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Jorma Kaukonen cover dell'album Blue country heart
Artista/Gruppo: Jorma Kaukonen
  Titolo album: Blue country heart  
  Etichetta: -------  
  Web site: -------  
Recensore: Antonio De Pascale

© A. De Pascale per http://www.music-on-tnt.com

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Eccomi di nuovo a parlarvi di un autentico mito del rock: Jorma Kaukonen.

Se questo nome non vi dice niente ve ne sparo subito altri due: Jefferson Airplane ed Hot Tuna.

Se il dente del giudizio vi è già spuntato da qualche anno questi nomi vi ricorderanno certamente qualcosa: i primi sono il famoso gruppo, esponente del movimento hippie della West Coast, che, formato da Grace Slick, Jack Casady, Marty Balin, Paul Katner, Spencer Dryden e dal nostro Jorma, si affermò ai Festival di Monterey e di Woodstock.
I secondi sono stati fondati dal nostro e da Jack Casady, allorquando, verso la metà degli anni ’70, abbandonarono le utopie psichedeliche ed il sound acido dei Jefferson Airplane (che in seguito presero a chiamarsi Jefferson Starship) per tornare alle tranquille atmosfere acustiche country e blues della loro infanzia.

Jorma Kaukonen con una chitarra acustica tra le sue nodose mani mostra una notevole tecnica (efficacissimo il suo fingerpicking) ed uno stile vocale inconfondibile cosicché, da solista o con gli Hot Tuna, sforna diversi lavori tra i quali quell’autentico piccolo capolavoro intitolato Quah (1974), oggi purtroppo introvabile su vinile e, a quanto ne so, mai riproposto su cd.

Attualmente Jorma con la consorte vive sui monti Appalachi nel “Fur Peace Ranch”, una sorta di musica-turismo dotato di sala di incisione, sala concerti e biblioteca, nel quale, assieme ad altri artisti ed insegnanti, tiene degli apprezzati workshop aperti a chiunque voglia perfezionare la propria tecnica strumentale.

Da qualche tempo l’ex Jefferson Airplane custodiva un grande sogno nel cassetto: quello di realizzare un album a Nashville con i migliori musicisti country in circolazione.
Il sogno diventa realtà, Jorma Kaukonen ed alcuni autentici mostri sacri del country del peso di Sam Bush, Jerry Douglass, Byron House e Béla Fleck, entrano al Masterlink Studio, una delle sale di incisione storiche della patria del country, ed incidono Blue Country Heart.

Jorma e compagni costituiscono un gruppo affiatatissimo, il loro sound è coinvolgente, gli impasti creati dagli strumenti acustici sono precisi, caldi e materici.
Proprio gli strumenti utilizzati dal quintetto farebbero la felicità di un collezionista di vintage: Kaukonen utilizza una rarissima chitarra Gibson Advanced Jumbo del 1936, i dobros di Douglass, i mandolini di Sam Bush ed il banjo Bela Fleck (quest’ultimo suona in un paio di brani) risalgono agli anni 20 e 30 ed il contrabbasso di Byron House è vecchio addirittura di cent’anni.

Questo sfoggio di antiquariato non è un semplice “vezzo” dei musicisti ma contribuisce a caratterizzare, con una gradevole patina old style, l’intero cd sul quale la Columbia appone la sua deliziosa etichetta (anche questa) di sapore retrò!

Le 13 tracce di Blue Country Heart sono tutte (poteva essere il contrario?) vecchi standard degli anni 20 e 30, appartenenti alla più genuina ed autentica tradizione country/blues e bluegrass, precisamente a quella “rootsy music” che viaggiava, si diffondeva e si tramandava tra gli hobos, lungo le polverose strade o sui vagoni ferroviari che sferragliavano nel cuore dell’America.

Le ballate e le storie del cd (Blue Railroad Train, Blues Stay Away From Me, Red River Blues, Waiting For A Train, Those Gambler’s Blues, Big River Blues) si susseguono leggere, rilassanti, a volte struggenti.

Non mancano i brani, come si diceva una volta, più “impegnati”: Prohibition Blues è una riflessione sui guasti creati dal proibizionismo (If they don’t get whisky they’ll take to dope, cocaina and morphine/…./Prohibition is just a scheme, a fine money-making machine) mentre Bread Line Blues ci regala un vivido affresco sulle tristi condizioni sociali determinatesi all’epoca della Grande Depressione.

Blue Country Heart è un tributo a quella America rurale, ruspante, dura ma felice, sonnacchiosa e un po’ pacchiana che ci ha affascinato ed abbiamo imparato ad amare attraverso le immagini del cinema di Frank Capra, di John Ford o le pagine di John Steinbeck.

Lasciate il portico dove Jorma e compagni suonano, prendete l’auto e provate ad ascoltarlo mentre percorrete lentamente una delle nostre strade “blu” di fuori porta……