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Dave Mattews Band Before these crowed streets copertina dell'album
Artista/Gruppo: Dave Matthews Band
  Titolo album: Before these crowded streets  
  Etichetta: --------------------------  
  Web site: --------------------------  
Recensore: Elena Magni

© Elena Magni per http://www.music-on-tnt.com

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  Nonostante sia uscito da poco "everyday", ultimo album della DMB. Ho deciso di recensire
"Before these crowded streets" perché lo ritengo il disco della svolta, della definitiva maturità di una band di culto, ingiustamente non molto conosciuta in Italia, ma ormai diventata mito in patria.
Premettendo che la vera e verace pienezza artistica e sonora della DMB è da ricercarsi nei centinaia di bootleg sparsi ovunque, grazie soprattutto alla permissività della band per ciò che riguarda registrazioni sonore da parte del pubblico, questo disco rappresenta piuttosto efficaciemente l'equilibrio raggiunto tra tecnica, potenza, passione, sound e divertimento. Intanto la prima cosa che risulta evidente è la presenza di eccellenti polistrumentisti ai quali si aggiungono ospiti che ampliano maggiormente le già quasi imbarazzanti risorse strumentali della band.
Ne risulta un sound inconfondibile ma allo stesso tempo sempre diverso, ricco di sfaccettature, quasi si vedesse il mondo attraverso un prisma.
Solo in questo album ospitano Tim Reynolds al mandolino, Bela Fleck al banjo, Butch Taylor all'organo, Alanis Morrisette alla voce in un paio di canzoni ed infine addirittura The Kronos Quartet.

Un disco con tali calibri si presenta già da solo…

Il feeling tra i componenti della band è stato un punto di forza sin dai loro esordi e se ciò è possibile è ancora migliorato, portando ad una fusione di prospettive ed intenti musicali che raramente vediamo oggi.
Chi storceva il naso riguardo alle qualità vocali di Dave Matthwes, ritenedolo monocorde, ascoltando questo lavoro non potrà far altro che ricredersi, visto che è proprio lui che spicca nell'album per maggior miglioramento.
Le sue performances si sono fatte più sornione, ammiccanti e trascinanti, quasi avesse scoperto nuove terre da percorrere con la propria voce, grazie alla quale Dave sfodera una grande poliedricità interpretativa, regalandoci incredibili prove canore.
Ed è proprio a queste prove a cui penso quando ascolto un pezzo come "Rapunzel".
Dal sapore quasi mefistofelico è la prima canzone in cui troviamo Alanis Morrisette, dal titolo "don't drink the water".
Più gioiosa, quasi un gospel è invece "stay".
Il picco di maggiore intensità viene raggiunto comunque in "the dreaming tree", brano dalla costruzione praticamente perfetta: inizio in sordina, rilascia emozioni poco alla volta, facendotele desiderare, poi si nega, lasciandoti ad aspettare una parte centrale carica di pathos.
L'album termina con "Spoon" canzone dal tono dolce in cui riappare angelicamente la Morrisette.
Una sorta di buonanotte sussurrata sottovoce …alla prossima.