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Mirella freni 4oth anniversary cd cover
Artista/Gruppo: Mirella Freni
  Titolo: 40th anniversary  
  Etichetta: Decca  
  Web site: -----------------------------------------  
Recensore: Rosalba Carbone

© Rosalba Carbone per http://www.music-on-tnt.com

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  In piu’ di una occasione ho avuto modo di confrontarmi con alcuni colleghi, animati da stimolanti disquisizioni sull’artista, in particolar modo sulla sua capacità’ di sposare nel migliore dei modi tecnica ed espressione dei sentimenti.
In campo artistico, spessissimo, si assiste a casi in cui l’impostazione tecnica, rigorosamente legata al raziocinio, si ritrovi ad impedire il libero fluire dei sensi, con la conseguente impossibilità’ di nutrire il discorso musicale della sua essenza primaria che risiede, come e’ ovvio che sia, nell’interpretazione.
Rarissime volte ci si imbatte in cantanti che abbiano il dono di animare, di dar vita ad un personaggio in modo elegantemente intenso, ma pur sempre coerente e veritiero.
Mirella Freni, in particolare, si ritrova ad incarnare l’ideale assoluto di perfezione formale, di duttilita’ interpretativa, di mirabile intensità’ nella libera espressione dei moti affettivi che agitano l’animo umano.
Soprano, nata a Modena nel febbraio del 1935, appena dodicenne, si cimentava con l’interpretazione di ‘Un bel dì vedremo’, dalla Butterfly di Puccini, nell’ambito di un concorso canoro per bambini.
Dal suo primo debutto, nel ruolo di Micaela ( Carmen - Bizet ), ha continuato ininterrottamente ad emozionare il suo pubblico con le sue straordinarie ed indiscutibili qualita’ vocali, con la curata ed agile tecnica, e con l’intelligente e quanto mai cosciente scelta dei ruoli.
Il cd che vorrei caldamente consigliare, e’ una breve raccolta di arie tratte dal repertorio verdiano, pucciniano e belliniano, particolarmente adatte a sottolineare la sua innegabile propensione a coinvolgere emotivamente l’ascoltatore.
Dai primi due pezzi, tratti dalla Bohème di Puccini, emerge, palpabile, il candore del canto, l’ingenuita’ e la freschezza del personaggio, la dolcezza del fraseggio, sempre morbido, fluido ed espressivo.
La Freni ci regala una interpretazione magistrale, perfetta nei contenuti e nella forma.
L’aria successiva e’ tratta dal Guglielmo Tell di Rossini: splendido, perfetto esempio di grand-opéra.
L’elegante e suadente romanza di Matilde, e’ mirabilmente incorniciata, valorizzata in quella totale rinuncia ai virtuosismi canori (novita’ audace di quest’opera) a favore di una melodia intensamente lirica e drammatica.
La cantante, con la sua innata sensibilita’, non puo’ che sottolineare ed intensificare il valore di un’aria e di un’opera che influenzo’ la storia del canto e della vocalita’, anticipando il mutamento espressivo del periodo romantico.
Il brano successivo e’ tratto dal Falsfaff di Verdi, opera a dir poco straordinaria, vero e proprio ritorno del genere comico dopo un lungo periodo di silenzio.
Nonostante sia un pezzo non adatto alla sua voce, ma destinato all’esecuzione di un soprano leggero, esso viene plasmato da una interpretazione lieve, leggera, eterea.
Il suo canto e’ assecondato dall’orchestra, dagli stessi strumenti che, quasi trasformati in personaggi, vengono ad essere permeati di sottili sfumature psicologiche, con una interpretazione venata di nobile poesia.
‘Qual fiamma avea nel guardo’ ( Pagliacci – Leoncavallo ), costituisce, insieme a ‘Vissi d’arte’ ( Tosca – Puccini ) una delle incursioni veriste di questa raccolta.
La prima delle due e’ eseguita con invidiabile leggiadria, sostenuta dal suggestivo e balzante ritmo che caratterizza il finale, la seconda, invece, dai toni struggenti ed appassionati, ci dona una Freni che sembra quasi abbandonarsi alla commozione.
L’interpretazione della nenia di Margherita, e’ un altro esempio della sua grandezza e della sua versatilita’, qualita’ che si manifestano ancor piu’ nell’aria seguente, tratta dall’opera ‘Bianca e Fernando’ del genio Bellini, che il Pizzetti definì ‘il piu’ grande ed il piu’ puro lirico dell’ottocento’.
I pezzi successivi sono tratti dalla Madama Butterfly di Puccini, splendidi entrambi, ma ancor piu’ intenso ed irregolare il secondo sia nell’accompagnamento orchestrale che nella linea vocale.
Semplicemente straordinario: struggente, impetuoso, intenso, drammatico, con la cantante che domina la scena, fino all’esplosivo ed agitatissimo finale.
La raccolta si conclude con due pezzi caratteristici, vale a dire ‘Ninnananna di Modigliana’ e ‘Ninnananna romagnola’, entrambi del compositore e musicologo Francesco Balilla Pratella che l’artista, ancora una volta, dipinge con inusitata soavita’ e dolcezza.
I pezzi appena descritti ci donano, senza alcun dubbio, l’interpretazione di una delle cantanti piu’ significative dell’ultimo mezzo secolo, un vero e proprio punto di riferimento sia per lo studio dell’arte del canto, che per il semplice abbandono all’ascolto dell’appassionato.
Questo cd mette in luce, altresì, la dolcezza e la tenacia di un’artista che vi stupira’ e vi deliziera’ con il garbo, la bellezza e l’armonia del suo canto.