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Beethoven sonate e fantasie per piano cover del cd.
Artista/Gruppo: Ludwig van Beethoven
  Titolo album: Fantasia op. 77 Sonate op. 7, 78, 79.   
  Etichetta: Real Sound    
  Web site: www.realsound.it   
Recensore: Gioachino Lorelli

© Gioachino Lorelli per http://www.music-on-tnt.com

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Ci siamo: E’ giunto il momento. Prima o poi doveva capitare, d’altronde non si puo’ conoscere tutto e non puo’ piacere tutto.

Non conosco Beethoven e non amo alla follia la sua musica. Non amo alla follia nemmeno il Pianoforte solo……e’ la nemesi.
Questo disco Realsound, tuttavia, l’ho ascoltato da cima a fondo e ve ne devo (voglio?) parlare. Viste le premesse, per una volta, il mio sara’ il giudizio dell’uomo della strada. Non ci saranno considerazioni sull’interpretazione intesa come rispetto della partitura e nemmeno richiami alla scrittura beethoveniana. Ripeto: Non conosco e non amo il maestro di Bonn.
Come ci si avvicina dunque all’ascolto di un lavoro che non fa vibrare le proprie corde interiori? Con grande curiosita’ e, comunque, senza pregiudizi. Si mette il CD nel player, si spegne la luce e ci si lascia trasportare dalla musica.

Il primo impatto e’ devastante: Un attacco perentorio di una violenza tale da far sobbalzare chi si era predisposto all’ascolto di sdolcinerie alla “Chiaro di luna”. E’ un Beethoven gagliardo questo, ricco di chiaroscuri di contrasti di sonorita’cangianti, insomma: Si fa ascoltare dall’inizio alla fine.

Se dicessi che dopo l’ascolto di questo disco, mi sono sentito scosso fin nel profondo come dopo l’ascolto del Requiem di Mozart, direi una bugia, ma sicuramente me ne e’ venuto un certo arricchimento. Gran parte del merito, e qui per fortuna sono in grado di dare un giudizio con cognizione di causa, va a Oliver Kern, pianista dal tocco vigoroso quando serve e delicato alla bisogna, ma mai, mai sdolcinato o ammiccante a sonorita’ e vezzi romantici che tanta presa fanno.

Si tratta di un pianista rigoroso, dal fraseggio limpido. L’articolazione e’ pulitissima e l’esecuzione trasuda gioia ed entusiasmo anche nei momenti nei quail, vuoi per tonalita’, vuoi per scrittura, si sarebbe piu’ portati all’introspezione. Attenzione: l’introspezione c’e’, ma essa e’lucida e non volge mai alla malinconia o peggio all’abbattimento, all’angoscia. Oliver Kern e’ uno di quei pianisti che ascoltati a lungo, potrebbero riconciliarmi con l’ascolto di questo strumento che troppe volte e’ stato suonato alla “Richard Clayderman” o alla “Steven Slasck” e troppo poche alla “Glenn Gould”.

Dal punto di vista tecnico, siamo in presenza di un pianoforte di dimensioni reali (impianto e vicini permettendo) con tutto cio che questo include: Quando si butta giu’ un accordo sulla parte alta della tastiera, non aspettiamoci suoni soavi o campanellini tintinnanti….chi ha ascoltato un gran coda da concerto dal vivo sa esattamente quello che intendo dire. Una delle cose piu’ entusiasmanti di questa registrazione, sono le dinamiche: Macro e micro. Quindi variazioni di volume brucianti, ma anche una presenza charissima dei suoni principali e delle loro armoniche, specie nei decadimenti, che assumono valori diversi. Veramente esemplare. Unico neo (tra l’altro dovuto a gusto personale): l’ ambiente un po’ troppo riverberante.

Un altro colpo messo a segno da RS. Bravo Oliver, bravo Peter (Ghirardini, Il mago delle registrazioni RS). Altamente raccomandato. Se amate Beethoven poi………