Jamie Cullum

Twentysomething

Crooner, chi era costui?
All’interno della vasta e variegata famiglia degli interpreti, vi è una particolare specie di interprete, il crooner.
Di solito il crooner è un cantante con grandi doti canore che reinterpreta canzoni già popolari e di solito molto famose.
Per intenderci, Michael Boublè nasce come crooner.
Frank Sinatra è stato uno dei più grandi crooner.

La sua particolare abilità sta nel riuscire a ridare vita a canzoni che una vita l’hanno già avuta in passato.A volte le vite passate di una canzone sono comunque migliori delle vite ricreate in seguito, altre volte invece le canzoni tornano a nuovo splendore.
Non è solo una questione di coverizzare una canzone, in teoria il processo dovrebbe essere più complesso contemplando anche un nuovo riarrangiamento tarato sulle doti del crooner.
Il punto focale dei crooner sta nella loro capacità di interpretare il non detto di una canzone. Più una canzone è famosa e riuscita e, potete immaginare, più sarà difficile darle nuova e soprattutto dignitosa, vita.

Sempre per intenderci, potremmo dire che nella musica classica tutto si basi sull’interpretazione.L’abilità del bravo direttore d’orchestra o del particolare musicista starà nell’ interpretare e rendere nel migliore modo possibile una melodia scritta secoli fa.Ovviamente questo processo implica una grande esperienza, una lunga gavetta e una serie lunghissima di tentativi prima di arrivare ad un nuova composizione, riuscita almeno quanto la precedente versione della melodia.

Tutto questo pippone mi è servito per farvi capire in che ambientazione ci muoveremo in questa recensione, e per capire di quanto ce ne allontaneremo.

Avete presente Frank Sinatra che canta, chessò “I’ve got you under my skin”
Ecco quella è la scena perfetta per capire chi è un crooner.
Avete davanti agli occhi la scena? Bene.

Ora sostituite a Frank Sinatra un ragazzino di poco più di 20 anni con scarpe da ginnastica e maglietta…
Se non svenite e continuate ad ascoltare il concerto, potreste notare che canta davvero bene… che oltre che saltare su e giù dal pianoforte, è in grado di suonarlo bene, dannatamente bene,
sembra quasi un navigato jazzista, se non fosse per l’età…
continuando a guardare notereste come riesca a “tenere la scena” manco fosse un cantante che ha passato la vita sui palchi di tutto il mondo…
in più le canzoni sono varie, molto varie, si passa da classici degli anni 50 a pezzi molto più rock e moderni.
Bene, avete appena conosciuto Jamie Cullum.

Ho scoperto questa strana forma di vita musicale definita Jamie Cullum, una sera in cui un mio caro amico me lo fece ascoltare per la prima volta.
Subito pensai “bella voce, ma sarà il solito crooner che ricanta gli intramontabili classici…” invece fui colpito dalla scelta che faceva di questi classici. Insomma, chi ve lo fa fare nel 2004 di mettervi a ricantare “Singin’ in the Rain”, ma soprattutto, una volta cantata, che canzone ci mettete dopo? Ci vuole coraggio a riarrangiare “I Get a Kick out of You” passando per “Wind Cries Mary” di Hendrix, non trovate anche voi?
Sicuramente Jamie non deve essere un tipo timido e lo si vede da come tiene il palco, ha coraggio da vendere e anche la giusta dose di sfacciataggine per avventurarsi su strade che potrebbero in un istante rivelarsi di una difficoltà enorme, percorrendole invece con un’irresistibile ironia.

La cosa che ha fatto diventare matti gli inglesi è che è riuscito a concentrare tutto questo all’interno di un solo disco, disco di un artista che appunto aveva 20 e rotti anni quando lo pubblicò nel 2004, scalò le classifiche e diventò l’artista jazz inglese con il maggior numero di copie vendute di sempre.

Ad oggi, il “giovane” ancora deve compiere 30 anni…

La sensazione che si ha ascoltando questo disco è di un frullato saporito e frizzante.
La cosa sorprendente è che gli ingredienti sono tra le cose più comuni che potreste trovare, eppure l’insieme funziona ed ha un sapore davvero eccellente.

E’ davvero sorprendente scoprire, man mano che il disco si dipana, gli abbinamenti che ha fatto, piuttosto che la scelta davvero notevole degli arrangiamenti.
Per non farsi mancare nulla alcune canzoni sono scritte e arrangiate insieme al fratello, e manco a dirlo, anche queste funzionano molto bene.

Insomma più che ammirarlo uno così, c’è solo da invidiarlo!

A parte in Inghilterra, non sembra che all’estero riscuota il successo che meriterebbe, ma forse qui da noi, patria di Allevi, Bollani, Einaudi, siamo pronti per un ragazzino così sfacciato e bravo.

Due consigli:
Andate a vedere su youtube le sue apparizioni perché meritano davvero.
Se andate a vedere Gran Torino, rimanete fino ad ascoltare la canzone dei titoli di coda.
Secondo voi, Clint Eastwood con chi duetta?

Jamie Cullum “Twentysomething”

1. What a Difference a Day Made
2. These Are the Days
3. Singin’ in the Rain
4. Twentysomething
5. But for Now
6. Old Devil Moon
7. I Could Have Danced All Night
8. Blame It on My Youth
9. I Get a Kick out of You
10. All at Sea
11. Wind Cries Mary
12. Lover, You Should Have Come Over
13. It’s About Time
14. Next Year, Baby