Robben Ford & the Blue Line  co cover Artista/Gruppo: Robben Ford & the Blue Line
Titolo: Robben Ford & the Blue Line
Etichetta: Grp Records
Web site: www.grp.com
Codice: ------
Recensore: Sabino Monterisi
Pubb. il: 22/05/2004
Copyright: Sabino Monterisi o per www.music-on-tnt.com

Sei in: Home > Recensioni > Pop / Rock

Un saluto a tutti gli appassionati di musica.

… (stile Art Attak) … procuratevi una poltrona comoda, illuminazione soffusa indiretta, un buon impianto hifi, un calice di Cardinal Mendoza… fatto? Bene, ora estraete il cd Robben Ford & the Blue Line dalla sua custodia, se necessario spolveratelo e quindi inseritelo nel cassetto del lettore cd… fatto? Ora, quando siete pronti, alzate il volume, premete play sul lettore, buttate via il telecomando e rilassatevi sulla poltrona…

Il genere della musica che andrete così ad ascoltare potrebbe essere definito “rock-blues”, anche se, personalmente, essendo poco incline a generalizzazioni di sorta, mi piace ascoltare e godere della musica senza arzigogolare in merito al genere che sto ascoltando. A maggior ragione nel caso di Robben Ford, ci troviamo di fronte ad un musicista che sfugge alle classificazioni, stante il suo approccio complesso e variegato: blues classico, rock-blues, rock, jazz. Pertanto, relativamente alle note stilistiche e biografiche di Robben Ford ed alle mie considerazioni in merito, vi rimando alla recensione del cd inciso in collaborazione con Joe Diorio, Minor Elegance, edito su queste virtuose pagine virtuali.

Solo due considerazioni ulteriori e non superflue sul cantante - chitarrista. È dotato di una grande personalità musicale, combinazione di più elementi, tra i quali ha sicuramente predominanza, sulla sua ottima tecnica chitarristica, la sua grande intelligenza nel fraseggiare. Per intenderci, non è il chitarrista che “si suona addosso”, non è mai eccessivo, anzi, avendo ben appreso la scuola di Larry Carlton, altro grande musicista, predilige la ricerca melodica, la scelta delle note, la raffinatezza del linguaggio, lascia suonare le pause. Ha così contribuito a rinnovare il blues che, seppur fondamentale forma di linguaggio musicale, se non avesse avuto come interpreti personaggi del suo calibro, come Steve Ray Vaughan, Gary Moore, Eric Johnson ed altri, sicuramente oggi avrebbe un peso minore nel panorama musicale.

Il disco si compone di 9 brani, dal genere, manco a dirlo, rock-blues. Tecnicamente mi sembra molto ben registrato, strumenti e voci hanno la giusta dimensione e la giusta collocazione nel palco virtuale: non potrebbe essere diversamente, attesa l’importanza degli artisti che hanno partecipato alla sua realizzazione, tra gli altri Chick Corea ed il bellone della soap di Beautiful, Ron Moss, valente collaboratore come produttore in numerose registrazioni di pregevole qualità artistica in mio possesso.

Le sessions che formano il disco sono piacevolmente movimentate, con una buona dinamica, ma la vera peculiarità del disco è la raffinatezza che pervade tutti i brani, caratteristica non comune, tanto più rara considerato il genere al quale il disco di Robben Ford appartiene.

Numerose possono essere le considerazioni che stanno alla base di una siffatta impressione, tra le quali sicuramente ha la prevalenza la duttilità dei componenti del trio (al quale partecipa il bravissimo tastierista Russel Ferrante), che ben si presta a caratterizzare le sfumature della dell’esecuzione, con, in primo luogo, la grande personalità di Robben Ford, il suo fraseggio, allo stesso tempo acuto e sanguigno.

Nel novero dei brani compresi nell’opera c’è da sottolineare You cut me to the bone, dalla chitarra con un wha-wha molto incisivo, la classica i’m a real man, tell me i’m your man in puro “Ford style”, e per ultima la dolcissima life song.