Artista/Gruppo: FRANZ SCHUBERT
Titolo: Die Schöne Müllerin (Prima Parte)
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Recensore: Maurizio Germani
Pubb. il: 03/10/2004
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:: Seconda parte ::

Il Lied romantico, genere fiorito soprattutto nei paesi di lingua tedesca, è nel nostro paese, senza dubbio uno dei generi musicali meno seguiti.

Sebbene abbia a che fare, sia con la romanza, genere popolare e continuamente riproposto da tutti i grandi cantanti lirici, sia con i songs inglesi, tanto amati da chi apprezza la musica antica, il Lied non è mai stato davvero popolare in Italia. C’è una oggettiva difficoltà di ascolto davvero difficile da superare.
I componimenti, infatti, sono prevalentemente in tedesco; rari i casi di Lieder in altre lingue, anche quando il titolo di una raccolta farebbe pensare il contrario. Per esempio l’Italienisches Liederbuch di Hugo Wolf è una raccolta di canzoni popolari italiane ma… tutte tradotte e cantate in tedesco. In una musica fatta soprattutto di sfumature nella pronuncia delle singole parole, il problema della esatta comprensione non è banale.

A questo bisogna poi aggiungere la poca cura per il cliente italiano da parte delle case discografiche. Per intenderci, nei cd le traduzioni in italiano non ci sono praticamente mai: bisogna arrangiarsi con l’inglese o il francese e questo non contribuisce certo ad avvicinare pubblico nuovo.
Comunque, visto che mi piacciono le battaglie perse e poiché trovo che il Lied sia un genere musicale meraviglioso che non dovrebbe essere ignorato; eccomi a proporre questa “Esplorazione” nella speranza di aiutare qualche raro curioso a trovare un motivo in più per amare la Musica.

LA COMPOSIZIONE

Die Schöne Müllerin (La bella molinara) è un ciclo di 20 Lied musicati da Franz Schubert tra il maggio ed il novembre 1823 e precede di circa quattro e cinque anni gli altri grandi cicli Winterreise e Schwanengesang. Siamo nel periodo di massima creatività del compositore, un periodo che coincide con gli ultimi anni della sua vita; alla fine del 1922 fu infatti colpito dalla sifilide, un male allora incurabile contro il quale lottò a lungo e che lo condusse a morte prematura nel novembre dei 1828, a soli trentun anni.

Il ciclo è basato su una raccolta di poesie di Wilhelm Müller che sviluppano la storia di un giovane apprendista mugnaio, del suo amore non corrisposto per la figlia del padrone del mulino presso cui lavora, e del suo suicidio.

Voglio premettere che, per me, quella narrata in questo ciclo liederistico è la storia di un amore ingenuo che finisce in tragedia. L’ingenuità del protagonista fa pensare ad un ragazzo veramente giovane che perde, per così dire, il controllo della propria vita. Sono narrati, nel ciclo, momenti di gioia, momenti d’illusione e momenti di delusione, ma il tutto sempre con una freschezza commovente che Schubert spesso amplifica introducendo ripetizioni ed accentazioni che sottolineano in maniera straordinaria i moti dell’animo del protagonista.

Lontano dagli abissi siderali di un Winterreise, Die Schöne Müllerin è ben più concreto e definito e richiede, a mio avviso una voce giovane adatta a raccontare le vicende dell’apprendista mugnaio e pronta a prestare la massima attenzione all’aspetto melodico delle composizioni.
Sintomatico il fatto che il ciclo sia scritto per voce di tenore, il timbro appunto della gioventù e della forza in tutta l’opera dell’ottocento.

Da osservare, per chiudere, che mugnai e belle mugnaie non erano un tema raro nella letteratura tedesca dell’ottocento, si ha per esempio un celebre ciclo poetico di Goethe intitolato appunto alla “Schöne Müllerin” e costituito da quattro ballate intitolate: “Il giovane nobile e la mugnaia”, “Il giovane signore e il ruscello del mulino” (giovani e ruscelli abbondavano, appunto), “Il tradimento della mugnaia” (dove s’insinua che le umili mugnaie non fossero poi così ingenue e caste), “Il pentimento della mugnaia”. Inoltre le “Fiabe del Reno” di Clemens Maria Brentano narrano le avventure di un mugnaio, e composizioni aventi giovani mugnai e belle mugnaie come protagonisti sono presenti in diversi punti della raccolta, celebre in quegli anni, “Des Knaben Wunderhorn”.
Infine dal 1788 fu più volte rappresentata ed ebbe grande successo in tutta l’Europa un’opera di Paisiello intitolata “La Molinara” che narra appunto delle avventure amorose di una bella molinara.

LA STRUTTURA

Delle venticinque poesie scritte da Müller, Schubert ne musicò venti secondo un tessuto narrativo che può essere scomposto in: il viaggio (1,2,3), l’amore per la molinara (4,5,6,7,8,9,10,11), pausa (12), il cacciatore (13,14,15,16,17), epilogo (18,19,20).
Nella tabella riportata di seguito ho provato a dare, a fianco dei titoli dei singoli Lied, una descrizione della parte narrativa e, nella colonna di destra, alcune annotazioni più tecniche.

:: Seconda parte ::

IL VIAGGIO
1 Das Wandern Il giovane mugnaio lascia il mulino presso cui lavora e va in cerca di fortuna. Lied strofico, venti battute ripetute cinque volte. Motivo dell’acqua in semicrome. Questo motivo accompagnerà lo sviluppo dell’intero ciclo. (2/4 Moderatamente rapido)
2 Wohin? Incontra un ruscello e decide di seguirne il corso, sicuro che, prima o poi, incontrerà la ruota di un nuovo mulino. Continua il viaggio accanto all’acqua. (2/4 Moderato)
3 Halt! Sempre seguendo il ruscello vede spuntare un mulino tra gli ontani del bosco. Il tempo di marcia finisce. Siamo arrivati. (6/8 Non troppo rapido)
L’AMORE PER LA MOLINARA
4 Danksagung an den Bach Ringrazia il ruscello e si fa avanti, cercava lavoro e ha il presentimento di averlo trovato sia per le mani, sia per il cuore. 4 Torna il motivo dell’acqua. (2/4 Un poco lento)
5 Am Feierabend 5 La sera, finito il lavoro, fantastica su come farsi notare dalla figlia del mugnaio. Quattro strofe di cinque versi organizzate secondo la struttura ABCA’. (6/8 Abbastanza veloce) Quattro strofe di cinque versi organizzate secondo la struttura ABCA’. (6/8 Abbastanza veloce)
6 Der Neugierige Chiede al ruscello di dirgli se la fanciulla lo ama. Cinque strofe, introduzione lenta per le prime due, poi molto lento. Struttura aBCB’ (2/4 Lento – molto lento)
7 Ungeduld 7 Vorrebbe che lei capisse il suo turbamento ma lei non nota nulla. Quattro strofe identiche. (3/4 Un poco rapido) 7 Quattro strofe identiche. (3/4 Un poco rapido)
8 Morgengruss La fanciulla gli sembra infastidita dai suoi sguardi e dal suo saluto. Ancora un Lied strofico. 22 battute. (3/4 Moderato)
9 Des Müllers Blumen Vorrebbe piantare dei fiori sotto la finestra dell’amata. Comincia a presentire che si tratterà di un amore non corrisposto. Quattro strofe. Nel parte del pianoforte l’acqua del ruscello, le lacrime che cadono come gocce di pioggia. (6/8 Moderato)
10 Tränenregen Nelle acque del ruscello il giovane contempla l’immagine dell’amata. Il ruscello lo invita: “Vieni via con me!”. Quasi un presagio dell’epilogo. In la maggiore come il precedente di cui costituisce il seguito. Strofico ABABABa’. Seguito del Lied precedente. (6/8 Abbastanza lento)
11 Mein! L’amata molinara è mia! (ma si tratta di una conquista immaginaria). Il suo cuore trabocca di gioia. Un senso d’instabilità che lascia come sospesi. (2/2 Moderatamente rapido)
PAUSA
12 Pause Il vento fa battere un nastro verde sulle corde del suo liuto appeso al muro. Il suono lamentoso gli preannuncia pene d’amore. Nel colore verde il presentimento dell’arrivo del cacciatore che veste, appunto, di verde. Punto centrale della composizione. Il pianoforte ad imitazione delle corde del liuto percosse dal nastro verde. (4/4 Abbastanza veloce)
IL CACCIATORE
13 Mit dem grünen Lautenbande Alla molinara piace il verde, il giovane le regala il nastro del suo liuto e lei se lo annoda tra i capelli. 13 Clima di serenità e rilassatezza che prelude al dramma. (2/4 Moderato)
14 Der Jäger C’è un cacciatore nei dintorni del mulino. Qui non c’è selvaggina da cacciare per te, spavaldo cacciatore! Clima di grande concitazione. Do minore, dei sette lied finali ben cinque sono nel modo minore. (6/8 Veloce)
15 Eifersucht und Stolz Il ruscello è testimone della seduzione. Risaltano le invocazioni: Kehr um (torna indietro) rivolte al ruscello, forse al tempo che ha rivelato un amore infelice e poi Sag ihr’s (diglielo) rivolta al ruscello incaricato di convincere l’amata a ripensarci (2/4 Veloce)
16 Die liebe Farbe Il colore gentile. Se il mio tesoro ama tanto il verde voglio anch’io vestirmi di questo colore. Ma ormai il giovane sente che il cacciatore ha vinto e vuole morire. Scavate una tomba nel prato e ricopritela di erba. Il mio tesoro ama tanto il verde. La frase “Mein Schatz hat’s Grun so gern” è ripetuta come un epitaffio per ben otto volte mentre l’accompagnamento pianistico crea un senso di desolazione. (2/4 Un poco lento)
17 Die böse Farbe Il colore cattivo. Vorrei andarmene via ma il mondo è tutto verde e mi ricorda il mio amore infelice. Un addio all’amata e alla vita. Nell’accompagnamento del pianoforte il corno del cacciatore e il motivo del viaggio. (2/4 Abbastanza veloce)
Epilogo
18 Trockne Blumen Pensieri di morte. Le lacrime non fanno rifiorire un amore. In un tempo di marcia funebre, inizia l’epilogo del ciclo. Negli ultimi due versi ripetuti per tre volte (Maggio sarà venuto e l’inverno sarà passato) non un messaggio di speranza ma l’ebbrezza della fine. (2/4 Abbastanza lento)
19 Der Müller und der Bach Dialogo tra il giovane ed il ruscello. Al termine il giovane sembra entrare nell’acqua per annegarsi: “Ah sotto, qui sotto, si riposa al fresco!/Ah ruscelletto, caro ruscelletto, continua a cantare.” Il giovane piange il proprio destino (sol minore), il ruscello lo consola (sol maggiore) il giovane chiude rasserenato (sol maggiore). (3/8 Moderato)
20 Des Baches Wiegenlied Le acque inghiottono il giovane. Rimane solo il ruscello che canta la sua ninna nanna: “Ti preparerò un giaciglio, un morbido cuscino,/in una camera azzurra e cristallina”. Si chiude in mi maggiore con la ninna nanna del ruscello, il viandante ha trovato la sua pace. (2/2 Moderato)
Autore Franz Schubert (1797–1828)
Composizione Die Schöne Müllerin

Esecutore Fritz Wunderlich, tenore Hubert Giesen, piano
Etichetta DG – 1966

Esecutore Dietrich Fischer–Dieskau, baritono Gerald Moore, piano
Etichetta DG – 1972

Esecutore Werner Güra, tenore Jan Schultsz, piano
Etichetta Harmonia Mundi France – 2000