Artista/Gruppo: Guillaume Dufay
Titolo: Missa “Se la face ay pale”
Etichetta: ----
Collana : Il palpito dell'universo [ qui maggiori info]
Periodo: Umanesimo e rinascimento
Recensore: Maurizio Germani
Pubb. il: 10/07/2006
Copyright: Maurizio Germani per Music on Tnt

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Guillaume Dufay fu una delle prime grandi personalità della musica occidentale, egli nacque intorno al 1400 nella regione di confine fra le Fiandre e la Vallonia ed apprese i primi rudimenti musicali fin dalla giovinezza.

Fra il 1409 e il 1411 fu uno dei fanciulli cantori della cattedrale di Cambrai, e nel 1420 compì il suo primo viaggio in Italia, ove soggiornò per la maggior parte dei venticinque anni successivi dividendosi fra Roma, Rimini, Bologna, Firenze al servizio ora del Papa, ora dei Malatesta di Rimini e Pesaro.

Proprio negli anni della sua dimora in Italia si trovò ad essere partecipe dei festeggiamenti per l'inaugurazione della cupola di Santa Maria del Fiore di Firenze. Opera di arditezza inusitata, di vertiginosa bellezza artistica e spirituale, sfida dell'uomo alle leggi della gravità, l'opera somma di Filippo Brunelleschi ebbe nel 1436 un'inaugurazione degna della sua fama, durante la quale vennero eseguite musiche scritte per l'occasione dai più celebri compositori dell'epoca.

Fra questi vi era anche Dufay il quale, per l'occasione, fece eseguire il mottetto Nuper rosarum flores , in cui, per meglio rendere omaggio ad una delle imprese architettoniche più straordinarie del Rinascimento, il grande compositore compì un cortocircuito vertiginoso e basò il proprio edificio musicale sulle misure della Cattedrale delle Cattedrali: il Tempio di Salomone, utilizzando ritmi che ne riprendevano le forme perfette, secondo un criterio che vedeva ricomparire, nelle durate delle note, le proporzioni fra i suoi lati così come ci furono tramandate dalle Sacre Scritture: “E la casa che costruì il Re Salomone al Signore aveva sessanta cubiti di lunghezza, venti di larghezza e trenta di altezza….” (Libro Primo dei Re 6, 2-6).

Dal 1445 Dufay tornò stabilmente a Cambrai, dove era canonico. La sua fama lo rese assai ricercato da appassionati e da altri musicisti, che spesso si recavano in visita da lui. Morì nel 1474.

La messa “Se la face ay pale” fu composta probabilmente attorno al 1450 proprio a Cambrai, e deve il suo titolo alla ballata omonima scritta dallo stesso Dufay circa un decennio prima. In questa messa Dufay, instancabile ricercatore usò, infatti, una particolare tecnica compositiva, denominata cantus firmus, basata sull'applicazione di una melodia già nota, applicata alla voce destinata a “tenere” la linea melodica ( tenor) .

Nel caso particolare Dufay scelse una propria melodia profana, la chanson “Se la face ay pale” che era a quell'epoca, probabilmente la più popolare delle sue composizioni amorose.

Il tema della chanson è un magnifico collante che come un'onda avvolge dolcemente l'ascoltatore che può avvertirne gli echi in più punti della messa. Esso genera una unità stilistica che dà a queste musiche un gradevolezza nuova, qualcosa che va oltre l'aura di deferente solennità che contraddistingue la musica sacra medievale.

Difficile parlarne oltre, sarà più utile dare qualche consiglio per l'ascolto.

Per l'edizione discografica, ci si potrà orientare, sulla classica dell'Early music Consort del compianto David Munrow (EMI-Virgin) che in un disco degli anni settanta ristampato nel 1996, esegue sia la chanson che l'intera messa, oppure su di un'edizione recente, molto bella, del gruppo “Diabolus in Musica” edito dalla casa francese Alpha nel 2004.

La Harmonia Mundi pubblica una edizione dei Mottetti (Huelhas Ensemble, Van Nevel) contenente anche il citato Nuper Rosarum Flores.

Per la musica profana di Dufay esiste un'edizione della Oiseau Lyre in 5 cd che la contiene tutta quanta: Dufay, Complete Secular Music, The Medieval Ensemble of London, Timothy Davies, Peter Davies. In alternativa il catalogo economico Naxos pubblica una selezione delle chansons dell'Unicorn Ensemble.