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Elisa copertina dell'album Lotus
Artista/Gruppo: Elisa 
  Titolo album: Lotus   
  Etichetta: Sugar Music    
  Web site: Elisa web    
Recensore: Alfonso Pone

© Alfonso Pone per http://www.music-on-tnt.com

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Ciao a tutti, eccoci di nuovo, io e voi, a parlare di un cd appena uscito. L’ album in questione è Lotus di Elisa. Questo cd non è propriamente una nuova uscita semmai un collage di vari album, un greatest hits direte voi? No. Assolutamente, bensì un album con alcuni pezzi nuovi, un po’ più della metà.

Dei brani vecchi è inutile parlare ma sui nuovi ci sono alcune interessanti considerazioni da fare. Innanzitutto elisa torna a cantare in inglese, lingua che forse le si addice maggiormente che l’italiano.

Questo cd mi è capitato per caso, prestatomi da un amico e subito ascoltato. La prima cosa che mi sono chiesto è: lo comprerei? No, e non perché il cd sia brutto ma perché le nuove canzoni, ad eccezione, di un paio non mi convincono appieno.

Ascoltandolo salta subito all’orecchio che Elisa è decisa a interpretare le canzoni in modo sentito, suonando strumenti acustici, l’atmosfera che si respira nell’intero album è quello di un gruppo di amici che si mettono a cantare tra loro, per il piacere di farlo, per passione. Il risultato è un cd le cui canzoni appaiono ispirate, non banali anche quando le stesse sono pensate per la classifica.

Confrontandole con le vecchie, le nuove canzoni sembrano presentarci un’artista più matura, sicura dì sé al punto da scrivere testi intimi, dettati dalle proprie sensazioni e figli della nostra realtà quotidiana. Dove mi sono sorpreso ad ascoltare con piacere notevole questo album, è quando l’impianto mi restituiva le note di Halleluja, Famme fatale e Broken.

Halleluja, la trovo bellissima, sentita e dolce. In questo periodo è anche particolarmente indicata. Come ispirazione è molto vicina a A prayer, che però trovo insolitamente banale e scontata. Halleluja invece è suggestiva e cantata con trasporto ed è una canzone che si fa ricordare facilmente pur senza avere un ritornello ipnotico.

Broken è la canzone che stà trainando questo cd. Su MTV il video si vede spesso e volentieri. Il brano a differenza di Halleluja, pur essendo piacevole, non mi colpisce particolarmente in quanto è troppo palesemente una canzone da classifica, stesso discorso dicasi per Famme fatale. Entrambe suonate in buon modo e ben ispirate, vedono Elisa cantare con energia e convinzione tanto che, a volte, ci si riscopre a canticchiarle con piacere (Boken). Sono canzonette, vero, ma nell’accezione più nobile del termine, qualitativamente anni luce lontano alle musichette che si ascoltano in radio.

Una piccola perla ritengo sia Electricity. La trovo sensuale, calda, ideale da ascoltare con la persona amata. Leggera come solo le canzoni ben scritte sanno essere, con il giusto mix di personalità e voglia di “scalare”.

Note negative: ce ne sono? Ebbene si e anche ingombranti. Innanzitutto Almeno tu nell’universo, stride ferocemente con l’interpretazione di Mia Martini e appare vuota dell’energia originale. La voglia di reinterpretarla l’ha completamente stravolta privandola di ritmo, passione e sentimento. Francamente era meglio lasciar perdere. Yashal, Interlude e A prayer hanno il difetto di sembrare già ascoltate, e questo non depone a loro favore visto che chiudono l’album, io ho rischiato più volte di spegnere il lettore o di passare ad un altro cd.
Concludendo questa nuova fatica di Elisa sicuramente non lascerà a bocca asciutta i suoi fan, ma non credo farà proseliti di nuovo ammiratori. È un buon prodotto, ben registrato, scritto e se non in rare eccezioni ben interpretato, ha dei momenti decisamente buoni ma non dice nulla di veramente nuovo.

Considerando anche le vecchie canzoni dandogli un voto si meriterebbe un bel 7 ½ . sicuramente sarà un gradito regalo di Natale.