Anastacia cover del suo ultimo cd omonimo Artista/Gruppo: Anastacia
Titolo: Anastacia
Etichetta: Sony
Web site: http://www.anastacia.com
Codice: B0001VWP8I
Recensore: Fabrizio dal Passo
Pubb. il: 02/05/2004
Copyright: Fabrizio del Passo per www.music-on-tnt.com

Sei in: Home > Recensioni > Pop / Rock
Eccomi di fronte all’ultimo lavoro della cantante statunitense che porta con sé una serie di brani senz’altro pop, ma non come ci si aspetterebbe conoscendo i primi due album della cantante/autrice.

Infatti l’album comincia immediatamente con una chitarra elettrica che poco si addice allo stile di ‘not that kind’ o ‘freak of nature’, ma che ricorda piuttosto i Linkin Park.

Questa nuova vena artistica apporta notevole energia a tutta l’opera, non si deve pensare di aver preso un disco metal, ovvio, ma Anastacia si è staccata dalla linea pop che contraddistingueva i primi due cd da lei pubblicati.

Tutto l’album è ovviamente centrato sulla voce della cantante che stupisce continuamente per corposità ed estensione ed è giusto che sia così. Anastacia ha quella caratteristica, sarebbe sbagliato aspettarsi che la musica sovrasti lo strumento migliore della compagine. La parte musicale e d’arrangiamento del disco è buona, come detto sopra fa da supporto alla voce, ma si prende anche qualche libertà tra i refrain e propone voci, suoni e passaggi che vanno dal rock all’hip-hop, dall’etnico al crossover. La scelta sembra idonea alla presentazione del concetto che si vuole esprimere e anche questa è una qualità che comincia a essere una costante dei suoi brani. Nell’album non c’è tutto e il contrario di tutto, quello che manca (dal punto di vista musicale) è il collegamento netto con gli album precedenti e a mio parere è un passo avanti nella carriera di Anastacia.

Le canzoni sono ascoltabili in qualsiasi occasione, sia che si voglia ascoltare il disco, sia che si debba guidare l’auto. Questo può essere un pregio o un difetto, ma non significa che il risultato finale sia negativo. Ci sono pezzi dove ci si stupisce che una cantante pop come lei lasci spazio a sonorità rock che nulla hanno a che vedere con il suo status classico, che la pone di fianco alla Spears o alla Aguileira.

L’album ha dei caratteri autobiografici e quindi passa in rassegna svariati sentimenti, dall’amore all’esame di coscienza alle realizzazioni di stati di fatto (personali e non) che hanno evidentemente segnato l’animo dell’autrice, soprattutto dopo la diagnosi del cancro di un anno e mezzo fa. Anastacia sembra volere raccontare il percorso fatto per realizzare determinati concetti nelle sue canzoni e secondo me ci riesce piuttosto bene, pur ricordando che lo spazio di una canzone non può scendere in dettagli particolarmente definiti.

Giudico questo come un passo avanti verso una variazione di presentazione musicale che altre cantanti del genere non hanno ancora attuato. L’idea che mi sono fatto è che prima di lanciare questo cd ci abbiano pensato bene, hanno intrapreso una strada un po’ diversa da quella battuta in precedenza e nell’album non ci sono ripensamenti evidenti su questa scelta. Fare un disco di questo tipo segna una svolta che ultimamente non si vede in molti cantanti pop, che preferiscono continuare a battere lo stesso ferro finché è caldo. Apprezzo il coraggio di cambiare, soprattutto in artisti che normalmente vendono milioni di dischi e quindi si espongono a rischi più elevati di altri.

La registrazione non è eccellente ma si fa ascoltare molto meglio di tanti dischi vendutissimi. La voce è ovviamente in primo piano, ma si distingue un certo stage strumentale dietro ad essa. Il supporto alla voce della parte musicale appare alquanto integrato e questo non avviene spesso in certi dischi di larga diffusione, spesso si ha la sensazione di ascoltare due eventi distinti allo stesso tempo.