Morcheeba The antidote cd cover Artista/Gruppo: Morcheeba
Titolo: The Antidote (Pias)
Etichetta: Echo UK
Web site: www.morcheeba.net
Codice: B0008065HY
Recensore: Giuseppe Moro
Pubb. il: 23/10/2005
Copyright: Giuseppe Moro per Music on Tnt

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Questioni di orecchio o di chissà che.

Però, per ragioni che nella stragrande maggioranza dei casi sfuggono ad una analisi razionale, può capitare che un artista o un gruppo di artisti non ispirino particolare feeling. Piacciono ma senza grande entusiasmo. Non ci sono motivazioni logiche, artistiche o d’altro. Il segreto per non farsi condizionare da simili inutili e immotivate antipatie (o a-patie, forse è un neologismo ma rende meglio l’idea) è prender tempo e astenersi. Ascoltare e aspettare, aspettare e ascoltare.

Chi scrive ha fatto così per i Morcheeba, band inglese di assoluto rilievo, amata da critici e dal pubblico. Cinque dischi, tra i quali la rivelazione “Big Calm” e il bel “Fragments of Freedom”, e una capacità di scrivere canzoni d’ambiente,  irresistibilmente pop con qualche venatura chill out. Ma che, come dire, non “prendevano”. Forse troppo perfetti, forse chissà. Sensazioni personali. Fu così che i due fratelli Godfrey accompagnati dalla vocalist Skye Edwards inanellarono così quattro dischi che nel giro di una decina d’anni li imposero all’attenzione della scena musicale internazionale, alla faccia anche di un mercato che parlava un inglese con cadenza yankee.

La defezione di Skye Edwards ha causato qualche tentennamento ma oggi, sostituita da Daisy Martey, tornano più in forma che pria. La voce ha un timbro meno caldo ma non ci sono rimpianti. “The Antidote” è semplicemente un disco dei Morcheeba. Un altro bel disco dei Morcheeba. Cioè quel mix in cui si centellina soul e blues, il miglior beat pop di tradizione inglese, il trip hop, l’utilizzo soft dell’elettronica e le suggestioni ambient. E il rock, forse mai come ora.  Si,  perché “The Antidote” indugia meno sul funky-soul e sulla musica nera, non ci sono accenni di rap e latita anche il break beat come gran parte di quei rallentamenti tipici del trip hop. Quindi un disco con coloriture marcatamente più rock, anche se è azzardato  dire che si tratti di una svolta radicale.

I brani più imputati a segnare in questo senso sono “Lighten Up”, “Living hell”, “Daylight Robber”, “God bless and goodbye”e la dinamicissima “People Carrier”, con un ruolo più importante delle chitarre e una “forma canzone” più tradizionalmente intesa.

I Morcheeba hanno un tocco enciclopedico, riuscendo a spostarsi con agilità tra i generi, senza però voler essere dei citazionisti o degli emuli di questo e di quello. La loro poliedricità è diventata uno stile, il loro, ed è cosa non da tutti. Questo lavoro più recente non smentisce ma anzi conferma l’amalgama musicale del trio inglese e, sarà per i toni più rock che accelerano la circolazione, sarà perché con l’ascolto ostinato si percepiscono meglio le cose, sarà per l’impegno a raggiungere e mantenere l’ asetticità dei “bravi recensori” (come il Frassica d’annata si sforzava ad essere un “bravo presentatore”) ma i Morcheeba 2005 ormai hanno i titoli per figurare anche nella graduatoria dei gruppi empaticamente importanti.

E riscattano l’ingiusto limbo nel quale erano stati sistemati per qualche anno dalle fisime indefinite di un ascoltatore ora pentito.