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Bjork Post Copertina dell'album
Artista/Gruppo: Bjork
  Titolo album: Post  
  Etichetta: ----------------  
  Web site:  www.bjork.com  
Recensore: Francesco Serini

© Francesco Serini per http://www.music-on-tnt.com

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Col suo sensazionale esordio del 1993 Björk aveva letteralmente creato un’aspettativa nei critici musicali veramente impossibile da quantificare. Come sempre, e mai come nel caso di Björk, la seconda prova era quella del fuoco. Nonostante fosse, e lo è ancora, personaggio schivo e molto riservato, possedeva una personalità così ingombrante che fin dall’inizio le fece assumere, anche contro il suo volere, il ruolo di icona della cultura d’avanguardia e non solo musicale.

Analizzando l’opera di Björk non si deve mai dimenticare che è una donna islandese e quindi tutto ciò che fa è motivato da una fortissima esigenza di comunicare. Con Post continua sempre la sua ricerca verso l’esterno, verso ciò che la Natura regala ogni giorno agli umani. Collocandosi tra l’atteggiamento divertito ed enigmatico di Debut e la drammaticità di Homogenic, Post sembra invece avere un assetto più analitico.

Se Debut esplorava, Post sperimenta. È il suo disco della sperimentazione. E seppur le mille sfaccettature di Björk sono impossibili da precisare in maniera netta, si vogliono sottolineare gli obiettivi piuttosto che l’atto mentale che in lei è sempre all’avanguardia. Sembra un saggio sul Tempo testimone delle sue e nostre esperienze.

…All the modern things like cars and such have always existed, They’ve just waiting in a mountain for the right moment…

– The Modern Things. Una lettera (Post), in cui Bjork confessa le proprio sensazioni.

…I can feel happier to be safe up there with yuo..

- Hyper-ballad.

Ma questo è solo “il pretesto”, la scelta del genere con cui poter dare forma e corpo al lavoro. Pura scelta stilistica.

Musicalmente Post è soprattutto un’opera costruita alternando brani esclusivamente high-tech senza melodie d’orpello aggiuntive a brani dove invece l’elettronica e arrangiamenti tradizionali coesistono in architetture regolari. È anche un esperimento vocale. Effetti d’eco, onomatopee caratterizzano l’album culminando del divertissement interpretativo nell’ultimo pezzo Headphones.

Il disco è diviso in due corpi ben definiti. Gli esempi “ritmici”, come quelli tribali di I Miss you, gli effetti elettronici drammatico di Army Of Me o quelli catasfrofico di Possibly Maybe. Poi quelli “vibranti”, in cui è soprattutto la sua voce a indirizzare verso questo effetto.

Oltre la già citata Headphones, anche You’ve Been Flirting Again e Cover me. Quest’ultimo soprattutto uno tanti esempi di Björk di cantare su sonorità inconsuete. Qui, l’arpa e suoni della Natura. Di grande impatto poi almeno tre brani. Due anticipano caratteristiche che si ritroveranno in Homogenic. In Isobel l’utilizzo quasi sinfonico dell’orchestra. Mentre nella collaborazione con Tricky per Enjoy, la sua voce sembra scontrasi volutamente con l’apparato sonoro creando l’effetto “urto”. Infine c’è It’s oh So quiet. Abbandonando completamente l’elettronica realizza un brano swing nel vero senso del termine trionfando per estro interpretativo e pura genialità. E che dire dell’effetto onomatopea di “Zing boom” che Bjork qui canta!


Si può comunque affermare che Post è dominato da una sobrietà logica e stilistica con geometrica organizzazione delle parti. È un lavoro cerebrale.