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FatBoy Slim, Halfway between the Gutter and the Stars
Artista/Gruppo: FatBoy Slim
  Titolo album: Halfway between the gutter and the stars  
  Etichetta: Skint Records  
  Web site: www.gutterandstars.com  
Recensore: Lucio Cadeddu

2003 © Lucio Cadeddu per http://www.music-on-tnt.com

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Non con un certo ritardo, torno a scrivere di FatBoy Slim, artista inglese di Hull a me molto simpatico, sin dai tempi della sua militanza con gli scanzonati HouseMartins. Per Music on TNT ebbi già modo di recensire il suo precedente "You've come a long way, baby", lavoro di tendenza e di qualità altalenante, con perle nascoste a tratti da momenti di stanchezza compositiva.
In questo "Halfway between the gutter and the stars", l'ultima fatica di Slim, i temi riproposti sono ancora gli stessi, quindi aspettatevi selvagge cavalcate tra i samples più eterogenei (persino Jim Morrison in "Bird of Prey", lunghissima suite instrumental di quasi 7 minuti!) manipolati con la solita maestria e sapienza da uno dei DJ più in voga e trendy di questi anni.
BPM quasi sempre piuttosto "alticci", suoni a tratti sporchi, grezzi e primitivi fanno da contraltare alla evidente sofisticazione delle strutture ritmiche e compositive. Questi gli apparentemente facili segreti della ricetta "FatBoy Slim" ma attenti che l'apparenza inganna. Se fosse così semplice, ci sarebbero molti come lui...e così non è.

Una testimonianza dell'impegno profuso e della qualità del prodotto finale la danno le collaborazioni prestigiose, dalla voce unica di Macy Gray, presente in due brani ("Love Life" e "Demons"), a Bootsy Collins (in "Weapon of Choice") fino a Ashley Slater (in "Retox"). Inoltre, non si può fare a meno di segnalare che i samples siano stati affidati alle cure della Sample Clearance, un servizio apposito di "ripulitura" dei campioni sonori.
Non crediate poi che si tratti di soli samples: "Love Life" ad esempio, cantata da Macy Gray, non contiene "grooves" rubati di alcun tipo, si tratta di un brano composto da FatBoy Slim in collaborazione con la stessa Gray e con Ashley Slater. Poi, in "Ya Mama" il nostro si permette pure una trascinante escursione nel rock più sanguigno, grazie ad un sapiente sample preso dai Colosseum ("The Kettle"). Il brano, da solo, merita l'acquisto dell'intero album!

Ciò che sorprende sempre nei dischi di FatBoy Slim è l'assoluta mancanza di banalità.... quando sembra abbondonarsi su dei clichè, ecco che cambia le carte in tavola, rimescola il mazzo e vi lascia a bocca aperta. Non mancano, sia chiaro, alcune intemperanze, da monellaccio quale è, ogni tanto si diverte ad irritare l'ascoltatore con loops al limite del paranoico...ma Slim è così, genio e sregolatezza, prendere o lasciare.
Il mio timore è che alcune sue cose siano prese un po' sottogamba ed etichettate come Musica per dance-floors londinesi alla moda. E' anche questo, ma è molto di più, per me è cubismo sonoro, qualcosa che - non ho dubbi - influenzerà intere generazioni di music makers in futuro.

Per chi non fosse "svezzato" a certe sonorità la solita avvertenza: si tratta di Musica piuttosto "difficile" e la lunghezza media dei brani (oltre 6 minuti!) certo non aiuta molto. Quindi, potete lasciarvela scorrere addosso senza troppa fatica oppure impegnarvi - a fondo - a studiarne le più minute raffinatezze. Techno progressive? Forse. Grande Slim.