Vote for Saki

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“Segui il leader”, nulla ha a che fare con l’omonimo anglofono titolo che i Korn fecero uscire qualche anno addietro, tanto è vero che i Vote for Saki sono di fatto alquanto lontani dalle sonorità proposte da Jonathan Davis.
Difatti, il secondo album della band marchigiana, promosso dalla U.d.u records, si assesta più semplicemente attorno ad un rock easy listening.

Quindi se credete di essere di fronte a qualcosa di alternativo o attiguo al nu-metal, meglio cambiare strada.

Il combo maceratese, composto da Riccardo Carestia (voce e chitarra) e Gianluigi Mandolini (batteria), sembra ripercorre la strada definita dalla genialità di Dario Ciffo e Agostimo Nascimbeni ed i loro Lombroso, anche se ancora la strada da percorrere sembra molto lunga. Infatti i Vote for Saki, pur portando con sé una buona dose di coraggio, non hanno ancora ottenuto il massimo dei risultati, che da un progetto come questo ci si può aspettare. Il disco, che appare sotto forma di Ep, traccia un interessante solco seminato, che a tratti si perde lungo il sentiero, non tanto nella composizione artistica, quanto nella scelta stilistica relativa ad arrangiamenti, talvolta penalizzanti, e sonorità semplicistiche che, valutato le buone capacità tecniche, stonano nei confronti di ciò che avrebbe potuto essere.

D’altra parte, il disco ha il merito di proporre un sound genuino ed anti-digitale; infatti, come spiega la band sulla pagina myspace, l’intento è stato quello di definire una forma d’arte umana di contatto, attraverso l’accantonamento di ciò che il digitale ha imposto e proposto in questi ultimi anni.

L’Ep è inaugurato dal singolo “Pelle”, il cui inizio promettente si fonde ad un groove discreto, che vive delle luci seventies, tra rock classico e sentieri blandamente sperimentali. A mio avviso però il vero singolo è la seguente “Diversivo”, in cui si riesce a comprendere i veri Vote for Saki, attraverso una sentita ballad, in cui la voce del frontman appare convincente e precisa, forse proprio per la scelta di sviluppare un cantato dalle più basse tonalità. Il brano si dipana attraverso riff accattivanti, impreziositi dal backvoice che tanto ricorda il sound di “Viaggio senza vento” del duo Pedrini-Renga.

Nel disco emergono esplicite ed implicite citazioni del r’n’r rollingstonesiano, come accade sia nella già citata “Diversivo”, sia nel iconica “Penny Hill”, capace di sviluppare il dualismo vigente attorno agli anni 60, attraverso ironica ridondanza. Se poco convince la chiusura di “Noi ragazzi del campari”, persuade senza troppi dubbi l’interessante e rarefatta “Sinfonia in Sol aperto” in cui il tipico rock and roll, accompagna la verve compositiva del duo, in questo frangente molto vicino alla genialità di Creme.

Chiosando, possiamo dire che dal disco emergono buone idee, non ancora del tutto sviluppate al meglio, infatti l’opera sembra mancare ancora il collante tra i due membri portati, talvolta disturbati da un eccessivo uso dei piatti e una mancante cattiveria alle pelli, che potrebbe donare al sound maggior originalità ed inventiva.

“Segui il leader” è pertanto un disco che, pur vivendo di luci ed ombre, fa trasparire un amore per il rock old style, semplice e senza troppi orpelli, stillante passione e volontà… non sufficiente però a far quadrare il cerchio di questi trenta minuti d’arte musicale.