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“IL PALPITO DELL’UNIVERSO” appunti per una discoteca classica

Prima puntata

Dopo averne accennato più volte al Direttore, ma senza mai andare oltre qualche generica proposta, eccomi ad iniziare, con la sua benedizione, una nuova rubrica che ci porterà nel cuore delle più note composizioni appartenenti a quel grande fiume che è la musica colta occidentale.

Questa nuova rubrica, che prende il nome da una nota strofa della Traviata, ha infatti lo scopo di raccogliere articoli dedicati a quelle composizioni che hanno condensato in sé quello che non mi sembra esagerato chiamare: “il palpito dell’Universo”.

L’idea è quella di creare una categoria di articoli in certo qual modo opposta alle “Esplorazioni in campo classico”: là si descrivono lavori poco conosciuti ma che dovrebbero essere presi in seria considerazione da ogni appassionato di musica, qua si descrivono lavori che non possono non essere conosciuti.

Non abbiamo però alcuna intenzione di muoverci in modo pedissequamente cronologico, partendo dal canto gregoriano e parlando solo di messe, ars subtilior, barzellette e madrigali per mesi o anni. Preferiamo andar saltellando qui e là tra le epoche e i generi, in una specie di altalena storica, seguendo gli impulsi del momento o le ultime uscite discografiche o… ascoltando il palpito dell’Universo.

Il tutto con l’intento di comporre, nel tempo, un puzzle in cui troveranno posto le composizioni principali della storia della musica colta occidentale.

Poiché in questi “Appunti” sarà necessaria una certa sistematicità, abbiamo individuato una classificazione in periodi storici che sarà utile per incasellare cronologicamente ogni articolo.

La propongo di seguito, in una tabella dove, per chiarezza, ho indicato, a fianco di ogni epoca, anche i nomi di alcuni dei compositori che ne sono stati i protagonisti.

MEDIOEVO

Gregoriano, Trovatori, de Machaut

UMANESIMO E RINASCIMENTO

Dufay, Desprez, Ockeghem, Marenzio, Gesualdo, Palestrina

SEICENTO

Monteverdi, Dowland, Lully

SETTECENTO

Bach, Haendel, Vivaldi

ETÀ DI MOZART E BEETHOVEN

Haydn, Gluck, Mozart, Beethoven

PRIMO OTTOCENTO E ROMANTICISMO

Schubert, Mendelssohn, Chopin, Schumann, Rossini

SECONDO OTTOCENTO

Verdi, Wagner, Liszt, Bizet, Berlioz, Brahms, Bruckner

PRIMO NOVECENTO

Debussy, Ravel, Puccini, Schoenberg, Berg, Bartok, Webern, Stravinsky, Ives

Si noterà che manca tutto il secondo novecento, quello di Stockhausen, Berio, Boulez, Ligeti, Messiaen e di un’infinità d’altri autori importantissimi, ma abbiamo preferito lasciare il compito di esaminare questo periodo non ancora sufficientemente sedimentato nella memoria (e nell’orecchio) di ognuno, all’altra rubrica, quella delle "esplorazioni in campo classico". Questo anche perché non mi viene in mente una sola composizione classica della seconda metà del Novecento che sia entrata nella cultura della maggioranza degli appassionati con la stessa forza con cui sono entrate composizioni collaudate nei secoli come i capolavori del periodo romantico o le opere di Verdi. In altre parole non mi viene in mente una sola composizione che non sia, per l’ascoltatore, anche una vera e propria azione di scoperta: un’Esplorazione, appunto.

Naturalmente ogni autore ha aspetti noti e meno noti, così abbiamo già incontrato Schubert nelle Esplorazioni, ed ora lo incontreremo certamente anche in questi “Appunti”; come ignorare, infatti, in una discoteca di base, opere fondamentali quali l’Incompiuta o gli Improvvisi e le ultime sonate per pianoforte?

Quante puntate avrà questa rubrica? Non lo so, a una puntata ogni quindici giorni potremmo andare avanti anche qualche lustro senza mai ripeterci: c’è da sbizzarrirsi.

In generale vorrei evitare di proporre particolari interpretazioni, limitandomi a dare indicazioni generiche sulle principali edizioni in commercio del brano commentato, più raramente partirò esattamente all’opposto dando il resoconto di una esecuzione che non può essere ignorata e partendo da lì per presentare brani musicali comunque impossibili da ignorare, è questo il caso dell’articolo sulle sinfonie 5 e 7 di Beethoven che saranno presentate in coppia e proprio a partire dall’interpretazione di Carlos Kleiber.

Ovviamente, in omaggio al verso che dà il nome alla rubrica, partiremo nel nostro viaggio con “La Traviata”, mi sembra quasi un obbligo ed anche un favore che ci facciamo, vista la bellezza assoluta dell’opera in questione.

Spero che, quello che stiamo per intraprendere, si rivelerà un percorso interessante e, perché no, divertente, per chi avrà la pazienza di seguirci. Personalmente mi divertirò certamente e mi auguro di riuscire a comunicare il mio entusiasmo per questa forma d’arte che non cessa di suscitare in me meraviglia e nuova emozione ad ogni approfondimento.