Logo
- Link -
Torna alla Home Page
Bizet, Faurè, Dikas, Fuga, temi e variazioni copertina del cd.
Artista/Gruppo: Bizet, Faurè, Dukas, Fuga
  Titolo album: Themes and Variations  
  Etichetta: Real Sound  
  Web site: www.realsound.it  
Recensore: Gioachino Lorelli

© Gioachino Lorelli per http://www.music-on-tnt.com

Vai alla pagina precedente che hai visitato.
vai alla pagina successiva che hai visitato.

 
 

E’il titolo di un CD edito dall’Udinese Real Sound. Un CD che raccoglie 4 composizioni pianistiche nella forma appunto di Tema con variazioni.

La forma Tema con Variazioni, che da ora abbrevieremo con T&V, è stata spesso utilizzata da compositori di ogni epoca e di ogni livello: Ricordiamo, due tra tutte, le celeberrime “Variazioni Goldberg” di J.S.Bach, e le “ Variazioni su un Valzer di Diabelli” di L.V. Beethoven. A dire il vero, queste ultime, rappresentano più o meno l’ultimo e sommo esempio di T&V da parte di compositori da annoverare tra i grandi. A cavallo tra ottocento e novecento, infatti, la forma T&V divenne “popolare” nel senso che perse in qualche modo la sua caratteristica di “dimostrazione di virtuosismo compositivo” per acquistare quella di “Dimostrazione di virtuosismo esecutivo”. Diversi strumentisti, eseguirono variazioni personali su temi celebri e conosciuti, come Inni, Arie popolari e Arie da opere, con l’intento di allargare anche alla massa una musica che altrimenti avrebbe potuto avere dei connotati elitari.

Il procedimento era in qualche modo standardizzato: L’orchestra (e molto spesso, specie in Francia ed in Inghilterra, la Banda) esponeva il tema. Il solista poi lo riprendeva e a secondo della propria bravura allo strumento, ricamava su questo tema, delle variazioni sempre più virtuosistiche, fino a raggiungere il Climax, l’apice, nell’ultima variazione, dove si faceva sfoggio totale del proprio bagaglio di tecnica strumentale.

Tutti credo conoscano il celeberrimo tema “Il Carnevale di Venezia” tema sul quale Jean Baptiste Arban, grande cornettista (trombettista) francese ottocentesco, compose delle variazioni che ancora oggi sono oggetto di studio per i cultori della tromba. A decine si contano i temi con variazioni, specialmente per tromba, strumento che figurava benissimo nelle bande, riuscendo così nell’intento divulgativo: Una banda che suona, ha sempre il suo bel pubblico che si ferma per l’ascolto.

La raccolta di T&V che ho avuto modo di ascoltare, si pone temporalmente proprio in questo periodo di “volgarizzazione” delle T&V, ma si tratta di composizioni di autori riconosciuti grandi: Gorge Bizet, Gabriel Faurè, Paul Dukas e un a me sconosciuto contemporaneo italiano: Sandro Fuga (1906-1994).

Sui primi tre autori v’è ben poco da dire: Ci troviamo di fronte a tre dei maggiori esponenti del romanticismo, sul quarto, francamente, non saprei cosa dire.
Dei quattro autori, 2 (Bizet e Faurè) si sono cimentati in variazioni su un proprio tema, mentre i restanti (Dukas e Fuga) hanno “variato” su temi celebri: Un tema di Rameau per Dukas e nientemeno che la Passacaglia in C minor di J.S.Bach, per Fuga.

Iniziamo subito col dire che si varia bene se il tema è valido, e da questo punto di vista, Bizet delude un po’. Il tema è semplice, quasi banale e le variazioni, sono brevi (58 sec. La più lunga) e non sempre lasciano intuire il tema. Onestamente ho sentito di meglio.
Tutt’altra cosa invece Gabriel Faurè: Un tema compiuto, di una bellezza un tantino “noire”, per variazioni a tratti rigorose e a tratti che paiono esulare dal contesto, ma è solo un’impressione. Veramente molto ma molto bello.

Bello, anche il lavoro di Dukas, su un tema clavicembalistico Barocco di Rameu. Anche qui, il tema (minuetto) sebbene breve e appena accennato, è tuttavia compiuto e di smagliante energia. Difficile giudicare le variazioni in quanto stilisticamente avulse dal tema, ma forse proprio per questo di un certo fascino.

Rimane Sandro Fuga. Si è cimentato con uno dei più conosciuti temi organistici Bachiani, di derivazione gregoriana. E’ molto difficile porsi all’ascolto di questo brano senza avere nelle orecchie l’ardita composizione del Kantor, che in un certo senso è anch’essa un tema con Variazioni. Ciononostante, il brano scorre grazie ad una felice scrittura pianistica di Fuga, che, anche se a tratti ricorda il miglior Gershwin della Rapsody in Blue, riesce a dare comunque un tocco di personalità, che per un lavoro così celebre come la Passacaglia in C minor, non è cosa di poco conto.

Molto convincente il Pianista, Giacomo Fuga ( presumibilmente figlio di Sandro)che sa adattare il suo stile pianistico alle necessità delle partiture, risultando così Romantico in Faurè, rigorosamente Barocco nell’esposizione del tema nella composizione di Dukas ed eclettico nei vari stili esecutivi richiesti nelle pagine Fughiane.

In sostanza si tratta di un lavoro godibilissimo, grande musica eseguita da un valentissimo pianista, per un’oretta di intrattenimento ad alto livello.

Una considerazione per i Tecnici della RS: La registrazione “a 20 bit reali” è eccellente. Il pianoforte presenta una dinamica naturale ed una timbrica limpida e cristallina, ma anche sommessa e calda quando richiesto. Il volume a tratti elevato, non ingenera mai fatica d’ascolto. Le dimensioni dello strumento (a patto che l’impianto sia in grado di farlo) si ricreano pressoché in scala 1/1 nell’ambiente d’ascolto. Veramente un ottimo lavoro di ripresa e stampa.

Una piccolissima critica alle completissime note di copertina: Complete ed esaurienti come di rado capita di vedere, tuttavia troppo dotte: sapere che, il tema di Bach “….è ritmo anacrusico di otto battute (il doppio rispetto alla prassi di questo genere)” è un tecnicismo che i musicisti saprebbero comunque riconoscere, mentre quelli che non conoscono il significato di anacrusico, non ne hanno alcun aiuto….ma è un peccatuccio veniale.