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Tiromancino in continuo movimento copertina del cd.
Artista/Gruppo: Tiromancino
  Titolo album: In continuo movimento   
  Etichetta:    
  Web site:    
Recensore: Sabino Monterisi

© Sabino Monterisi per http://www.music-on-tnt.com

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Ci occupiamo oggi di una produzione degli italiani Tiromancino, dal titolo In Continuo Movimento.

La musica dei Tiromancino, volendola classificare, rientra nel concetto di “pop”, inglobando lo stile moderno, elettronico, e quello più inventivo degli anni 70. La prima parte del disco è, tutto sommato, gradevole, gran parte del merito va comunque alle atmosfere, fortemente ispirate a quelle delle registrazioni dei Pink Floyd ed all’arrangiamento delle voci, queste ispirate ai brani di Lucio Battisti. Con l’incedere delle tracce, i brani assumono un aspetto più elettronico, con macchine utilizzate, a mio parere, in modo non originale, e comunque poco creativamente. Durante l’ultima parte del disco la situazione non cambia, l’ascolto si fa tedioso e si chiude con uno “strumentale” molto anonimo, scarso.

Nell’opera in esame è molto percettibile il divario “artistico” esistente tra i brani da "classifica", oggetto di particolari attenzioni dalla produzione, ed il resto delle composizioni. È di tutta evidenza che l’opera si possa ridurre a poche idee musicali, perlopiù concentrate nella prima parte dell’opera, rimanendo il resto del disco notevolmente sottotono, sia come armonie che come arrangiamenti. La mia impressione è confermata anche dalla dilatazione temporale, operata pressoché su tutti i brani, così a completare il tempo necessario per confezionare il cd.

I testi possono essere interessanti, anche se, di massima, ripropongono il tema del rapporto dell’uomo con la sua stessa inevitabile, fatale evoluzione, angosciato dal sentore che l’avvenire sia meno roseo delle aspettative.

I gusti personali condizionano enormemente i criteri di giudizio di un’opera, ciononostante è sempre apprezzabile la buona esposizione di idee, rispetto alla (buona) esposizione e basta. A mio parere avrebbero potuto fare di meglio, soprattutto considerate le gradevoli atmosfere, non pienamente valorizzate stante la pochezza compositiva che affligge il disco. Intendiamoci, in continuo movimento è comunque molto meglio di tanta musica tipo “unz unz” che piace a tanta gente (e che spero piaccia sempre meno…).