Sis Felix “Rebirth”, recensione

Sono nati a Foggia nel 1985 (!) e sono tornati nel 2016 con nuove release e oggi si ritrovano a “rinascere” ancora spinti dai semi germinali della Dark New Wave attraverso un EP lanciato dall’ ottima cover art curata da Maria Grazia Di Gennaro, brava nel proporre l’oscurità in cui la band  continua a vivere, intrisa di atmosfere retrò.

 

 

Tutto ha inizio con gli spigoli bowiani dell’introduttiva Rebirth, traccia pulita e lineare, in cui la profondità strutturale mostra in overlay la chitarra di Savio Albanese, pronto a seguire una linea vocale interessante e (forse troppo) citazionistica.

La composizione iniziale, sorretta sulle pelli di Addivinelo, gioca con i Synth di sfondo, che emergono in maniera funzionale anche sulle note di Sorrow. La traccia, aperta ed evocativa, trova il suo punto di arrivo tra le corde di un violino abile nell’acuire un climax narrante. Proprio i suoni di H.E.R. tornano su Your Colors, figlia legittima del pop anni ‘80, per poi lasciare spazio a tasti bianconeri di Michele Perrella in Lost Time, interessante composizione di chiusura per un mini EP che, ad onor del vero, mi sembra nascondere un buon sentiero, in cui trovare spezie Cure, impronte Simple Minds e New Wave d’oltremanica.