Groove armada Lovebox cd cover Artista/Gruppo: Groove Armada
Titolo: Lovebox
Etichetta: Jive Records
Web site: http://www.jiverecords.com
Codice: -------
Recensore: Giuseppe Moro
Pubb. il: 22/05/2004
Copyright: Giuseppe Moro per www.music-on-tnt.com

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Rieccoli.

Con i loro nomi da cartone animato Warner Bros sono tornati Tom Findlay e Andy Cato, i due Groove Armada, ormai noti anche al cosiddetto grande pubblico, grazie a indovinate hit poi finite in qualche spot e a video clip carini in rotazione a orari normali e non da lupi mannari. Questo può essere un merito o un demerito a seconda. Per la stampa inglese assai modaiola e pronta ad incensare “the next big thing” o a lapidare non appena si smette di essere “next” questo Lovebox è un’autentica boiata. Per la stampa italiana di ultra tendenza pure, vagamente infastidita dal fatto che il nome Groove Armada sia uscito dalle cripte nelle quali sette di pochissimi eletti dal gusto sopraffino godono di cose sconosciute al popolo bue. E la tentazione in questo senso, si fa qui pubblica ammenda e fustigante autocritica, è davvero molto forte.

Immunizzarsi contro tale sindrome è lavoro tosto e diuturno. Ma, tolti i para(occhi)orecchie e infischiandosene bellamente di quel che si dice in giro (l’accusa più infamante è “sono ormai commerciali”) si può anche godere di più.

“Lovebox” è un po’ un collage, sia all’interno dei singoli brani (ma questo va da sé almeno da quando esistono i campionatori) che nella struttura del disco. “Purple Haze”, titolo-omaggio a Hendrix, e “Madder” fondono rock chitarristico e tecno un po’ sulla scia di alcune cose dei Bombfunk Mc’s, “But I feel Got” è uno ska-dance forse un po’ scontato, in “Tuning In” ricordano i Primal Scream di “Screamadelica”, “Easy” è commercial house con l’occhio verso i pezzi da pista da ballo anni Settanta con tanto di fiati che tirano.

La titletrack e “Remember” sono i momenti più soft, la prima liquida e un po’ notturna, la seconda cantata da Neneh Cherry sembra di averla sempre sentita e potrebbe figurare nel vecchio repertorio degli Eurythmics. Vario da non annoiare, col tiro giusto per tutta la sua durata, quasi una compilation di potenziali hit, questo il succo di “Lovebox”. Un po’ di soul e di R&b, dance vecchia e house nuova, una spruzzata dei synth di 20 anni fa e moderne tecnologie, ripescaggi e rimodellamenti, la moda (o l’esigenza?) del vintage e, soprattutto, del retronuevo non appartiene solo alla musica come voi tutti sapete. Sarà perché è stato detto tutto? Sarà incapacità di innovare? Sarà che alla fine poco importa?

I Groove Armada con “Lovebox” non stravolgono nè modificano il corso e il senso della musica moderna e va bene così, ma illudersi di trovare qualcuno che lo fa di questi tempi è più doloroso. Citando a casaccio: Muse/Placebo/Radiohead/Adult/SkunkAnansie/Biork/Asiandubfoundation/Athlete/Supergrass e persino, in più di un’occasione, loro maestà Cave e Waits …Insomma: l’elenco delle lucciole è lungo, quello delle lanterne molto meno.