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Ductia Ramo d'oro copertina dell'album.
Artista/Gruppo: Ductia
  Titolo album: Il ramo d'oro  
  Etichetta: NUN  
  Web site: ------------  
Recensore: Alfonso Pone

© Alfonso Pone per http://www.music-on-tnt.com

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Ductia chi sono? Che musica fanno? Difficile rispondere a queste domande.

L'album che vi sto proponendo si ispira a un trattato di etnologia, chiamato appunto Il ramo d'oro,di J. G. Frazier. In questo trattato Frazier ricerca le relazioni che legano il mondo dei barbari con quello dell'uomo moderno. Il mezzo che Frazier usa per collegare queste due ere è dato dalle leggende dalle saghe e dalle tradizioni di varie etnie riscontrando una genesi comune.

I Ductia (Massimo Giuntini, Stefano Santoni,Stefano Gnocchini) hanno cercato ispirazione in questi scritti producendo un lavoro che ritengo fresco e interessante. Il cd affonda le sue origini in un miscuglio suggestivo tra la new age e la musica celtica in modo estremamente naturale e omogeneo.
Le tracce scorrono in modo da far apparire la musica come il filo di un discorso; il mio unico rammarico è quello di non aver trovato alcuna informazione sul trattato e, quindi, mi perdonerete se non riesco a darvi altre informazioni al riguardo.

Il cd è una sapiente commistione tra sonorità chiaramente elettroniche e altre puramente acustiche. A tratti sembra che la musica richiami un banchetto nobilare in Orisha, mentre in altri brani sembra di assistere al rito di una setta di maghi, illuminati dalla luce della luna in un sabba nei boschi. In alcuni pezzi si nota il supporto vocale di Nina Fischer che dona un tocco di esotismo che non guasta.
Altri partner dei Ductia sono Guglielmo Ridolfo Galliano al contrabbasso e Massimo Fabianelli alla fisarmonica.

Come vi ho detto la musica dei Ductia si può tranquillamente definire appartenere al genere new age, ma io vi ho trovato tanti e tali richiami ad altre sonorità che questa collocazione credo le stia stretta. Le chitarre di questo cd si vestono dei colori della spagna senza mai eccedere in virtuosismi; Mosaik con la sua base elettronica a momenti può essere scambiata per un pezzo da discoteca. Il pezzo forte di questo lavoro è proprio questo, un sapiente lavoro di arrangiamento teso a conservare il legame con il progetto iniziale sfruttando ispirazioni che nascono da generi diversi.

Il ramo d'oro non è un lavoro per adolescenti, al contrario si deve avere una certa dimestichezza con il genere che altrimenti indurrebbe l'ascoltatore a ritenerlo un lavoro noioso. Non credo che scalerà le classifiche, ma credo che sarà apprezzato da chi, cercando qualcosa di nuovo, avrà la voglia di ascoltare degli artisti sconosciuti ma dal sicuro talento.

Un plauso particolare voglio riservarlo a coloro che in sala di incisione hanno curato la parte tecnica del cd. Il tutto è ben registrato e gli astumenti acustici appaiono naturali e perfettamente equilibrati con quelli elettronici.

Se vi capita di trovarlo in giro dedicategli un pò di tempo, sicuramente non sarà sprecato.