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Cecilia Bartoli The vivaldi album copertina del cd.
Artista/Gruppo: Cecilia Bartoli
  Titolo: The Vivaldi Album  
  Etichetta: Decca  
  Web site: www.deccaclassics.com  
Recensore: Rosalba Carbone

© Rosalba Carbone per http://www.music-on-tnt.com

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Cecilia Bartoli: un nome, una garanzia???
Una voce, direi.
Mezzo soprano di agilita’ dall’incisiva capacita’ comunicativa, artista che sublima l’espressione attraverso l’esaltazione del corpo, giocando con lo stesso, in maniera sorprendentemente feconda.
' Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres‘ e’ il titolo che le e’ stato conferito in terra di Francia, quasi a volerle ricordare i passi da gigante fatti in carriera, dal suo timido esordio nell’ambito di un noto programma televisivo, alle rappresentazioni teatrali, affiancata da importanti direttori d’orchestra.
Interprete del repertorio settecentesco, allontana quell’ottocento che, nell’ultimo trentennio, ha visto nascere e svilupparsi il movimento letterario e musicale verista, periodo che la stessa considera eccessivamente melodrammatico.
Artista atipica, anche nelle scelte in campo artistico, e’ attiva soprattutto all’estero.
Il motivo e’ semplice: in Italia e’ improbabile imbattersi in direttori artistici pronti ad assumersi il rischio di un fiasco - sia chiaro, ‘di pubblico’ – nel tentativo di portare in scena un’opera sconosciuta ai piu’.
Triste, ma vero.
L’opportunita’ di conoscere questa artista non vi e’ negata: potreste farlo tra le mura di casa, aiutati dai vostri impianti e dall’incisione di cui mi accingo a parlare.
Si tratta di una insolita raccolta di pezzi di quel Vivaldi che, insieme a Handel, fu uno dei piu’ apprezzati ed ammirati compositori del suo tempo, in Italia ed in Europa.
Evitero’ accuratamente di tediarvi con l’analisi dei singoli pezzi.
Il mio intento e’ quello di donare una immagine generale e generalizzata sia della musica, che degli interpreti che, oltre alla Bartoli, vede la partecipazione de ‘Il Giardino Armonico’ ,nato dall’unione di musicisti diplomati nei piu’ importanti conservatori Europei, specializzati nelle esecuzioni di pezzi seicenteschi e settecenteschi, eseguiti con strumenti d’epoca.
Parliamo della musica.
Vivaldi e’ stato, piu’ e piu’ volte, criticato dai suoi contemporanei che affermavano che il musicista non facesse altro che scrivere, volta per volta, lo stesso concerto, considerazione, oltremodo, ingenua e banale.
Ora, partendo dall’indubbio presupposto che il musicista veneziano sia stato molto piu’ incisivo di altri musicisti della sua epoca, qualita’ che nasce e si rafforza nella sua capacita’ di non essere mai generico, ed ammirando, altresi’, la spiccata tensione drammatica delle sue composizioni, sconosciuta alle forme di concerto coeve, nasce spontanea l’ammirazione e l’apprezzamento attuali da parte degli addetti ai lavori, cosi’ come della critica e del pubblico.
Spostando l’attenzione in ambito teatrale, quindi operistico, vediamo il compositore dedicarsi non solo alla composizione, ma anche all’allestimento delle opere, ed alla scelta dei cantanti protagonisti.
L’interesse per la sua musica operistica, e’ giunto solo dopo la rivalutazione della sua produzione strumentale, visto anche il rispettabilissimo numero di opere scritte che, se non spiccano tutte per preziosita’, manifestano chiaramente la capacita’ di rendere l’orchestra partecipe alla vicenda drammatica, qualita’ che lo allontana da quella che era la tendenza e l’usanza del periodo.
I pezzi del cd sono tratti da varie sue opere che, dall’Orlando finto pazzo alla Griselda, vedono scorrere inesorabile l’eleganza formale, la raffinatezza della linea vocale, l’incisivita’ dell’accompagnamento strumentale, ora languido e pacato, ora malinconico e rassegnato, ora virile e potenziato, rafforzato, ma sempre in perfetta armonia con la voce, senza mai sovrastarla, ma assecondandola nei successivi slanci o nelle eventuali stasi, senza alcun intento invasivo.
Musiche splendide dal primo brano, che riprende il tema iniziale della ‘Primavera’, sino all’ultimo perfettamente amalgamati nonostante l’evidente diversita’ determinata dalla presenza di pezzi marcatamente virtuosistici, che si contrappongono, senza alcuno stridore, ad altri scarni con voce quasi recitante.
Il fascino della musica, come e’ ovvio che sia, viene avvalorato ed amplificato dall’uomo eletto, dal musicista perfetto ma spontaneo, solido ma sentimentale, mite ma con personalita’ e, a quanto sembra, gli strumentisti in questione sono l’esatta espressione della giusta e palpabile capacita’ di dar vita , efficacia ed effetto ai pezzi suonati.
Grazie alla loro squisita sensibilita’, si gode di una perfetta unione fra la linea del canto e quella dell’accompagnamento, con un risultato, a mio dire, incantevole e suggestivo.
Della Bartoli, purtroppo, mi ha deluso la mancanza di una solida preparazione tecnica, un vero peccato viste le notevoli capacita’ espressive della stessa.
Uno studio piu’ cosciente e curato, ed un perfezionamento dell’aspetto tecnico-vocale, potrebbero garantirle un piu’ efficace approccio al testo, ed una fluente ed ineccepibile facolta’ interpretativa.
Concludo, ricordando che il cd in questione contiene tredici pezzi.
I piu’ evocativi, a mio dire, sono il quarto, quinto, settimo e undicesimo, caratterizzati da una accentuata e soave mestizia.
Buon ascolto.