Rinunci a Satana? “Blerum Blerum”, recensione

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Sto per tornare al crocevia del diavolo, ho un appuntamento con Damiano Casanova e Marco Mazzoldi, anime stilistiche di un progetto di cui mi innamorai qualche tempo addietro: Rinunci a Satana?

Il duo di Vimodrone torna con un nuovo album, pronto a ripartire dalle pagine de Il libro di Taliesin, proprio dal quale sembra uscire il suono onomatopeico Blerum Blerum , perfettamente coerente con l’ormai tradizionale assenza di parole. Infatti, il disco (ancora una volta) wordless, utilizza un’accorta alternanza tra brevi e lunghe suite sonore, in cui i citazionismi Black Sabbath (La veneranda fabbrica del Doomm )si intrecciano a ricami legati all’heavy iniziatico (Niente di nuovo sul fronte occidentale ,) quando il blues appariva una dolce ed essenziale evidenza.

L’album, promosso dalla triade Wallace-Cinghiale-E io pago, riesce con ironia a ridefinire un passato estetico carico di echi, riverberi e note blues ( Blerum) confondendo l’ascoltatore attraverso citazioni filmiche e titolazioni bislacche, che si sdoppiano mostrando arie rock Blerum (seconda parte) e giocosi ma divergenti imprò distorsivi(La serata del Gourmet,).
Il sentiero chiarificatore viene ritrovato con il fade in di Chi sta scavando, immaginifica e visionaria traccia in cui la voce funge da strumentazione aggiuntiva per un rock’n’roll polveroso e forse eccedente, ma in realtà ad alimentare le danze è la breve Dr.Tomas Ragtime blues, una sorta di bonus track che, in presa diretta, si espone con un classico blues narrativo che, al pari di Salice Mago, finisce per giocare con un piacevole deja ecu.

Insomma un disco che non delude, e che ancora una volta riesce a narrare una storia da possedere (se vi è possibile) in vinile.

Tracklist:

1. Valhalla Rising
2. La Veneranda Fabbrica del Doomm
3. Blerum
4. Blerum
5. Salice Mago
6. Niente di nuovo sul fronte occidentale
7. La serata del Gourmet
8. Chi sta scavando
9. Dr Tomas ragtime blues