Riccardo Tesi & Bandaitaliana Lune cd cover. Artista/Gruppo: Riccardo Tesi & Banditaliana
Titolo: Lune
Etichetta: Il manifesto
Web site: http://musica.ilmanifesto.it/
Codice: -------
Recensore: Stefano Martini
Pubb. il: 27/02/2005
Copyright: Stefano Martini per Music on Tnt

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Che stia cambiando il modo di fruire musica è certo, ma sta cambiando anche il modo di produrre e distribuire musica. Per questo CD, Waltex Tricot azienda di tessuti a maglia produce, e Il Manifesto distribuisce. Ero abituato al contrario. Ero abituato a vedere piccole realtà artistiche credere in un progetto, che una volta realizzato, in qualche caso, trovava canali distributivi presso una grossa società. Ho chiesto a Riccardo Tesi (il disco è a nome di Riccardo Tesi & Banditaliana) il perché di questa mossa da parte di Waltex Tricot.

W T crede nella qualità di Banditaliana ed ha deciso di offrire ai suoi clienti una copia del nostro disco piuttosto che altro, tutto quà”.

In effetti ha ragione lui, succede che grosse aziende commissionino lavori che poi distribuiscono a clienti, anche per potersi dire presenti sul territorio, fra le persone. Non ho battuto ciglio quando a una mia amica è stato commissionato un libro su un pittore da un istituto di credito. Perché mai mi sono voltato indietro con questo “Lune”? Vuoi vedere che anch’io quando dico che la musica dovrebbe essere considerata forma artistica al pari della letteratura e della pittura in fondo non ci credo più di tanto? Dove si ferma l’arte e dove inizia Amedeo Minghi? E’ difficile da dire.

Banditaliana ha una invidiabile capacità comunicativa. Le melodie sono semplici ma ricche, e se si ascolta bene, ci si accorge di incastri ritmici e finezze armoniche da musicisti veri. Il disco propone pezzi strumentali a firma di Tesi al quale la vena non sembra inaridirsi e canzoni di notevole spessore. L’iniziale “Assedio” è acuminata e Maurizio Geri canta con una grinta ben sguainata. “Lune” con il bel testo di Carlo Muratori incanta, ed è azzeccata la scelta di Ginevra Di Marco per l’interpretazione della dolceamara “Ninna nanna”. Ad un certo punto ecco “Aulos” dove Claudio Carboni in perfetta solitudine suona contemporaneamente due sassofoni regalandoci un momento molto suggestivo. Ma il momento più alto del lavoro arriva a sorpresa con “Il valzer della povera gente”. Il formidabile Patrick Vailant cura un arrangiamento perfetto, e Geri al canto nuota in un mare di cui conosce ogni onda.

Non mi era mai stato chiaro il valore dell’umiltà, ed ecco che in punta di dita Banditaliana me ne rende consapevole. Ed ha ancora più valore “il valzer della povera gente“ in questi tempi; tempi in cui ci si riempie gli armadi, le case, gli stomaci, tempi in cui vivere con poche cose diventa tragico. Ecco che in questi tempi ascoltando l’antispettacolare versione del brano di Odoardo Spadaro sembra di esserci allontanati da una via alla quale non sapremmo più tornare. In quattro brevi minuti i Nostri riescono a tinteggiare un mondo forse passato, forse parallelo in cui l’umiltà è percepita come un valore, dove ciò che si ha non solo basta, è possibile dividerlo con gli altri.

Qualche dubbio rimane sulle due ultime tracce del dischetto. Ominostanco remixa due brani del repertorio storico della band con risultati diciamo discutibili nel caso di “Maggio”, decisamente migliori nella conclusiva “Tevakh”. Già in “Acqua foco e vento” (recensito a suo tempo) si era tentata un’operazione di rilettura rap delle filastrocche con “Tonio Romito”. Così come quel brano aveva ricevuto con mia sorpresa molti consensi autorevoli, forse anche queste versioni piaceranno. Per quel che mi riguarda ammiro la voglia di confrontarsi con altre realtà musicali, credo però che occorra impegnarsi di più per mantenere gli alti livelli ai quali Riccardo Tesi e i Suoi ci hanno abituati.

Confezione curata, con accluso libretto contenente un piacevole racconto di Gabriele Contardi e prezzo basso. Il che, autorizza chi non conoscesse Banditaliana a farsi almeno un’idea su questa compagine. Pochi saranno i delusi.