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Wu Tang Clan copertina dell'album The W
Artista/Gruppo: Wu - Tang Clan
  Titolo album: The W  
  Etichetta: Loud Records - 2000 -  
  Web site: http://www.hitsquick.com/music/Artist/Wu-Tang_Clan  
Recensore: Michele Chisena

© Michele Chisena per http://www.music-on-tnt.com

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The W è il disco che i Wu - Tang Clan, band di rapper proveniente da Staten Island, New York, ha dedicato al leader Ol' Dirty Bastard, da tempo recluso nella Impact House di Pasadena per svolgere un programma di disintossicazione. RZA produce l'album con gli altri membri (otto MC) e nel retro cover mostra una bandana esplicativa con cui inequivocabilmente si augura il ritorno. Ma Ol' sembra che non abbia creduto a tali rassicurazioni, se è vero che in concomitanza di un concerto della sua band è sfuggito alle guardie per partecipare all'evento. Era troppo forte il richiamo della musica. Ancora più forte il richiamo del rap, di cui i Wu Tang sono incontrastati protagonisti.

Tra profezie sull'imminente fine del mondo e sulla dottrina del "Five Per Cent Nation" (quel cinque per cento di neri che è in grado di cambiare il mondo, dominato dalla maggioranza demoniaca dei bianchi), The W approfondisce, se ce ne fosse ancora bisogno, il discorso musicale iniziato nel 1993 con la gemma Enter the W - Tang (36 chambers) e proseguito nel 1996 con Forever.

Strali d'ogni tipo, arrangiamenti cupi, rhyming e un gusto inimitabile per la melodia (si ascolti: "Hollow Bones", sembra un classico della musica soul, e "One Blood Under W", con la collaborazione di Junior Reid, un riuscito dialogo tra reggae e rap), costituiscono i punti di riferimento del nuovo disco: quattordici brani che senza avere la violenza e l'enfasi del rap tradizionale s'insinuano nelle nostre orecchie come un virus informatico che indisturbato mette a soqquadro il sistema.


Il contributo di altri MC con background diverso (Redman, Snoop Dogg, Busta Rhymes) contribuisce a fare di questo lavoro anche una sorta di progetto trasversale dell'hip hop. Di rilievo la collaborazione con il "santone" della musica soul: Isaac Hayes. In "I Can't Go To Sleep", il campionamento della sua "Ike's Rap", riproduce all'infinito le versioni di questo brano (da solo ha creato il fenomeno del trip - hop: si ricordi la "Glory Box" dei Portishead e la parallela "Hell Is Round The Corner" di Tricky) e spiegano l'influenza che il "Black Moses" esercita ancora sulla generazione dei musicisti afroamericani.


Aspettando il ritorno alla "normalità" di Ol' Dirty Bastard, i Wu Tang Clan sono più vivi che mai.