Steve Vai cover dell'album Sex and religion. Artista/Gruppo: Steve Vai
Titolo: Sex & Religion (1993)
Etichetta: www.sonymusic.com
Web site: -------
Codice: -------
Recensore: Sabino Monterisi
Pubb. il: 03/04/2005
Copyright: Sabino Moterisi per Music on Tnt

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Un caro saluto agli affezionati lettori.

Ancora una volta ci occupiamo di un altra opera del grande Steve Vai, Sex and Religion, opera che ha segnato i primi passi di un nuovo percorso artistico per il grande musicista. Steve Vai è già stato oggetto delle nostre attenzioni per cui, per brevità, ometto le note sulla sua personalità, rimandandovi alle altre recensioni sul suo conto presenti su questo stesso sito.

Sicuramente è da citare il personale che partecipa alla realizzazione di questo progetto, chiamato VAI dallo stesso Steve: c’è un nome illustre, Terry Bozzio, grande batterista, già presente alla corte di Miles Davis e di Jeff Beck, e poi ci sono musicisti meno noti: al basso T.M. Steven, e Devin Townsend alla voce.

Nell’insieme si tratta effettivamente di un progetto originale per Steve Vai: dopo il genialoide Flexable e l’universale Passion & Warfare, Steve Vai si cimenta in una band con un vocalist affrontando un genere musicale più “metal” di quello delle opere precedenti, anche se, a mio parere, con risultati scarsi, non in linea con la sua genialità: infatti la musica di questo disco è eccessivamente ed artatamente dura, molto spesso caotica.

Certamente l’impronta “Vai” non manca anche in Sex & Religion, ma questa volta è contornata da un canto troppo urlato, da voci confuse, urla e suoni strani sparsi un po’ dovunque. I brani mancano di ricerca melodica e soprattutto di dinamica, per alcuni il motore della musica, qui trascurata in favore di una esasperazione dei toni. Lo stesso gruppo sembra non stimolare adeguatamente Steve Vai che non espone idee originali durante i suoi soli, “suonandosi addosso” in parecchie occasioni, anche il timbro della sua chitarra è troppo esasperato. Il momento buio di crisi creativa dura fortunatamente solo il tempo di questo disco, compiendo grandi passi in avanti già dal successivo Alien Love Secrets.

È comunque interessante notare che questa è l’ultima registrazione di Vai “in gruppo”, dal successivo farà quasi tutto da solo stile “one man show”: chitarra, batteria, basso, voce, programmazione, produzione, ecc. ecc. Questo può essere considerato un indice della sua genialità: poco abile ad improvvisare, poco attratto dall’interplay e dal suono d’insieme, in grado però di comporre brani stupendi e di eseguirli in maniera completamente autonoma. Ovviamente il rovescio della medaglia è una visione totalizzante della sua musica, che *deve* avere il risultato che l’autore si prefigge. Infatti, relativamente a Sex and Religion, il gossip chitarristico racconta di animate discussioni in fase di registrazione tra Vai e Bozzio e tra Vai e T.M. Steven perché le parti di batteria o di basso erano state eseguite in modo difforme da come lo stesso Vai le aveva pensate.

Ometto di citare i singoli brani, segnalando comunque il “tiro” di here and now, il groove di still my breedin hearth, e la durezza di pig.