Brahms copertina del cd. Artista/Gruppo: Johannes Brahms - Nelson Freire, Riccardo Chailly
Titolo:

Concerti per pianoforte e orchestra nn. 1, 2

Etichetta:

Decca

Sito web : www.deccaclassics.com
Codice:

475 7637

Recensore: Maurizio Germani
Pubb. il: 26/11/2006
Copyright: Maurizio Germani per Music on Tnt

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Pur avendo avuto al suo folgorante inizio di carriera una certa attività discografica, il pianista brasiliano Nelson Freire, non è mai stato fino ad ora un grande amico del disco, tant’è vero che dal 1976 al 2002 ha evitato accuratamente la sala d’incisione. Un contratto firmato in esclusiva con la Decca nel 2001 ha fortunatamente messo fine al suo lungo silenzio dando luogo a registrazioni immediatamente accolte con grande favore dalla critica. C’è stato uno Chopin nel 2002, poi uno Schumann nel 2003 e, infine, ancora Chopin nel 2005.

Riccardo Chailly, di quasi dieci anni più giovane, è attualmente uno dei più autorevoli e sensibili direttori d’orchestra in attività. Di lui mi piace ricordare una quinta sinfonia di Beethoven (ma cosa c’è di più difficile che eseguire un brano musicale che hanno già diretto tutti i mostri sacri della bacchetta?) ascoltata in teatro in un’interpretazione di quelle che ti tengono a bocca aperta tutto il tempo e che poi ti ricordi fin che campi.

Bene, adesso questi due si sono incontrati ed hanno dato vita ad una delle più belle esecuzioni dei concerti per pianoforte e orchestra di Brahms!

Bisogna ascoltare per primo il secondo concerto; quello che è considerato uno dei concerti per pianoforte più difficili da eseguire, a causa della impervia parte pianistica ma anche della intensità interpretativa richiesta al solista, che deve essere “convincente” oltre che diabolicamente “abile”.
Dalle prime note di questo disco Freire appare quasi rinunciatario rispetto a quello che fanno sentire Pollini (con Abbado) o Zimermann (con Bernstein), già rassegnato ad essere soverchiato dall’orchestra e pronto a farsi rubare la scena dal primo violoncello nel terzo movimento. Invece è solo un’impressione fugace, in pochi istanti il pianista decolla, prende lo spazio che gli compete e, magnificamente assistito da uno Chailly che gli pennella sfondi romanticamente estenuati con quella sua tavolozza che anche in disco mostra i suoi magnifici colori –ma dovreste ascoltare che cosa è Chailly dal vivo!– compie l’impresa di siglare un’interpretazione che entra di slancio fra le migliori mai immortalate in un disco.

Le atmosfere sono quelle dense di Brahms coi loro colori scuri, siamo in un bosco ombroso ove le note, come linfe ed umori vitali, grondano dagli alberi e ricadono sul terreno producendo mille suoni raffinatissimi.

Sulla copertina del doppio cd si vedono Freire e Chailly intenti a conversare amabilmente davanti alla partitura del secondo concerto (ho la vista buona!). Ecco. Questa fotografia interpreta perfettamente il contenuto musicale del disco: un concerto che è stato definito come una sinfonia con pianoforte, dove più che una competizione s’apre un lungo dialogo fra il solista e l’orchestra; questo è quello che si sente. La Gewandhaus di Lipsia mette di suo quel suono magnifico che ne fa una delle migliori orchestre del mondo.

Ah! Il primo concerto. Completato ventitre anni prima del secondo, nel 1858, da un Brahms praticamente in fasce, aveva un venticinque anni (ma Brahms è mai stato giovane?), è comunque uno dei concerti più significativi del periodo romantico. Qui di nuovo valgono le considerazioni fatte per il secondo concerto: grande accordo interpretativo, fitto dialogo fra pari in una visione che non guarda né avanti né indietro, collocando Brahms al suo posto nel tempo e nella storia della Musica.

Le registrazioni sono del novembre 2005 (Concerto n. 2) e del febbraio 2006 (Concerto n. 1) e sono state effettuate dal vivo alla Gewandhaus di Lipsia.