Music on Tnt - Terramare, copertina del cd Canti rubati. Artista/Gruppo: Terramare
Titolo: Canti rubati
Etichetta: Mezzanima records
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Recensore: Loris Gualdi
Pubb. il: 29/01/2005
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

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Celato dietro una cover malinconicamente in bianco e nero, si nascondono i “Canti rubati” dei Terramare, band parmensecapace di musicare storie di rara sensibilità, attraverso parole mai banali e atmosfere apolidi. Sensazioni musicali, funzionali a quello cheloro stessi definiscono un piccolo quadro sonoro.

Le tematiche affrontate dai testi di Davide Marchetti, inseguono e analizzano valori sociali, politici e sentimentali, attraverso la voce della disillusione e tal volta con la forza della speranza. Sonanti modalità trasversali, che ripercorrono suoni che spaziano dal combat folk, allo ska, passando per l’atmosfera cantautoriale.

“Canti rubati”,primo vero e proprio full lenght della band, si apre con l’incantevole “Buona luna”, track dedicata ai bambini vittime delle tante guerre; una canzone intensa aperta dal suono pulito delle sei corde, che accompagnano le delicate parole, rese vive dalla sorprendente voce di Michela Ollari, che a tratti sembra trovare armonie perfette nella fusione con la sonorità dei suoi musicisti.

Il viaggio nel mondo dei Terramare prosegue con brani abbacinanti come ad esempio “Preghiera di notte” e “ Il canto triste degli amanti”, due vere e proprie perle, nascoste dietro al talento compositivo della band. Il primo brano è un poetico attacco al buio della mente,creato dall’imperante ignoranza; un sound spagnoleggiante, che narra di speranzose parole, capaci forse di cambiare un mondo troppo brutto per essere reale. “Il canto triste degli amanti” è invece una classica ballata, deliziosamente ritmata dagli arpeggi di Marchetti e Monguzzi e dalla voce narrante di Michela che esprime la dolcezza di una paura d’amare.

Inoltre non si può non menzionare il brano “Virus” e “E gridare che…”. La prima canzone, con il suo ritmo in levare rende serena la triste tematica di un mondo menefreghista e consumista, in cui si accusa la coscienza collettiva di essere figlia legittima dell’abbondanza; la seconda opera introdotta da un audio del 1977 in cui Michela Ollaria soli sette mesi si cimenta con un microfono, è una track dal ritmo coinvolgente e dal testo forse più ermetico e metaforico di altri.

A conti fatti, ascoltando il disco dei Terramare, è ardua impresa trovare ed estrarre un singolo potenziale, anche perchè la qualità complessiva è molto alta; forse però, grazie all’armonia pacificante o forse per le antiche parole, la canzone che riesce ad emergere sulle altre è proprio “il canto rubato”, in cui la vocalist sembra ricordare la migliore Paola Turci. Insomma, siamo di fronte ad un gruppo che ha in se la verve dei Modena City Ramblers, la musicalità di Yann Thiersen e l’energia dei Bandabardò…di fronte a un tale calderone, anche se Natale è ormai lontano, il suggerimento è quello di regalarvi questo cd…fidatevi!