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Artista/Gruppo: Maxim
  Titolo album: Hell's kitchen  
  Etichetta: XL Recordings Ltd.  
  Web site: www.maxim.uk.net  
Recensore: Lucio Cadeddu

2003 © Lucio Cadeddu per http://www.music-on-tnt.com

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Chi è Maxim? Beh, avete presente i Prodigy? Ecco, Maxim è uno di loro :-) e "Hell's kitchen" è il suo disco solista. Dopo il successo di "The Fat of the Land" Maxim ha ritenuto opportuno mettere su CD alcune sue idee musicali che evidentemente avrebbero potuto stare "strette" all'interno del progetto Prodigy.
Non si è trattato di un tradimento o di uno scisma, tanto che lo stesso Liam Howlett è presente in vari brani di questo variegato Hell's Kitchen. Il titolo del lavoro, letteralmente, sta per "La Cucina dell'Inferno" o se volete, "La Fucina dell'Inferno". Se questo vi fa pensare a qualcosa di "maledettamente rovente"...beh, ci avete azzeccato in pieno.
Questo disco trasuda energia da ogni traccia, letteralmente. Per capire in che direzione ci si muoverà è sufficiente ascoltare la devastante intro strumentale "Hadrian's Wall": 1:18 minuti di adrenalina allo stato puro, in perfetto stile "The Fat of the Land".

Maxim, per l'occasione, ha fatto le cose in grande. Tra gli ospiti, persino Skin degli Skunk Anansie, che canta ispirata nel bellissimo brano "Carmen Queasy". Il nostro firma poi tutti i brani, spesso insieme ad altri co-autori (Divine Styler, lo stesso Howlett, Tony Titanium, Trina Allen ed altri). Lo stesso Maxim è leading vocal in quasi tutti i brani e di alcuni cura persino la splendida produzione.
I suoni sono quelli cui ci hanno abituato i Prodigy, con forse un pizzico di cattiveria in più, moderata a tratti da un lirismo ben più evidente e da una ricchezza di spunti compositivi davvero notevole. Per capirci: se vi è piaciuta la migliore produzione Prodigy, questo disco non potrà non piacervi. Anzi, qualcuno potrebbe trovarlo persino più ricco e meno "sintetico", come atmosfere e suoni.
E' chiaro, le sonorità restano graffianti, molto elettroniche e "manipolate": la seconda strumentale e title-track "Hell's Kitchen" spiega abbastanza chiaramente quel che intendo dire. Sono suoni che potrebbero fare da colonna sonora ad una sceneggiatura in stile Blade Runner, atmosfere noir illuminate da bagliori metallici e lampi di luci al neon. C'e spazio anche per il rock'n'roll quasi tradizionale, in Hell's Kitchen, in particolare col brano "Soul Seller", scritto e cantato da Maxim in coppia con Trina Allen.
Sono queste probabilmente le "deviazioni" dal percorso Prodigy che non potevano essere incluse in un disco della band. Il ritmo infernale rallenta, prende fiato e sussurra, graffia ancora, ammalia e poi conquista. Un attimo solo, poi in "Dominant genes", la terza cavalcata solo strumentale del disco, Maxim si scatena combinando due samples ("Return of the Saint" della Saint Orchestra e "The Swarm" di S. Remi) in un mix dal solito sapore acido e caldo come metallo fuso.
La Cucina dell'Inferno si chiude in totale riflessione, coi cinque minuti e mezzo di "Backward bullet", scritto a più mani, con la voce di Chris Corner a regalare melodia al sussurro satanico di Maxim.

In definitiva, come raramente accade con le prove soliste, questo "Hell's Kitchen" si rivela un lavoro che ha senso di esistere e che rivela, in più di un brano, spunti davvero notevoli. Per amanti del genere Prodigy in vena di divagazioni ma non per orecchie delicate: gusto forte, sorseggiare con attenzione.