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Miele Copertina dell'album Flux
Artista/Gruppo: Miele
  Titolo album: Flux (2002)  
  Etichetta: Planet Records (Virgin)  
  Web site: www.planetrecords.it
 
Recensore: Lucio Cadeddu

© Lucio Cadeddu per http://www.music-on-tnt.com

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Esattamente un anno fa recensivo il disco d'esordio di Stefano Miele, quel Pista Connection che tanto mi aveva entusiasmato. E' sempre difficile "replicare" un lavoro così ben riuscito e ricco di idee, figuriamoci a poco più di un anno di distanza.
Ecco dunque Flux, seconda prova del DJ partenopeo, pubblicato un paio di mesi prima dell'estate 2002 e già ascoltabile quando si fa zapping tra le varie emittenti radio.
Mi aspettavo molto da Flux, lo ammetto, e la sorpresa è stata grande non appena mi sono reso conto che non solo Miele è riuscito a produrre un lavoro con una ricchezza di contenuti musicali pari se non superiore al suo disco d'esordio ma, soprattutto, perchè sono state limate via alcune "ingenuità" (musicali e di stile) che facevano capolino nel disco d'esordio.
Un lavoro davvero maturo, curato in ogni particolare (suoni, arrangiamenti, testi, libretto e foto) e traboccante di idee musicali fresche, testimoni vividi di una visione del mondo Musica a 360 gradi...e forse più. Già, perchè Stefano Miele attinge da TUTTI i generi musicali possibili (compreso il jazz! cf. "Moto circolare") e, dopo aver compiuto il "giro" ed aver preso tutto ciò che poteva, torna sui suoi passi, si ripete, si autocita e trova nuovi spunti.
L'album si apre con due veri colpi al cuore ("Dolce" e "Flux"), due brani in stile "Conto su di te" e "Flaconi di divertimento" (titoli trainanti del lavoro precedente) ma davvero al fulmicotone. Non restarne ammaliati è impossibile, vuoi per i ritmi trascinanti ("Dolce" come miele si permette anche una strizzatina d'occhio al reggae), per i testi talvolta onirici talvolta graffianti o per i cerebrali ritornelli che turbinano in testa anche solo dopo il primo ascolto.
La title track, già capita di sentirla in radio, è un piccolo capolavoro di stile. I suoni, sempre estremamente elaborati, sono al servizio completo della Musica, non arrivano mai a soffocarla, come talvolta capita tra le mani di DJ troppo generosi in vena di effetti pirotecnici...ai quali ogni tanto scappa la mano.
Alcuni pezzi strumentali, dove Stefano Miele può dar fondo alle proprie capacità inventive, sono semplicemente impeccabili. I richiami sono inevitabili ma fatevi bendare e poi ascoltate la lunga cavalcata elettronica di "Shamen". Giurereste che i Prodigy abbiano stretto un accordo coi Massive Attack per un disco in comune.
Stefano Miele detesta le etichette musicali (si veda il testo di "MusicaAnarkika") e fa bene, visto che il suo caleidoscopio musicale è ricchissimo ed in continua evoluzione. A questo punto, direi che è maturo per il "grande salto" oltre confine.
Capisco la volontà di mantenere una connotazione parte-nopea e parte-napoletana :-), coi testi in italiano, ma un azzardo in inglese ed una mirata promozione all'estero potrebbero portargli la fama che merita. Anche perchè, diciamocela tutta, in Italia certe proposte musicali, specie se così mirabilmente eclettiche e zigzaganti come la sua, rischiano di non avere il risalto che meritano.

Per Flux, oltre all'impegno di Miele, non si può evitare di segnalare i testi, le melodie e la bella voce di Ilaria Graziano (ILA), le incursioni rap di Speaker Cenzou, la collaborazione di Caparezza e la preziosa produzione di Miele in combutta con Roberto Ferrante.

In definitiva, Flux è esattamente un flusso continuo di suoni e di parole, incastonati tra loro dalle abili mani di un'orafo d'eccezione. Un piccolo gioiello, un diamante dalle mille sfaccettature. Da heavy rotation, senza dubbio...e play it absolutely loud.

Flux contiene 15 brani:

  • Dolce
  • Flux
  • Shamen
  • Musicanarkika
  • Respiri
  • Cattive intenzioni
  • Batek
  • Doppia personalità
  • Riflettori nella mente
  • Moto circolare
  • Pigs
  • Amabile
  • Kewok
  • Detroit breaks
  • T.S.O.T.W.