Questo domani, che già nel titolo racchiude tutte le perplessità, certezze, contraddizioni e ambiguità (volute-non volute?) del nostro “gruppo giovane”. Si sa: il disagio giovanile è un banchetto ricco e invitante.
E d’altra parte, che dire: il disco è onesto, concepito e suonato con cura maniacale, calibrato e ossessivamente “moderno”. Certo non trasudano di genio e talento, i pezzi non passeranno alla storia della musica, però dimostrano due cose rare: personalità e attenzione alla realtà che ci circonda.

Ci fanno? ci sono ? ci sanno fare? Non so.

Forse più di tutto, alla fine, ci rappresentano, noi (a dirlo con le loro parole) “questa adunanza catodica, in questo laconico rodeo…deserto retrattile…questo domani che non tornerà a cercarti, che non dipende dai tuoi sguardi”.

Cioè?