Jahbulong “Eclectic Poison Tones”, recensione

Tra i sentieri brulli, alcuni teschi osservano un’oscura e inquieta presenza nera. Un uomo nascosto dietro ad un mantello, avvolto in un vortice fatuo che convoglia le energie verso un incrocio tra realismo magico e sogno. Una miscela cromatica vicina agli anni ’80, che appare in grado di riesumare le controversie legate a Giordano Bruno. Infatti, a dominare la riuscita cover art è proprio il filosofo di Nola, dipinto da Nino Cammarata per celebrare i 420 anni dalla scomparsa. Proprio dall’alquanto discusso personaggio, gli Jahbulong ripartono con rimandi ricercati al prog anni 70 e all’hard rock, ma fondamentalmente radicati nel mondo Doom.

 

 

 

L’album, di cui confesso una mia infatuazione improvvisa, riesce ad avvolgere facilmente l’ascoltatore, attraverso sonorità occludenti (THE EREMITE Tired Out (Sweed Dreams)) che paiono derivare dai Sabbath, senza però disdegnare virate verso stoner e grunge.

La band, immersa in acidità color pece, tende a sviluppare una congerie di fluidità onirica e granulari passaggi, posti tra lisergiche reiterazioni di THE TOWER Of The Broken Bones e le inquiete profondità di The Eclipse Of THE EMPRESS, pro babilmente annoverabile tra le migliori composizioni. La lunga suite, infatti, riesci a raccogliere a sè gli astanti, attraverso ribassamenti, distorsioni e diluizioni desertiche, pronte ad accompagnare la filtrata vocalità “wyldiana” verso tribalismi e sensazioni seventies.

Insomma… un disco riuscito, in cui immergersi in silenzio e coraggio.

 

SIDE A
1. Under The Influence Of THE FOOL
2. THE TOWER Of The Broken Bones

 

SIDE B
1. The Eclipse Of THE EMPRESS
2. THE EREMITE Tired Out (Sweed Dreams)