La calisto opera di Francesco Cavalli Artista/Gruppo: Francesco Cavalli
Titolo opera: La Calisto 2° parte
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Web site: -------
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Recensore: Maurizio Germani
Pubb. il: 22/05/2004
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:: Prima parte ::

Il libretto.

Questa seconda parte nasce da un’esigenza sperimentata in prima persona da chi scrive. Sebbene non nella forma in cui è qui riportato, il testo che segue è nato per mio uso personale: l’ho scritto quando mi sono accorto che nessun riassunto dell’azione scenica riusciva a darmi il livello di comprensione di cui sentivo di avere bisogno.

L’azione è complessa e il testo, pur essendo in italiano, è difficile da capire. In mancanza di una guida dettagliata che mettesse in evidenza, scena per scena, i vari momenti dell’azione, mi perdevo facilmente. Dato che non amo aggirarmi smarrito per i boschi musicali, ho cercato di costruirmi una bussola. Ovviamente si tratta di un tentativo imperfetto e largamente integrabile, ma intanto è un inizio e io l’ho trovato utile, per questo lo propongo.

Il libretto è di Giovanni Faustini ed è in lingua italiana, ma in un italiano barocco, pieno di circonlocuzioni, di simbolismi e di gustosi doppi sensi dove si mescolano il mito di Calisto e quello di Selene (la Luna). Dal punto di vista qualitativo si tratta di un libretto di ottima fattura che, per la vivacità dei personaggi e delle situazioni, ricorda quelli che Lorenzo Da Ponte scrisse per Mozart.
In effetti, la coppia Cavalli - Faustini ricorda un po’ quella più celebre, ma dobbiamo stare ben attenti: Cavalli non è Mozart e Faustini non è Da Ponte.

Dal compositore dobbiamo aspettarci una partitura vicina ai gusti del suo secolo, con recitativi secchi e arie che incentrano, secondo lo stile madrigalistico, l’attenzione sul testo poetico più che sull’azione. Al primo impatto questo lascerà probabilmente, al nostro palato di moderni ascoltatori, un iniziale senso di “incompletezza” che dobbiamo superare.

Dal librettista dobbiamo aspettarci un libretto da poeta barocco che, pur nella sua brillantezza, risente della cifra stilistica della sua epoca e che quindi non disdegna versi come “l’ambrosia beverai, resa infinita,/ e del mio sempiterno eterna vita.” Che lo rendono abbastanza difficile da comprendere al primo colpo.

LA STORIA

Il filone principale della storia narra della ninfa Calisto che:

· Rifiuta le profferte amorose di Giove,
· Viene sedotta da Giove tramutatosi in Diana
· Dopo la seduzione, viene presa da passione erotica per Diana alla quale fa più volte avances esplicite,
· È mutata in orsa da Giunone giunta appositamente dall’Olimpo per vendicarsi delle amanti, consapevoli o inconsapevoli, del marito,
· Viene trasformata nella costellazione dell’Orsa Maggiore.

Ma tutto il libretto è percorso da altre storie che s’intrecciano, tra queste possiamo individuare:

· la passione corrisposta di Endimione per Diana,
· l’amore non corrisposto di Pan per Diana,
· i primi turbamenti erotici di Satirino,
· il desiderio di Linfea essere posseduta da un uomo.

Insomma questo è un libretto di passioni amorose, erotico, ricco di situazioni equivoche, di doppi sensi, d’amori leciti e “illeciti”.
Qualcosa di suo lo aggiunge anche il compositore che, nella non banale situazione di ambiguità sessuale individuata dal libretto, assegna alcuni ruoli a cantanti del sesso o dalla voce “sbagliati” aumentando così la confusione e il divertimento generali.


I PERSONAGGI

I personaggi principali sono:

CALISTO ninfa dei boschi, figlia del re Licaone, vive al seguito della dea Diana cui ha giurato di dedicare la propria vita e la castità. Calisto, o Callisto, è un nome proprio formato dall’aggettivo calliste, “la più bella”, epiteto attribuito spesso anche a Diana.

GIOVE signore degli dei dell’Olimpo, s’invaghisce spesso di fanciulle mortali e imbastisce con loro improbabili avventure.

GIUNONE sua gelosa e vendicativa consorte.

MERCURIO messaggero degli dei. Qui, più che altro scaltro mezzano di Giove.

DIANA la Artemide dei greci (detta anche Cinzia o Cintia), dea della caccia, vive nei boschi insieme alle sue ninfe. Di notte, tramutata nella Luna, s’incontra con il segretamente amato Endimione, che bacia con la sua luce.

ENDIMIONE mortale, innamorato di Diana.

LINFEA una vecchia ninfa, che non ha trovato la pace dei sensi … proprio no … Ninfa è sinonimo di gioventù: “vecchia ninfa” è un ossimoro.

PAN dio caprino dei boschi. Ama, non riamato, Diana.

SATIRINO un giovane satiro servitore di Pan.

SILVANO un uomo dei boschi, seguace di Pan.

(NINFE) divinità dei boschi, in questa storia sono le compagne della dea Diana che, armate di arco e frecce, la seguono nelle sue cacce. La Ninfa è la fanciulla in attesa di marito, le fanciulle dell’antica Grecia venivano dedicate alla dea Diana dall’età di nove anni fino al matrimonio.

(SATIRI) i satiri sono creature dei boschi, seguaci di Pan, hanno corpo caprino. Trovandosi in uno stato di permanente eccitazione sessuale attentano in permanenza alla virtù delle ninfe.


LA TRAMA

ANTEFATTO (non musicato)

Fetonte ruba il carro solare ad Apollo (suo genitore) e lo conduce troppo vicino alla Terra bruciando tutto e disseccando ogni sorgente, causando tali danni da costringere Giove ad abbatterlo con un fulmine. Questo antefatto non è musicato ma solo riportato nel frontespizio del libretto. Si tratta comunque dell’elemento generatore dell’intera storia.

PROLOGO
Antro dell’Eternità: la Natura, l’Eternità, il Destino.
Il Destino sale all’antro dell’Eternità per pregare Eternità e Natura di rendere eterna Calisto, e di permettere che in forma di nuova costellazione venga ad adornare il firmamento.
Temporalmente il Prologo si situa alla fine della storia narrata nel libretto, al momento della morte di Calisto.

ATTO 1
SCENE I-VI
Si torna al tempo narrato nell’antefatto. L’ambiente è una selva arida dove Giove e Mercurio sono scesi per valutare i danni causati da Fetonte.

I due trovano Calisto in lacrime per il disseccamento delle sorgenti. Colpito dalla bellezza della ninfa, Giove fa scaturire l’acqua dal suolo poi, approfittando della meraviglia suscitata, le si rivela e, con l’aiuto di Mercurio, s’affretta a dichiararle la sua passione.

La bella si offende: “… verginella io morir vo’ / stanza e nido / per Cupido / del mio petto mai farò / …

Mercurio sa bene che non otterranno nulla “… Donna pregata / più si rende ostinata.” e consiglia a Giove di trasformarsi in Diana: in quel modo la fanciulla non si opporrà.

Il successo dell’impresa gli dà ragione. Giove si trasforma in Diana; incantata dalle premure di quella che crede essere la sua dea, Calisto la segue in un ricovero ombroso ove potranno scambiasi dei casti (?) baci: “a baciarsi le bocche portiam …”.

Mercurio, che la sa lunga, canta: “Va’ pur, va’ pur, va’ seco / ch’altro che suon de’casti baci e puri / publicherà per la foresta l’eco ..” ; e ne approfitta per dare anche qualche consiglio agli spettatori: “…ricorrete a la frode, / ch’ingannatore amante è quel che gode.”.

SCENE VII - IX

Il bel pastore Endimione, lamenta l’impossibilità del suo amore per Diana.

Entrano Diana e Linfea. Diana, che ama segretamente Endimione, indaga sull’origine delle sue pene, e farebbe qualcosa per consolarlo se non fosse per l’intervento della vecchia ninfa di Linfea, che scaccia il ragazzo. Diana confessa il proprio amore per Endimione e piange la dura disciplina che la condanna alla castità.

SCENE X - XI

Esce Endimione e arriva Calisto tutta eccitata e, tanto per non lasciare dubbi, canta: “Piacere maggiore avere non può, … , di quel che l’alma mia gustò …”.

La risposta di Diana è un capolavoro: “..Ardita ne la selva / in aspra e fiera belva / insanguinasti il dardo …” ogni riferimento alla perdita della verginità è puramente casuale ... o no ?

Calisto ringrazia Diana per i bei momenti che le ha donato, questa chiaramente non capisce, e sentendo le arditezze che la bella ninfa le rivolge, si adira e la scaccia in malo modo.
Esce Diana, Calisto si dispera con Linfea per l’atteggiamento della dea. Linfea, che la crede impazzita, cerca di consolarla.

SCENE XII - XIII

Esce Calisto, Linfea rimane sola a rimpiangere di non aver mai provato l’amore a causa del voto di castità: “voglio, voglio il marito, / che m’abbracci a mio pro …/

Satirino, che ha sentito il lamento di Linfea si candida come consolatore ma questa lo rifiuta per via del suo aspetto caprino. Satirino però ha un’altra idea del motivo per cui viene scacciato: “… / ancor crescente e picciola / porto la coda tenera.

SCENA XIV

Sono in scena Pan, Silvano e Satirino. Scopriamo che anche Pan è innamorato di Diana ma che questa non corrisponde al suo amore. Pan sospetta che la dea si consoli con “gote più piacevoli, / più vaghe e morbide”. Satirino e Silvano si offrono di ricercare il rivale di Pan e di ucciderlo.

ATTO 2

SCENE I - III

Il secondo atto inizia sulla cima del monte Linceo, dove Endimione s’è portato per stare più vicino all’amata Luna/Diana. Il giovane s’addormenta e Diana, come Luna, gli si avvicina e lo colma di baci finché si sveglia. I due si scambiano promesse d’amore. Diana fugge.

Satirino ha assistito alla scena e decide di avvertire Pan, poi fa delle considerazioni sulla castità di Diana e trae le sue conclusioni: “chi crede a femina / ne l’acque semina .. “.

SCENE IV - VIII

Pianura dell’Erimanto, la gelosa Giunone a caccia di Giove, ma non si fa illusioni: “Stupri novelli a susurrare intesi …”. Incontra Calisto che in lacrime le racconta la sua storia fatta di baci e di antri dilettosi (anche qui ogni doppio senso non è casuale !).

Giunone capisce subito tutto: “Le forme de la figlia, uso a la frode, / prese il mio buon consorte / per appagar il perfido appetito”.

Arriva Giove, ancora mutato in Diana, con al seguito lo scaltro Mercurio. Giunone, non vista, manda Calisto da Giove ed assiste, piena di gelosia, alla scena d’amore che ne segue. Calisto se ne va; segue un dialogo pieno d’equivoci tra Giove ancora nelle forme di Diana (che nega) e Giunone (che ha capito tutto).

SCENE IX - XI

Endimione, Giove (come Diana) e Mercurio. Endimione nel vedere Giove-Diana, dopo la notte trascorsa con la dea, profferisce ardenti frasi d’amore, al punto che Mercurio dice a Giove che, se non smette in fretta di portare quel travestimento, finirà per trovar marito.

Qui le cose si complicano, arrivano Satirino e Silvano che conducono Pan da Endimione e lo trovano con Diana (sempre Giove). Pan reso furioso dalla gelosia si getta sul rivale e l’incatena minacciando di ucciderlo. Giove s’eclissa abbandonando i suoi amorosi ai loro problemi.

SCENA XII

Linfea alle prese con le sue ossessioni erotiche (“D’aver un consorte / io son risoluta / voglio esser goduta / “…). Viene vista da Satirino che chiama i suoi amici perché prendano e la immobilizzino. Segue un combattimento di ninfe e satiri che chiude l’atto.

ATTO 3

SCENE I - IV

Calisto, che non ha ancora capito niente, è in attesa dell’arrivo della sua “divina”. Arriva invece Giunone, scortata dalle Furie, che per vendetta trasforma la poverina in orsa, condannandola ad aggirarsi per la foresta e a farsi compagna d’orsi.

Giunone se ne va soddisfatta; la vendetta è compiuta. Entrano Mercurio e Giove, questi permette a Calisto di riacquistare provvisoriamente sembianze umane per rivelarle che, dopo aver trascorso in forma d’orsa gli ultimi anni della sua vita ella, mutata in costellazione, avrà destino immortale.

SCENE V – VII

Pan vuole uccidere Endimione. Arriva Diana che smentisce le calunnie di Pan dichiarando che del pastore lei ama castamente “l’indole acuta e la virtude di nobile pastor”.

Silvano, salace, commenta che lui e Pan stanno perdendo tempo a voler trarre il miele dai serpenti. Se ne vanno lasciando Diana ed Endimione a dichiararsi eterno e casto amore.

SCENA ULTIMA

Si torna al tempo del Prologo: nell’Empireo le Menti Celesti, Giove e Mercurio salutano Calisto che sale in cielo.


CONCLUSIONE

Poiché non vorrei trovare qualcuno che mi aspetta sotto casa munito di nodoso randello:-)), ricordo ancora che si tratta di un ascolto non facile. Chi decide di cimentarsi deve farlo con la consapevolezza di avvicinarsi ad una composizione che non coincide pienamente con quanto usualmente si concepisce come opera lirica e che ha a che vedere soprattutto con lo stile dei compositori dell’ottocento. Prima di ascoltare bisogna liberarsi dei preconcetti ed essere disposti a faticare un po’. Chi non è disposto si astenga.

:: Prima parte ::