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Christian Rainer Mein braunes blut copertina dell'album
Artista/Gruppo: Christian Rainer
  Titolo album: Mein braunes blut  
  Etichetta: Bar la Muerte Records  
  Web site: www.barlamuerte.com  
Recensore: Loris Gualdi

© Loris Gualdi per http://www.music-on-tnt.com

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Dopo 15 dischi di improvvisazione, noise e avanguardia, l’etichetta di bruno Dorella, l’indipendente Bar La Muerte Records, ha deciso di stupire tutti, producendo un lavoro di vera e propria musica da camera. Un goticismo cameristico neoclassico, come lo definisce lo stesso Dorella, lontano sia dagli eccessi dai gruppi da lui promossi, sia dall’uso di strumentazioni sofisticate.

Mein braunes blut rappresenta un sentito omaggio alla musicalità classica del passato, per un poliedrico autore dalla mentalità aperta e alquanto creativa. Rainer infatti non è solo abile compositore ma anche bravo nel cimentarsi nell’arte pittorica, nonché fotografo, scrittore, e amante del mondo a 24 fotogrammi per il quale ha diretto una serie di piccole interessanti opere filmiche come “ Ricordi Infantili”, per il festival di Lione nel 1996 e “unten die vogel” ancora inedito.

Siamo quindi di fronte ad un personaggio unico nel suo genere, che grazie all’incontro con l’etichetta Bar La Muerte è riuscito ad emergere con la sua particolare e sapiente musica, nonostante alcune difficoltà iniziali.

Mein braunes blut è un semplice viaggio nella musicalità nobile di Rainer che timidamente appare in modo catartico con il suo amato pianoforte, partendo in sordina nel brano di apertura “Unten die vogel” per diventare unico protagonista in “I.8 e min”, splendido brano per pianoforte che chiude l’album con avvolgente sonorità, immediata e capace di far volare l’immaginazione dell’ammaliato ascoltatore.
A differenza di quest’opera in MI minore e della dolce musica di “Ein dumpfer klang”, il già citato brano d’apertura “Unten die vogel”, ha in sé una struttura più vicina al mondo della lirica che non al neoclassicismo.

Protagonista del brano in questino è indiscutibilmente la struggente voce della brava Elena Biavati, che racconta, in lingua germanica, il suo io addolcito dal soave suonare del violino di Teresa Lovati. Come detto Rainer “entra in scena” solamente sul finire della track, in risoluzione della partitura, come a dare sollievo ai tormenti suonati dal violoncellista Eickmeyer.
Di simile fattura è “Endlich winter”, in cui la voce della Biavati è saviamente scandita dal pianoforte del compositore, che riesce a dare in maniera inusuale un’invisibile anima rock alla partitura. Con “M.B.B”, ensemble di note composte da Rainer per il documentario “Sich belieht machen”, invece ci allontaniamo dalla musica lirica per inoltrarci nelle tipiche sonorità classiche che Katia Galbin con il suo flauto introduce in modo armonico e ricercato.

Senza dubbio “Mein braunes blut” è un prodotto in cui si percepisce perfettamente l’amore per la musica da parte di un bravo compositore che con un po’ di fortuna riuscirà certamente a farlo amare a molti altre persone.