Tricky, Vulnerable copertina del CD. Artista/Gruppo: Tricky
Titolo: Vulnerable
Etichetta: Anti
Web site: http://www.anti.com
Codice: -----------------------
Recensore: Giuseppe Moro
Pubb. il: 08/02/2004
Copyright: Giuseppe Moro per www.music-on-tnt.com

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Tredici nuove canzoni. Anzi dodici. Anzi undici.“The Love cats” infatti è quella dei Cure e “Dear God” è quella degli XTC. Leviamoci subito il pensiero: sia l’una che l’altra (ma specie la seconda che Dio lo perdoni…) stavano meglio nei nostri ricordi. Le ha volute fare, pazienza. Per il resto da segnalare la presenza molto, ehm, presente di Costanza Francavilla, fan italiana che dopo un concerto italiano consegnò al batterista di Tricky un suo demo e oggi, come in una favola, sta alla destra del padre in questo disco e presto avrà un lavoro tutto suo.

Storie edificanti e incoraggianti a parte, “Vulnerable” è un po’ il prosieguo della marcia su terreni più leggeri intrapresa dall’artista di “Maxinquaye”. Quindi tutto il lavoro appare meno teso rispetto agli esordi e fino a “Nearly God” e abbastanza in linea con la produzione recente. Le profondità d’n’b non sono più quelle di una volta e si viaggia sotto il pelo dell’acqua, respirando con lo snorkel e con una bella apnea di tanto in tanto.

“Ice Pick” è uno di questi momenti, “Anti-Matter” pure. Suoni “liquidi”, voce di Costanza Francavilla protagonista e contrappunto catacombale di Tricky. La formula è quella, i brani si susseguono senza particolari sorprese, né guizzi, potrebbero durare 3 minuti o un quarto d’ora quasi indifferentemente. Durano, invece, una media di 4 minuti. Ma il discorso non cambia di molto. La sensazione è che ci sia anche un po’ di autoreferenzialità del Nostro, evidentemente mai abbastanza compiaciuto di aver contribuito ad inventare quasi un genere o comunque una, come dicono i giornalisti modaioli, “scena”. Quella di Bristol. Ai tempi, persino più grami di quelli che stiamo vivendo, fu una grande sensazione e tutti gridarono al miracolo che si compiva oltremanica, grazie a Massive Attack, Tricky e, meno, Tindersticks e Portishead e un paio d’altri.

Pretenziosi allora, intellettuali (quindi niente divertenti) e molto trendy, oggi quei suoni e quelle ispirazioni sanno di minestra riscaldata. Si mangia per non morire di fame non per godere del cibo. O forse no?