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Copertina dell'album

Sting: The dream of the blue turtles


Il sogno delle tartarughe blu ovvero The dream of the blue turtles, è il primo album solista di Sting. Correva l'anno del Signore 1985 e i Police erano in procinto di sciogliersi ma a giudicare dal livello qualitativo dell'album in questione, il nostro eroe aveva ben in mente quale sarebbe stato il suo futuro.
A detta di molti, questo album è il più riuscito di tutti gli altri che lo hanno seguito: ritmo, arrangiamenti e non per ultima l'ispirazione hanno fatto sì che nascesse un album al di sopra di ogni sospetto. Le canzoni contenute nel cd sono 10, e sono: L'intero album è composto da canzoni di vario genere, impegnate e non, Russians ad esempio, è la cosa più bella del cd, con questa canzone dall'atmosfera cupa, Sting cerca di denunciare i pericoli di una guerra atomica (all'epoca eravamo in piena guerra fredda!), appellandosi al buon senso di americani e russi, caratteristico e forse in pò inquietante l'inizio, caratterizzato dal ticchèttio di una bomba ad orologeria.
Love is the seventh wave è accompagnata da una gradevole base che richiama le atmosfere della musica reggae, canzone facile ma non banale piacevolissoma da ascoltare, Shadows in the rain è un'iniezione d'energia, io l'ascolto spesso e apprezzo molto il sound tirato che la caratterizza. If you love somebody set them free le assomiglia abbastanza, non per la melodia chiaramente, ma per la tendenza a farti segnare il tempo del brano; particolarissima a mio parere è Moon over Bourbon Street, canzone ispirata dal libro di Anne Rice Intervista col vampiro, io la considero un cammeo, suonata con quello che potrebbe essere un quartetto jazz in chiave moderna, tastire al posto del piano, clarinetto invece del sax, basso elettrico in sostituzione del contrabbasso, l'unico trade d'union con il passato rimane solo la batteria, davvero carina.
L'intero cd è costruito bene, le canzoni potrebbero essere presentate tutte come singoli (all'epoca 45 giri, che nostalgia!!), buona l'atmosfera che le canzoni sanno dare, buoni gli arrangiamenti e particolarmente motivata appare la voce di Sting, si sente che l'autore di tutte le canzoni ha preso il preogetto di un cd da solista con estremo impegno.

Qualità audio

Nel lontano 1985 anno di produzione di questo cd, i master si facevano ancora in analogico dato che il vinile era ancora il mezzo più diffuso per riprodurre musica, questo si traduce in un suono non tipicamente digitale, ovvero non freddo ben definito e poco affaticante, vero è che rispetto al vinile, la timbrica appare decisamente più metallica e lo spettro audio carente in gamma bassa. Se dovessi dare un voto alla registrazione, per darvi un'idea, visti gli standard di allora si merita un bel 7, oggi sarebbe un disco assolutamente nella media.

A presto.

© Copyright 1999 Alfonso Pone. -http://www.music-on-tnt.com

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