ED “Desert Beyond”, recensione

ed.Jpg

Dovremo aspettare sino a novembre 2012 per avere sotto mano il nuovo full lenght di ED, progetto d’attitudine indie pop anni ‘60 e ‘90, come lui stesso lo autodefinisce. L’autore si presenta affiancato dalla Vulcano Phono, collettivo d’artisti emiliano che porta avanti un itinerario artistico di propaganda musicale degna di nota, per la quale ha già licenziato un 7”.

Nell’attesa del nuovo autunno, però, fan e curiosi del mondo looser possono sfamare la voglia di ascolto con questo microscopico cd single, elegantemente contenuto in un curioso packaging sottile e lucido da cui si evince che questo Desert Beyond è frutto delle sole forze del cantautore che, oltre a creare le fondamenta dei due brani, si è occupato di arrangiamenti e mixing process.
Il breve EP, registrato da Davide Cristiani (Bombanella Soundscapes), ha visto la partecipazione di Luca Mazzieri e sembra portare con sè la recente esperienza maturata on stage da parte del musicista, come dimostrano il breve minutaggio d’anteprima che si esprime in due tracce che riescono nonostante tutto a riempire l’attesa.

Il mini disc principia dalla semplicità delicata di una chitarra che sarà trait d’union della partitura, un suono semplice che matura di li a poco passando dal pop ad un esay listening di stampo indie. Dolce e posata accattivante sin da subito con il sua sapore vintage, la traccia si estende su di un intento lo-fi, che matura e si intercala tra swinging london e l’aria pop indie di Belle end Sebastian.

Un piccolo singolo d’impatto semplice, senza virtuosismi né sperimentazioni… ma d’altra parte due brani sono troppo pochi per poter analizzare appieno il talento nascente di ED. Benché il rischio è quello cadere nell’errore di band come i Turin Brakes, che con i loro primi album, sfornarono una serie di brani singolarmente convincenti, ma troppo simili a se stesti nel loro insieme.

Pertanto non ci resta ch rimanere in attesa…