[Recensione] Big boss band George Benson Artista/Gruppo: George Benson
Titolo: Big Boss Band
Etichetta: Warner Brothers
Web site: www.georgebenson.com
Codice: -----
Recensore: Sabino Monterisi
Pubb. il: 16/01/2005
Copyright: Sabino Monterisi per Music on Tnt

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Un saluto a tutti i lettori, questa volta eccovi “Big Boss Band” di George Benson, suonato in collaborazione con la Count Basie Orchestra.

Relativamente alle note biografiche di Benson ed alle mie idee sulla sua personalità, vi rimando alla recensione del suo DVD Absolutely live.

Parliamo dunque subito di musica. Il disco è la registrazione successiva a quella di Tenderly, rara e superlativa opera di George Benson, registrato in collaborazione con il leggendario pianista Mc Coy Tyner, e dunque “Big Boss Band” ne prosegue, a grandi linee, la filosofia generale, anche perché è registrato con la celeberrima Count Basie Orchestra, tra le più importanti big band della storia del jazz.

In “Big Boss Band” troviamo George Benson nel ruolo che gli è il più congeniale, ossia quale “leader – chitarrista – cantante” in una big band che suona standards jazz, in pratica il massimo desiderabile, tanto più se si considera l’autorevolezza dei protagonisti.

Superlativa, per via dell’orchestrazione, è la presentazione dell’opera, il 1° brano Whitout a song, e di grande qualità mi pare anche l’incisione, con le singole componenti dell’orchestra ben posizionate e correttamente dimensionate. Il repertorio, come per Tenderly, è composto quasi interamente da standards. Capitolo separato è Baby Workout che comincia come un “facilotto” rhythm & blues con un sequencer che disegna le linee di basso, quasi a rimembrare le registrazioni dance degli anni passati, e che con l’incedere si trasforma in un swing da big band. Ad ogni modo, a parte tre sole ballate, la registrazione è abbastanza allegra e raggiunge il momento più elevato nell’ultimo brano, “basie’s bag”, composizione originale di George Benson (pensavo fosse uno standard), nel quale brano la sezione ritmica, la chitarra di Benson, e l’orchestra tutta si esprime al massimo delle potenzialità artistico – tecniche e della dinamica.

L’andamento dell’opera è effettivamente trascinante: vi verrà voglia di alzare il volume fino a farvi sentire da lontano… Non penso che cambierò mai idea su George Benson, sarà sempre uno dei miei miti.

A presto.