Bjork, Medulla Artista/Gruppo: Bjork
Titolo: Medulla
Etichetta: Elektra
Web site: http://www.bjork.com
Recensore: Pier Luigi Zanzi
Pubb. il: 17/04/2005
Copyright: Pier Luigi Zanzi per www.music-on-tnt.com

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Attenzione, come sempre accade quando esce un lavoro di Bjork. Ancor più attenzione, stavolta, perché la cosa è seria.

La premessa, importante per capire come siamo messi col mercato, è che se questo disco non fosse opera di Bjork venderebbe circa 400 copie, pur essendo un lavoro molto bello. La complessità di quanto viene proposto, i percorsi difficili e spesso radicalizzati, l'assenza quasi totale di ammiccamenti commerciali ad hoc ne fanno un prodotto che per la maggior parte del pubblico musicale può tranquillamente stare nell'indigeribile.

Bjork affida praticamente tutto alla voce; gli interventi elettronici sono molti ma riguardano più il trattamento della voce che gli strumenti, davvero pochi e comunque a servizio pressoché totale dell'incontrastato dominio della vocalità, eviscerata fino quasi a sradicarla da quel che in qualche modo inconsciamente ci aspettiamo dalla forma canzone. I brani sono scarnificati, con una ripresa della voce ed un'effettistica che avvicinano tremendamente l'essenza del canto all'orecchio. Si ha spesso la sensazione equivalente di un film estremamente carico di primi piani su pelle nuda, su un braccio, un ginocchio, un collo teso. E' un disco carnale, in cui ogni scelta sembra sia stata fatta per andare in direzione di un incontro più vicino ed estremo possibile tra la voce umana e quel che la tecnologia può fare per sbatterne la crudezza in faccia all'ascoltatore. C'è persino qualche imperfezione dovuta ad una voce registrata "troppo vicina" -fisicamente o tramite effetto non è facile da dire- che quindi talvolta sibila. Le frequenze scendono in basso, in fondo da subito, e da subito si capisce che non si passerà la vita a cantarlo sotto la doccia, questo disco.

E' davvero complesso rendere l'idea di cosa sia contenuto in questo lavoro senza che l'interlocutore lo abbia ascoltato almeno una volta. Bjork ci ha abituati a melodie oblique e sonorità intriganti, ma siamo oltre, in una scelta coraggiosa che l'ha portata a produrre un disco di elettronica asciutta e tesa, di vocalità estrema non tanto per estensione o tecnica quanto piuttosto per il modo in cui viene utilizzata per arrivare emozionalmente addosso a chi ascolta, senza mezze misure, uscitando un potentissimo fascino o repulsione e ostilità.

Mike Patton, Robert Wyatt e qualche altro ospite, che pure avrebbero nomi e talenti tali da procurare un ulteriore salto di qualità al lavoro, ne vengono di fatto fuori come coristi e collaboratori di un progetto il cui impatto li supera di gran lunga rendendoli collaboratori vocali, né più né meno. E' di questi tempi, un disco un po' stupefacente. Personalmente lo trovo straordinario ma capirei chi ne rimanesse perlomeno spiazzato. Non c'è altro da fare: trovate amici e/o negozi che ve ne facciano ascoltare qualche minuto, prendetene qualche altro di riflessione e decidete... e occhio ai formati, perché c'è veramente di tutto: CD, Vinyle, SACD, DVDA, DVD video e varie combinazioni dei suddetti!