RECORD STORE DAY 2013
Record store day, ovvero la giornata mondiale dei negozi musicali, amarcord di un giovane vecchio. A cura di Alfonso Pone.

Record store day, ovvero la giornata mondiale dei negozi musicali, amarcord di un giovane vecchio. A cura di Alfonso Pone.
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Un disco che trasuda metodologie crude ed sanguinarie. Chi qui cerca il brutal metal…qui di certo lo troverà…

Cortex è il curioso nom de plume di Enrico Cortellino, attore musicante di una realtà sociale vissuta dall’autore in maniera emozionale e sincera, tra cinismo ed emotività...

Un’aggressione sonora che sarà ben accolta da chi ama il rock nella sua estensione radicata e profonda.

Il garage/noise targato Italia continua a partorire band interessanti. Questa è la volta dei Loveless Wizzkid che ben si insediano sul solco tracciato dalle band di metà anni novanta quali Pixies, Buffalo Tom, Sonic Youth e Mudhoney con una buona spruzzata di seventie's e psichedelia. Recensito per voi We Were Only Trying To Sleep a cura di Carmine Rubicco.

Il Grunge non è morto come sembra. Ci sono in giro ancora ragazzi e ragazze che lo amano e "lo praticano" alla grande...come queste 4 "galline pazze" (più un "gallo" alla batteria)... Un disco potente, diretto e senza fronzoli!

Uno sguardo realista tra indie, pop e new wave...

Reggae root italiano pronto a regalare colore e calore...

Un disco dalle poche sbavature, capace di osare forme espressive sperimentali ed originali.

Una concettualità nereggiante ed sound fondamentalmente new wave al servizio di venature dark dai riflessi malinconici

...quintetto nostrano dedito ad una forma di progressive post metal dagli orizzonti molto ampi.

Sono tutti matti la dentro …. noi viviamo thrash

Un disco che sposta senza dubbio i confini e la definizione del genere. Melodie e aperture “cantabili” con basi di una ferocia difficilmente riscontrabile in gruppi canonici. Un disco da ascoltare più e più volte ma che non può non piacere. A cura di Carmine Rubicco.

Un crocevia tra Hc, death e grind...

Un passo all’indietro verso sonorità rivedute alla luce di un oggi sempre più debitore degli albori del metal golden age...

Un disco che, tra alti e bassi, convince per le sue sonorità abbracciate all’easy listening, qui striato di un accorto underground ciclotimico...

Un disco piacevolmenne post, da ascoltare in silenzio che non può e non deve essere disturbato, per riuscire a carpire le sue sfumature più profonde.

Il nuovo album di Lu-Po appare in perfetto equilibrio tra l’elettronica e le forme più nobili di classicismo, intesi come atti d’amore alternativi

Il quartetto bergamasco apre la sua trilogia sperimentale a suono di chitarre elettriche ed elettronica. Per tutti coloro che dalla musica esigono di farsi trasportare in un'esperienza...nel caso di specie decisamente rock!

L'artista americano dopo l'exploit di "Queen of Denmark" ritorna alla grande con un disco molto elettronico e qualche perla pop/rock da togliere il fiato. Un voce da scoprire per chi ancora non l' ha mai ascoltato. Recensione di Marco Restelli

L’opera di John Harris, nel tentativo di raccontare il successo del mitologico album, si addentra nella genesi storica del lato oscuro della luna, attraverso un arco temporale esteso oltre i confini demiurgici.

Un metal ben strutturato attraverso la sua cupezza narrativa e la sua sagacia espositiva...

Un filmico racconto colto e raffinato atto a raccontare per immagini e colori cangianti un mondo poetizzato da liriche ermetiche.

Un disco davvero interessante che, pur improntando il lavoro su di un piano sonoro alquanto imponente, non manca di sottolineare un’inusuale attenzione compositiva.

Recensito per voi Divide and rule, un'ottima prova del gruppo dei Fake Heroes, band pescarese a cui auguriamo di maturare e sfondare nel mondo della musica. Con questa recensione diamo il benvenuto a Carmine Rubicco, augurandogli di trovare sulle nostre pagine digitali tutte le soddisfazioni che merita.

Un magico incrocio tra il mondo del calcio e la musica, tra immagini rae e testimonianze di un calcio puro che non esiste più.

Un disco diretto e fondamentalmente street-core capace di introdurre l’ascoltatore in un mondo pop-punk di stampo easy.

Una fluida e genuina tracklist dall'animo rock di chiodo vestito.

Sono all’esordio discografico, si chiamano Burn of Black e propongono una mistura thrash alternative. Si presentano con partiture che, pur rimandando alle prime ondate d’oltreoceano, si mostrano pulite e vicine all’estetica di fine anni ’80.

Una voce profonda al servizio di questo Hidden depravity, viatico tra il thrash e il post hardcore

Un disco piacevole e per certi versi originale, capace di fondere alt-pop a dark nu-wave.

Full lenght definito da un viatico sonoro assestabile tra post rock, elettronica e sviluppi ambient derivati da sperimentalismi (forse azzardati)...

Un’accattivante ed inusuale mescolanza di trash, country e ’50 vibration...un album splendido!

Il trio inglese, in giro ormai da trent'anni, ritorna con un disco che non cambia di una virgola il loro consolidato stile ma rappresenta un passo in avanti sulla strada della qualità, dopo almeno 2 album un po' sotto tono. Recensione di Marco Restelli

Sgombrate la testa dalle inutili elucubrazioni e accomodatevi tra le note danzanti di questo All kind of people, pronti a ballare le ritmiche senza tempo di un rock(abilly)-blues disincantato e travolgente.

Un disco che collega il sapore d’oltreoceano con gli italici anni ’70, riuscendo a cucire i due tessuti attraverso un filo resistente, da cui trapela un intenso sapore underground appoggiato al jazz e al blues da cui derivano.

Il Duca Bianco è tornato dopo 10 anni di silenzio e lo fa alla grande, pubblicando un disco che rimarrà una delle (già tante) colonne a sostegno della sua carriera, unica nella storia del rock.

Eccoci nuovamente a parlare dei Sixty miles ahead, questa volta attraverso le parole di Luca Caserini, batterista della band

Un dialogo attento tra rabbia e lucidità, viatico dicotomico impreziosito da un thrash antraxiano che porta l’Hc dei Book of Job verso i giusti lidi...

Torna la filosofia anti-specista applicata al nuovo modo di interpretare il metal.

Un'ottimale mescolanza tra heavy ed hard rock mai banale, nonostante le citazioni verso i margini conclusivi degli anni ’90.

Elettronica che si mescola con attenzione spontanea ad un futurismo cantautorale, in cui il pessimismo generazionale fiorisce tra contenute gioie e rabbia esposta in un background elettro-pop.

Un rock alternativo sognante e raffinato, in cui una ponderata eleganza, funge da aspetto fondante della nuova release...

Un'inusuale fusione tra esperienze rap, sviluppi electro-dance e pop rock.

Un viaggio nel più estremo e controverso ambiente musicale. Storia ed ideologia del NSBM

Un viaggio (in)finito tra le polveri di ricordi da mantenere vivi, attraverso brani da posare sul comodino, in modo da poterli sfogliare come piccole pillole di una realtà senza tempo.

Delizioso full lenght in cui la creatività post e l’attitudine alternativa si fonde ad un accorto tecnicismo e ad un ensemble di sensazioni soffici e sognanti.

Danger Doom - The Mouse and the Mask, recensione

Dopo 35 anni Rumours è ancora fresco e accattivante come all'epoca della sua uscita. Vi raccontiamo i "probabili perché" di 40 milioni e passa di copie vendute ed alcuni segreti (di Pulcinella) della sua genesi. Recensione di Marco Restelli

Un esordio discografico che si assesta su di un ponderato alternarsi tra pop e rock...

Un concept heavy che offre ottimi brani costruiti attorno a riff iniziatici, definibili come armonici ponti esistenziali tra uomo e natura.

Geddo rappresenta il nostro presente, quello catautoriale di una Liguria vitale, capace di fornire le sonorità nobili e accorte

Un gothic metal piacevole che definisce senza troppi dubbi interessanti orizzonti futuri per una band di prospettiva.

Come in un romanzo realista, il libro racconta la genesi completa del mondo folle dei Metallica, fatto di speranze, arrivismo, innovazione, coraggio e fortuna.

Otto tracce alternative immerse in eteree note che cambiano, maturano e viaggiano su binari paralleli.

Sei corde d'autore per spazi espressivi a sonorità divergenti e mai ridondanti, tra estensioni adeguate e virtuosismi chitarristici non esibiti ma raccontati.

Interessante Ep che trova nel brit pop e nello shoegaze il miglior terreno su cui costruire partiture popular.

L'artista romano riabbraccia la sua città regalandole emozioni forti e tanto talento sparso in un mare di sensibilità umana ed artistica. Recensione di Marco Restelli (con un piccolo aiuto)

Classici Metal coverizzati in uno splendido lounge rock. Si chiamano Hellsongs e arrivano dal nord. Recensione ed intervista Italiano/Inglese