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Artista/Gruppo: Joe Diorio & Robben Ford 
  Titolo album: Minor elegance    
  Etichetta: ----------------   
  Web site: ----------------   
Recensore: Sabino Monterisi

© Sabino Monterisi per http://www.music-on-tnt.com

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Un affettuoso saluto a tutti i lettori della rivista Music on Tnt.

Questa volta ci occupiamo di “MINOR ELEGANCE”, un’opera che vede la collaborazione di due importanti chitarristi attivi sulla scena del jazz, Joe Diorio e Robben Ford.

Joe Diorio, musicista di chiara e formale impostazione jazz, è maggiormente attivo come insegnante che come interprete. Nei suoi seminari professa l’utilizzo dell’intera estensione della scala cromatica, comprendendo quindi nel contesto modale gli intervalli solitamente non utilizzati nella usuale tessitura melodica in quanto dissonanti. Con l’applicazione di quest’idea le situazioni di tensione e di risoluzione possono acquisire un diverso tenore, sicuramente più creativo.

Robben Ford, è più famoso per le sue incisioni che per la sua attività di insegnante ed autore di più video didattici. Durante la sua ormai trentennale esperienza, cominciata come sassofonista, ha suonato con innumerevoli artisti, soffermandosi con Joni Mitchell e gli Yellowjackets. La sua impostazione è sostanzialmente diversa da quella di Diorio: questi prova ad estendere l’insieme dei suoni utilizzabili, mentre Ford è solito suonare meno note, utilizzando spesso e volentieri scale pentatoniche, stante il suo sanguigno approccio blues.

Conoscendo bene il sound di Ford per l’analisi che ho dovuto compiere su alcuni dei suoi assolo che tempo fa erano in scaletta (bei tempi…), mi ha colpito la sua particolare intelligenza nel riproporre il blues con frasi ed accenti completamente nuovi. Inoltre, come se non bastasse, è in grado di jazzare molto pesantemente il suo stile, proponendo delle affascinanti melodie, alternando tratti semplici ad altri complessi. Se si potesse riassumere il suo stile in poche parole, si potrebbe dire che è il chitarrista in grado di far “suonare le pause”, per la coerenza dei suoi fraseggi.

Veniamo a Minor Elegance. Dal punto di vista tecnico - sonoro l’opera è, a mio modesto parere, ben realizzata, presentando un buon sound, forse poco “live” a causa di una leggera esaltazione degli estremi del registro udibile. Dopo averlo ascoltato a lungo, e nonostante il calibro dei musicisti, anche di quelli formanti la sezione ritmica, quali Peter Erskine e Gary Willis, non mi sembra che nell’opera in narrativa ci siano idee degne di nota.

È impresa difficile quella di esporre “oggettivamente” gli argomenti di giudizio di un’opera, ancora più difficile se la stessa piace poco. MINOR ELEGANCE è un disco che non mi ha particolarmente impressionato: a parte rari episodi di musicalità, presente soprattutto nei brani di maggiore atmosfera, l’opera è rigidamente bipartita: allo stile blues “lato sensu” di Ford si contrappone quello più formale di Diorio, mancando però la necessaria coesione tra i due artisti.

A mio parere manca lo spirito di collaborazione, manca la reciproca influenza durante l’esecuzione: sembra quasi che le parti dei due musicisti siano state “messe assieme”, “incollate”. Non che sia contrario a collaborazioni che vedono fianco a fianco tipologie di musicalità sostanzialmente diverse, anzi, tutt’altro. Rimango però dell’idea che il risultato finale debba comunque essere costantemente permeato da elementi comuni, da un feeling che diventa personalità dell’opera, che in MINOR ELEGANCE mi pare che manchi.
È anche stranamente piatta la sezione ritmica, con un Willis che rimane anonimo, quando, con altre formazioni, una per tutte “Tribal Tech”, fa letteralmente cantare il suo basso.

Provate ad ascoltarlo, se vi capita, e traete le vostre conclusioni.