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Whitney Houston Copertina dell'album omonimo.
Artista/Gruppo: Whitney Houston
  Titolo album: Whitney Houston  
  Etichetta: ----------------  
  Web site:  
Recensore: Francesco Serini

© Francesco Serini per http://www.music-on-tnt.com

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Sembrerebbe assurdo dirlo ma per la maggior parte dei critici Whitney Houston è un personaggio scomodo. Tanti infatti ancora oggi si chiedono come mai una cantante utilizzi una voce veramente incredibile per un repertorio di canzoni ritenute banali. La sua scomodità quindi non è motivata da suoi atteggiamenti irriverenti ma da pregiudizi di fondo, la maggior parte dei quali ritengo siano superficiali.

Essendo figlia della cantante gospel Cissy Houston e cugina di Dionne Warwick, era inevitabile, non tanto che diventasse cantante ma che dimostrasse di possedere un'ugola d'oro degna della sua famiglia. Nonostante parentele così illustri, l'inizio della sua carriera non fu segnato da questo elemento, bensì dalla sua voce e soprattutto dalla sua avvenente bellezza. Quando incise il suo primo album nel 1985, infatti, Whitney Houston, era già una modella famosa. Proprio la bellezza ritengo, sia il motivo per spiegare l'odio/amore dei critici.

Come si diceva la Houston comincia la sua carriera a metà degli anni Ottanta, il decennio ritenuto dell'esteriorità, dell'apparenza e della banalità, ma soprattutto del canale televisivo che, nel bene e nel male, aveva spinto velocemente la musica a diventare il più rappresentativo di questo modo effimero di rapportarsi con la società. Questo grazie ai suoi video musicali in heavy-rotation, pieni di balletti, vestiti sgargianti, canzoncine pop ballabili e uomini e donne di bellissimo aspetto.

Spesso si dice che la Houston è la Franklin degli anni Ottanta.

Se però Lady Soul negli anni Sessanta non doveva girare video ma solo esibirsi in concerto per dimostrare il suo talento, proprio perché i Sessanta non sono gli Ottanta, la Houston, invece (o purtroppo) muovendosi in questo decennio doveva necessariamente adeguarsi. E quindi nonostante avesse una tecnica vocale assolutamente superlativa e fuori dal comune, per farsi sentire non aveva che due scelte: testi che raccontassero amori e situazioni adatti a quel momento, storie retoriche, banali e fortemente sentimentali fino all'eccesso, e soprattutto sfruttare al massimo la sua bellezza. Per far ciò girò alcuni dei video più famosi degli anni Ottanta.

Per lanciare il primo singolo dall'album e il primo della sua carriera, girò How Will I Know, dove balla con un grande fiocco rosa in testa tra uomini atletici. Il risultato è gradevole però abbastanza imbarazzante. Perché?. La risposta è allora la consapevolezza della Houston di dover necessariamente trovare un compromesso con l'industria dell'entertainment, ovvero vendersi, vendere la sua immagine prima di tutto. Anche se lei non ne aveva assolutamente bisogno, perchè la sua dote era ben altra!
Forse con questo si potrebbe spiegare il rapporto ancora oggi non sempre bello con la critica musicale.
Fortunatamente , già ascoltando il suo primo lavoro, questi elementi non tornano alla mente, perché Whitney Houston è un'artista che vale e questo lavoro è impeccabile.

Dotata di una voce quasi da soprano, con un'estensione vocale davvero notevole, la Houston dimostra di trovarsi a suo agio sia con le ballate che con i pezzi più ballabili. Essendo il suo primo lavoro, l'interpretazione si affinerà con i lavori successivi, ma ascoltando l'ineccepibile fraseggio vocale di Saving All My Love For You o Someone For Me, ci si rende conto di trovarsi di fronte ad una fuori classe. Anche nei pezzi ritmici come How Will I Know, la sua duttilità ad adattare la voce ad esecuzioni che necessitano maggiore scioltezza e spontaneità, dimostra grande sicurezza. Ad impreziosire questo primo lavoro ci sono poi i duetti con Jermaine Jackson, Nobody Loves Me Like You Do, Take Good Care Of My Heart e con Teddy Pendergrass in Hold Me.

Se è vero che negli anni Ottanta la Houston affascinò il mondo con interpretazioni eccellenti, ma prive del calore e della passionalità della Franklin, è anche vero che tali paragoni alla fine dicono tutto e niente. Houston è comunque cantante sensibile e raffinata fin tropo, e questo sovente supera la prima qualità. In Aretha Franklin accadeva invece il contrario. Basti ascoltare l'espressività e l'eloquente comunicabilità in Nobody Loves Me Like You Do o All At Once per capire che dopo venti anni il mondo aveva una nuova icona-soul a cantare l'amore adattato ai nuovi tempi, alle nuove mode e alla nuova società.