Artista/Gruppo: Markus Reuter
Titolo: The Longest Terms of Being
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Recensore: Nemo
Pubb. il: 04/07/2004
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The Longest Terms of Being, ultimo lavoro del notevole touch guitarist Markus Reuter è un cd letteralmente eccezionale, uno dei migliori, se non il migliore, cd Ambient dell'anno 2002. Qualsiasi ascoltatore, anche alle prime armi con questo genere, lo può percepire sin dal primo ascolto.

Reuter è un chitarrista sperimentale di gran talento e stile; membro co-fondatore dei mai troppo lodati Centrozoon, membro dell'Europa String Choir and String Unit, ha lavorato in collaborazione con Ian Boddy (come Dub Atomica, e nelle varie collaborazioni come Tryptych ed altri) ed autore di due cd solo quali "Digitalis"- Hypnos e questo "The Longest"., prodotto dallo stesso Reuter.

Il suo stile nel campo dell'ambient music viene meglio definito come "Active Ambient Music", un sound che richiede un ascolto attento e partecipativo. In effetti The Longest Terms of Being non è affatto un lavoro statico, monocorde od amorfo, bensì vitale, coinvolgente e visionario. Lo stile di Markus è molto personale, e tanto per rendere l'idea è avvicinabile a quello del Robert Fripp più sperimentale (che non possiede il feeling romantico di Reuter) e per certe sonorità al Brian Eno di alcuni anni fa.

The longest Terms of Being possiede un feeling capace di rapire totalmente l'attenzione dell'ascoltatore, e musicalmente parlando, uno spessore culturale non indifferente.
La perfezione ed il feeling contemplativo sono talmente elevati che questo cd può essere apprezzato anche da un pubblico non particolamente interessato all'Ambient o Minimal Music.

L'ascolto di questo superbo lavoro ci introduce in una cattedrale di note e suoni, che vengono ricostruiti quasi olograficamente davanti a voi. Un'ambienza ridondante di echi e riverberi, un luogo speciale in cui lo spirito ritrova sè stesso di fronte all'immensità.

Le alte navate di questo luogo magico, la cui volta è tappezzata di stelle ispira al misticismo. Il senso di religiosità cosmica di cui è portatore. "The Longest..." ispira ad una spontanea modificazione verso uno stato di coscienza alterato, quasi un over-body experience verso stati di coscienza di ordine superiore. Alcuni suoni ed un certo stile monodico è mutuato dalla musica sacra e ciò contribuisce non poco ad aumentare il peso ed il fascino di questo lavoro. Dal primo brano "Abolition of Death" (11.46) fortemente improntato alla musica seriale e basato su variazioni tonali su registri d'organo, accostabile per certi versi a certi vecchi lavori di Brian Eno come Discreet Music.

"A Clue to Reality" (2.59) brevissimo brano ambient di ampio respiro, intenso e triste che qualsiasi melomane troverà irresistibile. All'ipnotico e liturgico "Read Aloud in Cold Blood" (9.54), autentico masterpiece di musica cosmica, presenta il suono di un'organo trasfigurato e solitario nel vuoto stellare. "Further Clues of Reality" (6.23), autentica gemma musicale ambient, perfetto quasi un'excursus tra il romanticismo germanico dei Tangerine Dream degli anni '80, ed un Brian Eno in grazia di dio. Un feeling davvero commovente.

Il maestoso e panico"Demonstration with the Enemy" (9.13), davvero intenso e glaciale dimostra la bravura del nostro Reuter nel trarre un simile universo sonoro lavorando su poche corde della sua Touch guitar. "Confirmation" (6.08) lascia stupefatti, una liturgia stellare per organo, che accosto per bellezza ed ispirazione al primo Schulze (Irrlicht e Cyborg), bellissimo.... "The Fear of Final Falling"(1.58) una track fin troppo breve, dove Markus modula il suo string sound in un'escursione che richiama alla mente delle sirene stravolte, modulate in un sentimento angoscioso.

L'ambient decisamente intima di "The Increase of Faith" ( 6.29) percorre le modulazioni del sentimento nella sua intensa e solitaria emotività, quasi come fosse modellata sul respiro di un'amante che ripercorre con la memoria intensi ricordi d'amori perduti. Il davvero maestoso "Angels of Burn", quasi orchestrale, dallo sviluppo ipnotico trasmette davvero l'intensa sensazione quasi glaciale dell' Immenso spazio cosmico.

Chiude in bellezza l'intimistico "Hold" (8.21) bellissimo e struggente. Un lavoro importante e veramente grande, dedicato a tutti coloro che ricercano la Bellezza nella musica quale vera e durevole opera d'arte.

Se lo trovate ascoltatelo e fatemi sapere.

The Longest Terms of Being (2001)

Abolition of Death
A Clue to Reality
Read Aloud in Cold Blood
Demonstration with the Enemy
Confirmation
The Fear of Final Falling
The Increase of Faith
Angels of Burn
Hold