Franz Liszt Poemi sinfonici Artista/Gruppo: Franz Liszt
Titolo: Poemi sinfonici - Adriano Martinolli D'Arcy - Philarmonia Orchestra
Etichetta:

RS (Real Sound)

Web site:

www.realsound.it

Codice: RS051 0102
Recensore: Maurizio Germani
Pubb. il: 17/12/2004
Copyright: Maurizio Germani per Music on Tnt

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Franz Liszt nacque nel 1811 in Ungheria. Iniziato alla musica dal padre che sognava per lui un'infanzia simile a quella toccata mezzo secolo prima a Mozart, fu allievo precoce e brillante di maestri d'eccezione, come Antonio Salieri, e Carl Czerny. Pianista dotatissimo, a undici anni tenne il primo concerto a Vienna. Prima dei trentasei anni si esibì un po' in tutta l'Europa; fu il pianista più osannato del suo tempo, ammirato dagli uomini, amato dalle donne.

A trentasette anni interruppe la sua intensa carriera concertistica e si ritirò a Weimar per una decina d'anni, dedicandosi soprattutto alla composizione, questo fu il suo periodo creativo più intenso, quello in cui nacquero i suoi principali lavori, tra cui ben 12 dei suoi 13 poemi sinfonici.

Dopo il periodo di Weimar si stabilì a Roma, dove nel 1865, prese i voti minori e vestì la sottana nera di abate. L'abate Liszt visse gli ultimi anni della sua vita a Roma e morì a Bayreuth nel 1886 durante un giro per le capitali d'Europa organizzato in occasione dei festeggiamenti per il suo settantacinquesimo compleanno.

Dal punto di vista della storia della Musica Liszt fu un innovatore, modificò il rapporto dell'artista con il suo pubblico, spinse il pianoforte sino agli estremi delle sue possibilità sonore, e fu creatore di nuove forme musicali che ponevano al centro dell'interesse del compositore il sentimento, l'emozione; liberandolo, almeno in parte, delle regole compositive fissate nei secoli precedenti.

Come abbiamo visto Liszt scrisse 13 poemi sinfonici, e fu sostanzialmente il creatore di questa forma musicale in cui, come sostiene anche nei suoi saggi, l'alternanza, la variazione, la modulazione dei vari motivi sono dettate da una "idea poetica" e non da pure regole formali come avviene per esempio in una sinfonia. Il poema sinfonico è dunque l'espressione di un'idea che si sviluppa secondo la sensibilità del compositore e non è, come si potrebbe erroneamente credere, una narrazione in musica. Il compositore, per così dire, non procede per imitazione, non racconta una storia ma insegue i propri sentimenti utilizzando spesso un testo poetico come canovaccio o come pretesto.

Quasi tutti i poemi sinfonici di Liszt sono collegati a composizioni letterarie, per restare a quelle contenute in questo cd: "Tasso" è ispirato al dramma di Goethe ed a una poesia di Byron, "Les Preludes" a una poesia di Lamartine, "Prometheus" al Prometeo liberato di Herder, solo "Festklange" manca di un componimento letterario di riferimento.

Dei quattro poemi sinfonici registrati sul cd, "Tasso" e "Les Preludes" sono i più noti (basti pensare che ad una veloce ricerca in un sito che commercia in cd si trovano in catalogo ben 33 versioni diverse di "Les Preludes" e 17 di "Tasso), le altre due composizioni sono di più rara esecuzione ed in effetti sono meno fantasiose, e peccano di quella fastidiosa magniloquenza così cara a molti compositori della seconda metà dell'ottocento.

Adriano Martinolli D'Arcy fornisce un'interpretazione limpida che evita di indulgere in quelle sonorità impudicamente lussureggianti a cui Liszt invita, preferendo permetterci di passare al microscopio ogni dettaglio. Si tratta di una visione coerente che, dopo la sorpresa dei primi ascolti lascia completamente soddisfatti.

Si ascolti, per esempio, l'"allegretto pastorale" di "Les Preludes", un breve brano in 6/8 posto all'incirca nel punto centrale della partitura, che individua un momento di relativa calma tra le tempeste sonore di questo poema sinfonico. Ebbene in questo punto Martinolli D'Arcy fa in modo che l'orchestra si abbandoni, ricavandone un episodio di una dolcezza e di una nitidezza estreme, fornendo una visione razionale che mette diversamente in luce la poesia di una musica che in altre esecuzioni gronda di una sensualità un po' fine a sé stessa.

Altrettanto interessante l'interpretazione degli altri tre poemi, ed in particolare del "Tasso", una lunga composizione che rischia di scivolare nella noia. La freschezza dell'interpretazione, la capacità di "abbassare i toni" di quel fraseggio ripetitivo e magniloquente, che Liszt ha disseminato a piene mani un po' dappertutto nella sua musica per orchestra, cercando invece la via dell'espressività e della cantabilità, può essere accolta come una interessante novità, una diversa prospettiva da cui osservare il mondo musicale di Franz Liszt.

Come sempre la registrazione dei tecnici RS descrive con precisione l'orchestra in ogni suo dettaglio, lasciando gli orchestrali molto ben collocati nello spazio tridimensionale.